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Ss640 dir, sopralluogo tecnico Anas per posizionare sistema di monitoraggio

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Ieri, primo febbraio, “un funzionario tecnico dell’Anas, dott. Sorce, ha eseguito un sopralluogo al Castello di Pietraperzia, per stabilire dove ubicare, nei giorni a venire, un nuovo sistema RADAR INTERFEROMETRICO, per intercettare tutti i movimenti del viadotto, in modo da portare a conclusione l’iter progettuale.
Continua l’impegno dell’amministrazione tutta affinché venga ripristinata la transitabilità del viadotto della SS 640 (S.V. per Caltanissetta)”. Così si legge in un post su un noto social del primo cittadino Salvuccio Messina.
Il monitoraggio con l’ interferometria Radar Terrestre (TInRAR) è una tecnica di telerilevamento attraverso la quale è possibile misurare simultaneamente gli spostamenti di numerosi punti di edifici, strutture o altri elementi antropici e naturali, con elevate frequenze di campionamento del dato, consentendo di eseguire contestualmente sia analisi statiche che dinamiche (misura delle vibrazioni).

Questa tecnica consente di misurare lo spostamento di un bersaglio inviando verso di esso due segnali microonde in tempi diversi e registrandone coerentemente l’ampiezza e la fase del segnale retrodiffuso. Se, durante l’intervallo di tempo occorso fra le due misure, si è verificato uno spostamento dello scenario osservato, viene registrato uno sfasamento tra le due misurazioni, dal quale è possibile calcolare l’entità del movimento, si legge su Interferometria Radar da terra – Monitoraggio geologico | ARPA Lombardia
Per ottenere immagini a microonde ad elevata risoluzione (funzione della dimensione dell’antenna del radar) il sensore viene fatto scorrere su di un binario rettilineo, simulando in questo modo un’antenna ad apertura sintetica (SAR) di pari lunghezza. Questo approccio, originariamente sviluppato per le applicazioni satellitari, si è in seguito diffuso anche per piattaforme basate a terra.
Le ragioni del successo di questa tecnologia sono da ricercarsi in una serie vantaggi rispetto agli strumenti tradizionali che si possono riassumere come segue:

    •  possibilità di effettuare misure spazialmente continue dello spostamento di un versante; ciò consente di elaborare delle mappe di spostamento bidimensionali e quindi di superare la limitazione degli strumenti tradizionali che ottengono misurazioni puntuali (cioè riferite solamente ad alcuni punti sparsi);
    •  precisione sub-millimetrica delle misure;
    •  buona risoluzione spaziale (dipendente da una serie di variabili ma tipicamente metrica o decimetrica);
    •  elevata frequenza di campionamento, tale da consentire il monitoraggio ad evoluzione relativamente rapida;
    •  possibilità di effettuare il monitoraggio senza la necessità di accedere direttamente alla frana, spesso pericolosa o irraggiungibile per gli operatori;

possibilità di gestire lo strumento ed i dati di monitoraggio da remoto;

  •  possibilità di effettuare misurazioni in ogni condizione di luminosità ed in condizioni atmosferiche avverse;
  •  buona durabilità della strumentazione;
  •  possibilità di operare h24.

Queste caratteristiche fanno del GB-InSAR un valido e versatile strumento di rapid mapping e ne permettono la sua integrazione anche all’interno di un sistema di allertamento rapido (early warning system) (Cfr. Nicola Casagli – Università degli Studi di Firenze).

(Nella foto radar da terra di Interferometria Radar da terra – Monitoraggio geologico | ARPA Lombardia )

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