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Lettera aperta del dg dell’Asp di Caltanissetta, Caltagirone: “Ai nisseni un racconto distorto, forse qualcuno si è distratto durante la seduta”

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Scrivo questa lettera per rappresentare quanto accaduto durante l’adunanza aperta del consiglio comunale del comune di Caltanissetta del 2 settembre scorso e che, secondo il mio parere, pur nel rispetto di ruoli ed opinioni a volte differenti, non è stata rappresentata e raccontata ai cittadini nisseni, nei giorni successivi, con la chiarezza che meritava. Ovviamente il web ha preso il sopravvento con dirette Facebook e quant’altro che raggiungono bene l’utenza, ma sono sempre rappresentazioni personali che potrebbero essere sconfessate da chi ha avuto l’opportunità di seguire l’intero incontro o per chi ha la curiosità di farlo a posteriori, collegandosi con il sito del comune. Anche il mio può essere interpretato come un racconto di parte, ma provo a rappresentarlo nel modo più equilibrato possibile e comunque, per molti versi, riscontrabile sul portale web del comune di Caltanissetta nella sezione “Dirette streaming sedute consiglio comunale”. Ma andiamo prima ai fatti. Qualche giorno fa la direzione strategica dell’ASP, da me diretta, è stata invitata a partecipare ad una adunanza aperta del consiglio comunale di Caltanissetta. Motivo dell’adunanza era una ampia discussione sulla sanità nissena. Abbiamo pensato: “quale migliore occasione per rappresentare a tutta la cittadinanza lo stato di avanzamento delle nostre attività. In fondo ci ritroviamo a fare tante cose e non avere neanche il tempo di rappresentarle con costanza e continuità, sia agli addetti ai lavori che a tutta la popolazione nissena. È vero, abbiamo avuto recentemente tre incontri, il primo a luglio con le associazioni di alcuni pazienti fragili, il secondo a fine luglio con il sindaco e la commissione sanità del comune di Caltanissetta ed il terzo la prima decade di agosto con lo stesso sindaco e le organizzazioni sindacali. In quelle circostanze ci siamo confrontati, abbiamo trovato tante soluzioni e abbiamo rappresentato le iniziative amministrative e sanitarie completate e quelle in corso di definizione entro il mese di settembre. Con le associazioni ci siamo anche dati appuntamento a settembre per verificare, insieme, se le soluzioni attuate risultavano efficaci e, con grande serenità, adottarne di altre in modo condiviso. Allora si – abbiamo detto – incontriamoci a questa singolare adunanza del consiglio comunale; sarà una nuova occasione di confronto e di comunicazione di quanto già fatto. Non importa se è il 2 settembre ed abbiamo detto che tante cose sarebbero migliorate entro il mese in corso. In fondo non ci siamo fermati neanche ad agosto e tanto è stato fatto. Possiamo anche dare un avanzamento dei lavori. L’incontro inizia alle 18:30, dopo una intensa giornata lavorativa. Sappiamo che faremo tardi e siamo in tanti a partecipare della direzione aziendale. Da un lato è giusto che tutti ascoltino e dall’altro possiamo acquisire, durante l’adunanza, le informazioni operative dell’ultima giornata lavorativa. La adunanza è in modalità web. Il presidente del consiglio Giovanni Magrì ed il Sindaco Roberto Gambino porgono i saluti ed aprono i lavori. Gli interventi si susseguono. Tanti apprezzamenti sulla gestione del Covid nella fase 1 ed altrettante critiche. Alcuni interventi molto discorsivi e tanti altri con appunti scritti, dovizia di particolari, riferimenti deliberativi, con lettura di pagine che non lasciano trasparire una improvvisazione del momento , ma viceversa fanno emergere una preparazione all’incontro. Gli interventi continuano uno dietro l’altro, ve ne sono circa 25. Ognuno di essi con tematiche differenti. Altri mere letture. Ancor di più penso che non ci sia una improvvisazione. Gli unici allo scuro degli argomenti da trattare siamo noi. Nessuno ci ha comunicato l’ordine del giorno. 

Si è vero, la Direzione Strategica deve sapere tutto dell’Azienda che dirige, ma è altrettanto vero che le tematiche sono diversificate e gli avanzamenti delle correlate attività rientrano tra le competenze dei dirigenti e dei funzionari degli specifici servizi. Ma sono già le 21. Ci viene data la parola per replicare. Chiediamo una sospensione di mezz’ora per organizzare le risposte. Dall’altra parte gli interventi sono stati circa 25 ed ognuno ha trattato più temi. Vorremmo rispondere a tutti, ma se avessimo avuto una anticipazione degli argomenti da trattare, avremmo preparato un canovaccio da seguire. Serve solo mezz’ora per organizzare le risposte ed acquisire alcune informazioni aggiornate. Ci viene concessa. 

Riprendiamo alle 21:45. Siamo pronti. Inizio io che, nella qualità Direttore Generale, ringrazio per l’opportunità e mi scuso per la mezz’ora richiesta ed utile ad organizzare i lavori. Anticipo che, rispetto a quanto rappresentato sul trend della pandemia Covid, la stessa modalità di riunione on- line è rappresentativa del fatto che, fortunatamente, sussiste la consapevolezza che il virus gira sul territorio nazionale ed in particolare su quello regionale. Rappresento che tante cose sono state fatte in un contesto di urgenza. Adesso siamo ancora più forti per affrontare situazioni più complesse, anche facendo tesoro degli errori per non ripeterli. Abbiamo tutti desiderio di normalità e di ritorno al periodo pre-covid, ma ancora non è arrivato il momento giusto. I servizi vanno tutti riattivati, ma in modalità diversa. Nulla da trascurare. Certo, il distanziamento sociale in sanità rallenta la produzione, ma siamo stati abbastanza capaci. Ogni mese erogavamo circa 4.500 prestazioni e nel periodo di marzo, aprile e maggio, si era creato un arretrato di 14.000 prestazioni ambulatoriali non erogate. Richiamo quanto dichiarato dall’assessore Razza: “per recuperare un arretrato di tre mesi, ne servano almeno altrettanti tre”. Affermo, però, che abbiamo fatto un po’ meglio. A giugno ne abbiamo erogato circa 9.800, a luglio 18.200 e ad agosto 12.500. Sono numeri puntuali e precisi. Rappresento che il nostro Centro unico di Prenotazioni, si è impattato con uno tsunami di chiamate giornaliere che hanno raggiunto e superato le 5.000. Abbiamo riorganizzato il servizio aggiungendo uomini e nuove logiche gestionali. I tempi medi di attesa al telefono si sono ridotti da 18 minuti a 2 minuti, le percentuali di risposta hanno quasi raggiunto il 90%, le chiamate si sono normalizzate intorno a 900. Da un lato le prestazioni si triplicano e dall’altro le chiamate per prenotazioni si riducono. È un buon segno. Ma non bisogna rilassarsi. Vogliamo tutti una sanità che funzioni. Faccio una introduzione sulle procedure di reclutamento del personale. Parlo di stabilizzazioni già completate (circa 64 operatori nel 2020) e di assunzioni (circa 250 per l’emergenza Covid, oltre quelle ordinarie a tempo determinato ed indeterminato). Stiamo perseguendo un obiettivo definito in sede di programmazione di bilancio, che ci ha portato ad impegnare una ulteriore somma di circa 8 milioni di euro per incrementare il personale. Le mobilità sono state completate ed aspettiamo che le aziende, cui i lavoratori afferiscono, concedano il c.d. “nulla osta alla mobilità” ed i concorsi vanno avanti. Concedo la parola al Direttore Amministrativo Pietro Genovese che entra a pieno nei numeri e fa riferimento ad atti ufficiali. Il suo intervento è soddisfacente. Prende la parola il Direttore Sanitario che, con altrettanta precisione, risponde alle problematiche esposte. Riattivazione della RSA per lunedì prossimo, completamento dei lavori del centro Alzheimer per il 20 settembre, ambulatorio di pneumologia a pieno regime, conferma l’appuntamento con le associazioni per un confronto sulle soluzioni attuate ed è disponibile a rivederle insieme. Parliamo di tutto e siamo disponibili al confronto. Riprendono la parola alcuni consiglieri ed alcuni esponenti delle organizzazioni sindacali e di categoria. 

Abbiamo la sensazione che tante informazioni non siano arrivate a destinazione. Forse qualcuno nel frattempo si era distratto, forse la stanchezza prendeva il sopravvento o c’era la volontà a non ascoltare. Mi chiedo se, per alcuni l’obiettivo era un altro. Sia accende un dibattito con botta e risposta. Replichiamo a quanto richiesto. Ancora permangono taluni insoddisfatti ed altri, al contrario, affermano che le cose sono cambiate. Anche i servizi del SERT sono migliorati, lo afferma il dott. Cacciola tracciando tutte le attività in essere. Alcuni rappresentano una loro realtà. Tra questi una consigliera comunale. Nulla di puntualmente riscontrabile. Solo affermazioni per sentito dire. Si intuisce che non c’è reale contezza dell’attuale situazione sanitaria del presidio. Replicano gli addetti ai lavori: Il bed manager, Dott. Benedetto Trobia, risponde su tutto chiedendo di chiarire su accorpamenti inesistenti. Ovviamente la consigliera non ha elementi concreti in mano, ma solo informazioni errate e generiche. Inoltre interviene l’emodinamista dott. Giovanni Longo. La predetta consigliera parla del tutto genericamente di un aumento della mortalità in area cardiologica. Il dott. Longo replica puntualmente con i numeri la mano, smontando una ricostruzione di mala sanità che non ci vede protagonisti… soprattutto in aree di emergenza come la cardiologia e l’emodinamica che non ha mai interrotto la propria attività, così come tutte le aree di emergenza ed urgenza. 

Solo al fine di far comprendere lo spirito che ha animato questo incontro consiliare, mi si consenta di rappresentare come la stessa consigliera in un successivo intervento via Facebook “ richiamante la seduta” e del tutto scevro delle repliche fornite a chiarimento da parte della ASP, lamenta tra l’altro, una mancata osservanza delle norme anticovid da parte della direzione strategica, “rea” di aver partecipato alla seduta consiliare senza mascherina ed in sette in una stanza. Rilievo, questo, – peraltro già sollevato dalla stessa in sede di consiglio comunale e chiarito dettagliatamente dalla Direzione – frutto di una non conoscenza della normativa in materia e finalizzata unicamente a screditare una intera governance, che, peraltro costantemente monitorata – si trovava riunita in una stanza di circa 50 mq e dunque nel pieno rispetto della distanza di sicurezza prescritta, così come indicato dagli organismi tecnici e scientifici che hanno dato supporto in tutti questi mesi al Governo nazionale. Ciò posto, tornando alla descrizione della seduta, dopo la puntuale replica del Dott. Longo, si completano gli interventi. La consigliera Falcone si complimenta con la dirigenza, rappresentando, correttamente, che tuttavia sarà sempre vigile ed attenta. Apprezzo il contributo della stessa che solitamente non ci perdona nulla. Ritengo dunque che forse i messaggi stanno arrivando a destinazione e l’utenza è più soddisfatta dei servizi. Questo non ci deve fare mollare. Si va avanti senza tregua. Conclude il Sindaco. Anche lui propositivo e contestualmente critico. Pone l’attenzione alle procedure concorsuali del comune. 44 posti e circa 5000 concorrenti. Non abbiamo la possibilità di replicare perché il sindaco conclude l’incontro, ma sarebbe stato interessante sottolineare che noi reclutiamo specialisti in sanità e le difficoltà di reclutamento non sono quelle del comune che da 15 anni non fa concorsi e comunque non recluta ne’ medici ne’ infermieri e sicuramente non in quelle categorie lavorative dove c’è carenza di candidati. Sono le 2:30. Ci salutiamo con grande armonia. Un confronto acceso e contemporaneamente produttivo. Sappiamo che molti di noi dobbiamo essere nuovamente alle 8 a lavoro. Non tutti. Ci confrontiamo con i miei collaboratori e ci riteniamo soddisfatti. Alle 8,00 del mattino, l’amara delusione. Qualche testata giornalistica pubblica articoli monchi. Vengono rappresentate le istanze di tutti gli intervenuti e della Direzione dell’ASP nessuna traccia. Nasce nel lettore il convincimento che di fronte a doglianze così puntualmente riportate, l’ASP sia rimasta del tutto silente, incapace di fornire risposte adeguate a chiarimento. Ribadisco, amara delusione! Da lì tante riflessioni: Forse, per esigenze di pubblicazione, è stata data ai giornali una anticipazione dei contenuti? Ed inoltre: Perché far apparire a tutti i costi una sanità che non funziona? Forse fa più notizia? Perché riportare solo la prima parte degli incontri? Perché non c’è la puntuale replica dell’ASP? Quante volte abbiamo letto articoli che ci raccontano la verità del redattore? È sempre vero tutto quello che scrivono sui giornali? Perché non dare al lettore la possibilità di fare le proprie conclusioni senza condurlo verso ciò che il redattore vuole? Nel frattempo incontro dei cittadini: “Complimenti Direttore. Avete smontato delle accuse inesistenti con i numeri alla mano”. Mah, dove sta la verità? Meglio rimettersi al lavoro e continuare nella nostra azione di miglioramento…. Non serve piangersi addosso, ma continuare quotidianamente nell’instancabile azione volta al miglioramento della sanità nissena orientata ai suoi cittadini.

Alessandro Caltagirone

 

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