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Forestali ancora in attesa della riforma tanto decantata da tutti, Snalv e Fna confsal chiedono la stabilizzazione

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“Serpeggia il malcontento tra i lavoratori della forestale per la mancanza di notizie certe della Riforma del comparto Forestale.

E’ abbastanza evidente lo stato di disperazione in cui si trovano le famiglie dei  lavoratori forestali, ed è altrettanto chiaro il fatto che a tutt’oggi è l’unica fonte di reddito, i lavoratori rivendicano azioni di protesta al fine di fare rispettare il loro diritto e ottenere certezze sulla riforma”.

Si legge nella nota di Manuel Bonaffini e Rosario Meli, Snalv e Fna confsal, secondo i quali “il governo Regionale dovrebbe assumere tutte le opportune iniziative per disporre già per l’anno 2021 l’inizio della stabilizzazione di tutti i lavoratori Forestali.

Ad essere coinvolti dalla situazione di precarietà sono circa  19.000  lavoratori tra antincendio e manutenzione, bisogna cambiare rotta, non è possibile che gli operai lavorino in queste condizioni vivendo una situazione precaria e per giunta percepire gli stipendi sempre in ritardo.

Siamo ad a ottobre e ancora oggi si parla della riforma dei lavoratori forestali stagionali, ma peccato che restano a oggi  solo chiacchiere e passerelle che abbiamo assistito in queste elezioni comunali nelle varie provincie siciliane.

Ogni anno si ripresenta il solito problema, non si sa se ci saranno i fondi, se lavoreranno, se non lavoreranno, per questo motivo bisogna iniziare a discuterne prima”.

Manuel Bonaffini (Snalv Confsal) e Rosario Meli (Fna-Confsal) chiedono, come si legge nella nota “la stabilizzazione con forza perché ormai in situazione di crisi più totale specialmente in Sicilia, l’unica alternativa è quella di dare dignità a questa categoria mantenendola in maniera stabile. 

Noi chiediamo la stabilizzazione, i sindaci devono essere in prima linea su questo fronte della stabilizzazione perché conoscono il territorio e si può dare una valutazione a 360° dello stesso che è in stato di totale abbandono.

Oggi la politica deve mettere in campo delle riforme strutturali del comparto forestale, pensando in primis al nostro territorio e come utilizzare i lavoratori forestali impiegandoli tutto l’anno e, non formulando promesse elettorali che non saranno mai mantenute, prova ne sia che è l’unica categoria più anziana di precari non stabilizzata. 

I forestali possono essere impiegati in diversi servizi come quelli di prevenzione come è avvenuto in diversi comuni della Sicilia e in diversi mansioni che potrebbero svolgere, utilizzandoli tutto l’anno e impiegandoli in servizi di pubblica utilità”.

“Vorremmo capire cosa ne  pensano i nostri  deputati  regionali della Riforma dei Forestali, sulla  stabilizzazione perché, ricordiamolo che i circa 19.000  forestali fanno comodo alla politica, con un bacino di voti, ma nessuno si assume la responsabilità e l’onere di mettere in campo una sana politica  per stabilizzare i lavoratori, perché è facile dimostrare che l’utilizzo dei lavoratori tutto l’anno eviterebbe tutto quello a cui abbiamo assistito inerti alla distruzione del nostro territorio e patrimonio distrutto in parte dalle calamità naturali, perché non vi  è una prevenzione del nostro territorio e tenere 19.000 forestali a casa è vergognoso. 

Noi chiediamo che vengano utilizzati tutto l’anno e dare il contributo non solo per avere garantito il posto di lavoro, ma per mettere in sicurezza questa Sicilia che nessuno mette oggi in prima linea, ed  avendo il coraggio per una volta di pensare  al bene comune e non a quello personale attuando delle riforme strutturali.

Ricordiamo a noi stessi, che ogni campagna elettorale chiunque si candida promette la stabilizzazione dei forestali ed è per questo probabilmente, che passano gli anni e non vengono mai stabilizzati”, conclude la nota di Bonaffini e Meli.

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