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“Un’altra Sicilia è possibile”, centri storici e cultura per la prima anteprima di “Sicilia Dunque Penso”

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In una fresca serata di maggio si respirava un’atmosfera di ispirazione, condivisione di idee e confronto alla Strata ‘a Foglia, un luogo che trasuda di storia, di tradizioni e allo stesso tempo di innovazione. Si conclude con successo la prima anteprima della V Edizione di “Sicilia Dunque Penso”. La manifestazione organizzata dall’associazione Sicilia Dunque Penso in collaborazione con il Comune di Caltanissetta, la Pro Loco nissena e anche l’Ufficio Scolastico Regionale per la Sicilia, Ambito Territoriale per la Provincia di Caltanissetta e Enna per quanto riguarda la sezione “Spazio Scuole”. La presenza del notaio Andrea Bartoli apre il ciclo di incontri di quest’anno. Il fondatore, insieme alla moglie, del Farm Cultural Park di Favara porta un bagaglio di esperienza nel campo della rigenerazione urbana, della valorizzazione e rilancio dell’economia a partire dai centri storici attraverso la cultura. Favara infatti è diventata una meta per molti turisti e studenti. “Un sogno realizzato è sicuramente, in parte la nostra esperienza di Favara. Quando abbiamo deciso di restare in Sicilia, di non andare via come tanti – afferma Andrea Bartoli – oggi qua o come tanti che sono ritornati, ci siamo chiesti cosa avremmo potuto fare noi per la nostra città”. Presente all’incontro anche il Sindaco di Caltanissetta Giovanni Ruvolo. “Ciascuno di noi è portatore di un suo sogno, deve avere solo il coraggio di ammetterlo. Io sono convinto che la nostra città ce la può fare – sottolinea il Primo Cittadino, che aggiunge – la storia non la fanno le maggioranze, ma la fanno delle sparute minoranze che però hanno un sogno e in questa città questo sta avvenendo”. Tanti gli spunti di riflessione e quesiti avanzati nei confronti del notaio Bartoli da parte dei partecipanti all’incontro, dal pubblico e dal palco, a partire da  Alfonso Grillo, presidente Rete Strata ‘a Foglia, che nel suo intervento ha anche indicato l’esempio di Favara come un modello o Danilo Napoli, presidente pro tempore dell’associazione culturale Camurria, che ha posto una domanda in merito al senso di comunità e al processo di rigenerazione sociale avviato attraverso le attività commerciali e l’arte. “Il valore più importante nell’esperienza di Farm è veramente il valore umano delle comunità che ha generato. Perché Farm oggi ha una comunità locale favarese di operatori commerciali, di architetti – risponde il notaio Bartoli – ha una comunità di artisti creativi che stanno in Sicilia, in Italia, nel Mondo”. A condurre l’incontro martedì 14 maggio la vicepresidente dell’associazione Sicilia Dunque Penso, Milena Avenia.“Abbiamo scelto il sogno perché il sogno ha due momenti – spiega – C’è il sogno notturno, che è il momento in cui noi ci sveliamo a noi stessi. Ritornare a parlare di sogni significa un po’ ritornare a parlare di sé, nel senso vero, nel senso profondo e non nel senso pubblico e social così come accade per adesso frequentemente. L’altro aspetto invece è il sogno ad occhi aperti, il sogno come energia, cambiamento che si lega al desiderio, alla passione per la trasformazione sociale, infatti durante il Festival e nelle anteprime incontreremo dei grandi sognatori e sognatrici di Sicilia. Persone che vogliono cambiare, che pensano che sia possibile cambiare e trasformare questa terra”. Due appuntamenti, quelli del 14 e 28 maggio, che fanno assaporare il piacere della cultura in attesa della data di inizio del festival, che prevede un fitto programma nelle tre giornate del 31 maggio, 1 e 2 giugno 2018. Ci saranno momenti dedicati all’arte come la mostra fotografica collettiva dell’associazione culturale “Fotonauti”, spazio alle degustazioni di prodotti tipici. La protagonista indiscussa sarà la cultura, seguendo il filo conduttore del tema di quest’anno “Sogni”, attraverso incontri che si svolgeranno in centro tra corso Umberto, Strata ‘a Foglia e anche nella piazzetta antistante la Chiesa Santa Maria della Provvidenza. Tra i nomi dei numerosi ospiti ci sarà Eva Di Stefano, professore associato in Storia dell’arte contemporanea dell’Università di Palermo, Antonella La Monica, insegnante e poetessa, l’artista Raffaele Schiavo autore e compositore, ma anche cantante e musicista e non solo, il giornalista Giacomo Di Girolamo e ancora Antonio Presti, presidente della Fondazione Fiumara d’arte. Verrà anche onorata la memoria della professoressa Francesca Fiandaca Riggi, recentemente scomparsa, che ha ricoperto il ruolo di direttore del museo diocesano nisseno, attraverso la lettura delle sue traduzioni dall’italiano al greco antico di alcune poesie di Antonella La Monica.

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