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8 Marzo – 8 Donne parlano delle Donne

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All’interno delle iniziative del Cafè Letterario – Caltanissetta per l’8 marzo, 8 Donne parlano delle Donne.

8 messaggi diversi tra loro che riguardano il mondo femminile:

 

-Claudia Cipro
Hanno dato la vita per conseguire traguardi importanti e farne godere alle generazioni future. La forza delle donne sta nell’apprezzare i passi avanti giganteschi di cui è possibile godere oggi: l’indipendenza nel vestire, nell’uscire da casa, nel lavorare a stretto contatto con uomini, ricoprendo anche ruoli di leader. La bellezza di una donna non risiede solo nei suoi occhi, nello sguardo, risiede anche nell’animo. Aprire gli occhi al mattino e sorridere, felici di potere supportare altre donne, non importa di che età, stato sociale o etnia. Un regalo per sdebitarci dalle nostre amiche e sorelle coraggiose guerriere, mi piacerebbe fosse questo: rispettarci le une con le altre, senza prevaricazioni, invidie, supponenze. Non è solo oggi l’8 marzo, ma è tutti giorni 8 marzo. Siamo donne in ogni istante delle nostre giornate, anche in quelle più lunghe e nere, trascorse apparentemente con poca luce nel cuore. Abbiamo il dono di regalare la vita, un dono che dovrebbe farci elevare a stadi di coscienza sempre più alti, ringraziando di essere vive. Auguri a tutte le donne, soprattutto a chi pensa di avere poco valore.

-Cristina D’Alma
Come un cielo senza le sue stelle
Come la primavera senza i suoi fiori
Come un musicista senza il suo strumento

Questo sarebbe il mondo senza le sue donne.

-Cinzia Milazzo
Spesso, quando si parla di donne, l’argomento può portare ad un meccanismo inverso. A me non piace parlare di uomini e di donne. Preferisco parlare di persone. E sul fatto che le persone siano tutte uguali, non si solleva il minimo dubbio. La sostanza, a mio avviso, è tutta qui.

-Manuela Falcone
Non è la festa della donna è la giornata internazionale dei diritti conquistati dalle donne.
Serve in primis a tutte le donne a ricordare che le nostre antenate hanno preso manganellate per i diritti di cui oggi siamo in possesso.
Dobbiamo ricordarlo ogni qualvolta qualcuno non ci rispetti nel lavoro, nella famiglia e in “amore”.
Dobbiamo ricordarlo perché ancora oggi serve lottare per una parità.

-Marina Castiglione
Categorizzare è sempre frutto di generalizzazione e, in sostanza, di semplificazione. Non esiste il prototipo della “donna”, come non esiste il prototipo del “meridionale”, dello “scozzese” o dell’“ebreo”. Non si è sante perché donne, non si ha lo spirito materno perché donne, non si ha un innato senso di sacrificio perché donne, non si è organizzate perché donne. Continuare a dedicare una giornata alla donna, come se fosse categoria da tutelare in quanto portatrice di diritti che vanno ricordati, è segno di una società ancora immatura, che deve metabolizzare l’ovvio. Ossia che il rispetto tra persone non ha nulla a che vedere con il genere, con l’età, con la provenienza, con il ruolo.
Eppure, quando non passa giorno senza un femminicidio; eppure, quando si vedono i dati della disoccupazione femminile post Covid; eppure, quando vengono rapite centinaia di bambine a scopo di proselitismo riproduttivo; eppure, quando le leggi elettorali dei paesi “civili” ancora presentano la riserva indiana delle quote rosa; eppure, quando vengono “naturalmente” assegnati alle donne i compiti dell’accudimento; eppure, quando la presenza di donne nei ruoli di vertice è tra le più basse nonostante abbiano mediamente livelli di istruzione più alti; eppure, quando la televisione continua a proporre modelli femminili ornamentali; ecco: allora penso che non un giorno, ma l’intero anno andrebbe dedicato ad una educazione alla reale parità dei diritti e dei doveri di uomini e donne.

-Valentina Ilardo
L’OTTO OGNI GIORNO
Sono donna ogni giorno.
Fermiamoci, riflettiamo.
Niente fiori oggi, non profumano ancora di libertà, perché, nei fatti, nel concreto delle relazioni, il rispetto è merce rara e le violenze, le discriminazioni sono prassi quotidiana.
Tante le battaglie per l’emancipazione, tante le conquiste, di cui abbiamo ancora fame.
L’otto marzo, quante storie…
L’otto marzo… sono le donne che fanno sesso con un’altra donna;
sono le donne che non vogliono figli;
sono le donne che… mi chiamavo Pino ed ora Anna;
sono le donne che fuggono dalla guerra;
sono le donne perseguitate per la loro religione e che devono scegliere tra la morte o la conversione;
sono le donne che lottano ogni giorno contro l’oltraggio del corpo, della mente, della dignità, della libertà;
sono le donne che reagiscono alla soggezione creata dal sistema patriarcale e maschilista che annulla gli individui nel nome di una presunta naturalezza di alcune scelte e comportamenti;
sono le donne che rifiutano di rimanere intrappolate in un ruolo definito da altri;
sono le donne che non aspettano di essere salvate… ma che salvano.
L’otto marzo siete anche voi uomini che amate, rispettate, tollerate, ascoltate e sorridete alle donne, condividendo le stesse lotte e le stesse conquiste.
Costruiamo ponti tra i generi, non spaccature, non muri.
Valorizziamo le nostre differenze, non facciamocene un’accusa reciproca.
Buon 8 marzo.

-Diletta Costanzo
Auguri cara, anche se quest’anno sarà dura.
Tu ridi, che quando ridi tutto torna dolce e ridere ti rimpolpa l’anima.
Auguri, e non ti preoccupare se non sei più bella, se non sei più giovane, se sei un po’ più sola.. che tutto cambia in fretta, per non cambiare mai.
Auguri cara, e non ti vergognare di avere paura del futuro, che il futuro fa tanto il gradasso e poi è sempre meglio di come te lo aspetti.
Auguri cara, e guardati le spalle, difenditi quando devi, non bere lacrime.
Salvati dal male, e proteggiti se devi.
E non dimenticarti mai.

-Mara Librizzi
LA ROSA CANGIANTE DI KABUL

Turchesi opali ametiste granati …
depredati alla corona di sangue
geometrie composite
nella musica delle sfere celesti
di angeli dirottati da un processo cosmico
solcano barriere di pensiero
arrivano da un altro tempo
impregnano di infinito ogni gesto
iscrivendolo nella polvere della storia
Schegge del nostro presente
graffiti consunti sulla collina degli aromi
grate vaganti strappate alla mezzaluna
meteore perse in pozze di luce senza nome e senza volto

Sirio Vega Cassiopea
dee spodestate dai loro cavalieri disarcionati
spose di un regno consumato in una notte
ghirlande sospese all’ineluttabile ..
eppure forano tenebre di secoli
fiorano il deserto di morte
moto perpetuo che ghermisce le avvince

Ricchezza e rinuncia
vita e morte
lame fendenti silenzio
ferite inferte al corpo celeste della terra
Gridano il loro si alla luna
nell’incedere regale fiero magnetizzatore compostezza antica

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