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Caltanissetta. Fornaio accoltellato in via Rochester. Un giovane imputato per tentato omicidio

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Quattro anni fa si era sfiorata la tragedia e un giovane fornaio che lavora in via Rochester rischiò di rimetterci la vita dopo essere stato colpito da una coltellata alla gola. Per quell’episodio, adesso, è chiamato a rispondere di tentato omicidio il nisseno Giuseppe Giannone, 38 anni, ritenuto colui che tirò fuori il coltello colpendo alla gola il fornaio Marcello Baglivo, 26 anni. Ieri mattina, dopo la chiusura delle indagini, si è aperta l’udienza preliminare e Giannone ha chiesto di essere processato con il rito abbreviato. Il suo legale, l’avvocato Dino Milazzo, ha chiesto la produzione di alcuni atti e inoltre ha sollecitato l’esame dell’imputato, che risponderà alle domande delle parti nell’udienza fissata per la metà del mese di maggio.

Ma in quel parapiglia erano coinvolte anche altre due persone e cioè i fratelli Anthony Scimonelli, 25 anni e Michael Scimonelli, 29 anni; dall’inchiesta coordinata dalle pm Sofia Scapellato e Nadia Caruso, però, è venuto fuori che entrambi, pur avendo preso parte alla colluttazione, non avevano nulla a che vedere con la coltellata, tanto che per loro l’accusa è di percosse. Un reato considerato lieve, tanto che la legale dei due Scimonelli, l’avvocato Maria Francesca Assennato, ha chiesto e ottenuto che le carte riguardanti i suoi clienti tornino in Procura per essere poi mandata al Giudice di pace, che ha la competenza sul reato di percosse. E quindi per i fratelli Scimonelli si profila un diverso destino processuale.

Baglivo, da parte sua, ha deciso di chiedere conto di quanto accaduto il 29 maggio 2014 e si è costituito parte civile nel processo con l’avvocato Giovanni Vetri.

Resta ancora, invece, un’ombra di mistero sul movente dell’accaduto; secondo quanto emerso subito dopo il fatto si era parlato di un paio di occhiali che Michael Scimonelli aveva prestato al cognato di Baglivo e che non sarebbero più stati restituiti. Ma gli investigatori della Squadra mobile non avevano creduto a questa ricostruzione, ritenendo che poteva esserci altro sotto. Lo stesso Michael Scimonelli, nel 2013, era stato fermato con 800 grammi di droga e anche Giannone aveva avuto problemi simili. Da vedere anche cosa racconterà Giannone quando risponderà alla giudice Leone.

 

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