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Economia. Manovra: guida ai bonus per la casa

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(di Corrado Chiominto)

Lavori in corso, questa volta non sugli immobili, ma sugli sconti che il fisco riconosce ai contribuenti: dalle ristrutturazioni ai miglioramenti sismici, dai giardini alle facciate, fino all’oramai noto ‘superbonus’ al 110%. La manovra economica, ma anche il decreto fiscale appena approvato, cambia alcuni degli interventi previsti.

L’allarme rosso suona per chi vuole utilizzare il bonus facciate, che scade a fine anno, e novità ci sono anche per il Superbonus.
Ecco allora un mini-vademecum realizzato con l’aiuto dell’esperto che per il consiglio nazionale degli architetti partecipa al tavolo per la semplificazione presso il dipartimento per la funzione pubblica, Fabrizio Pistolesi.

1) BONUS RISTRUTTURAZIONI ED ECOBONUS CLASSICO: Sono rifinanziati fino al 2021, ma c’è già l’accordo per una proroga anche nel 2022. Sulle ristrutturazioni la detrazione è del 50% da spalmare in 10 anni nella dichiarazione dei redditi. Il tetto complessivo a 96mila euro per unità immobiliare. Per l’ecobonus classico lo sconto è invece del 65% e riguarda gli interventi di efficientamento energetico che non rientrano nel superbonus (ad esempio le caldaie dei singoli appartamenti se non ‘trainate’ dall’attivazione del 110% per altri interventi)

2) BONUS FACCIATE: Scade a fine anno e, tranne ripensamenti sempre possibili durante l’esame della manovra da parte del Parlamento, non sarà prorogato per tutti. L’ultima novità – che deve trovare conferma nel testo finale – è che chi avrà pagato il 10% dei lavori sfruttando lo sconto in fattura con un’impresa o la cessione del credito potrà usufruirne anche per i lavori del 2022. “La caratteristica di questo bonus – afferma l’architetto Pistolesi – è che la detrazione è al 90%, più alta di quella per le ristrutturazioni, non ha un tetto di spesa e richiede meno burocrazia rispetto al superbonus. Non serve ad esempio l’asseverazione della regolarità urbanistica degli immobili”. Cosa accade a chi non riuscirà a rispettare la scadenza di fine anno? L’intervento rientrerà nel bonus ordinario al 50% oppure bisognerà fare il ”cappotto energetico” – insomma non basterà una tinteggiatura – per far salire lo sconto al superbonus.

3) IL SUPERBONUS: Al momento il superbonus al 110% è finanziato per tutto il prossimo anno solo per i condomini e per le case Iacp (o equivalenti). Per le unità immobiliari unifamiliari e le ville scade invece il 30 giugno, cioè entro quella data devono essere fatti i pagamenti. La strada che il governo sembra intenzionata a seguire è di una proroga al 2023 solo per i condomini, con l’ipotesi di un successivo decalage al 70% nel 2024 e al 65% nel 2025. “Tre sono le tipologie – spiega Pistolesi – C’è l’ecobonus che richiede il miglioramento di almeno due classi energetiche e la copertura di almeno il 25% delle superfici opache (di fatto le mura) dell’esterno del palazzo. C’è poi il sismabonus per interventi di rilievo; le caldaie a maggiore efficienza, ma solo se condominiali. Le diverse soglie sono un vero e proprio ginepraio ma si trovano anche, per i singoli interventi, sul sito dell’Ance”. La caratteristica del superbonus è che se viene attivato ”attrae” nello sconto al 110% anche interventi che rientrano bel bonus ordinario di ristrutturazione: ad esempio per le finestre o le caldaie dei singoli appartamenti, oppure – pensando ai condomini – per gli ascensori, il vano scale e le altre parti comuni.

4) SISMABONUS: Serve per gli interventi che migliorano gli immobili e cambia a secondo se si tratta di unità singole o condomini e a seconda di quanto viene migliorata di due gradini la classificazione sismica dell’immobile. Per le singole unità immobiliari lo sconto è del 50, 60 o 70%; per i condomini al 75 o all’85%, proprio a seconda dei lavori. Sarà riconfermato.

5) GIARDINI E MOBILI: Consente uno sconto del 36% fino ad un massimo di 5.000 euro sulle spese sostenute per la sistemazione a verde di aree scoperte private, impianti di irrigazione e pozzi. Sarà rinconfermato anche il bonus mobili che si attiva solo se l’immobile per il quale si fanno gli acquisti è interessato da interventi di ristrutturazione: la detrazione è al 50% fino a 10.000 euro di spesa per acquisto anche di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (A per i forni). (ANSA).

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