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Caltanissetta, “Lavoro: diritto o emergenza sociale?”: incontro venerdì 10 gennaio

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Giorno 10 gennaio, venerdì, alle ore 17.00, presso la Sala conferenze della Banca Sicana di via F. Crispi 25 (Caltanissetta), piùCittà dà inizio al calendario di incontri 2020 parlando di lavoro e famiglia.

Alla presenza del sottosegretario al Lavoro e alle politiche sociali Stanislao (Steni) Di Piazza, senatore del Movimento 5 stelle, per anni direttore della filiale palermitana di Banca Etica, si svolgerà un incontro dal titolo: Lavoro: diritto o emergenza sociale? Dopo i saluti del Presidente di piùCittà, Piero Cavaleri, del sindaco Roberto Gambino e del Presidente della Banca Sicana, Giuseppe Di Forti, parleranno: Massimiliano Centorbi, Presidente del Forum provinciale delle Associazioni delle Famiglie; Giuseppe Intilla, Dirigente Politiche sociali e Istruzione del Comune di Caltanissetta; Gaspare Russo, Direttore del Centro per l’Impiego di Caltanissetta. Modera l’incontro Marina Castiglione di piùCittà.

Ci sono due poli nella classifica del Sole 24 ore: le provincie di Milano e di Caltanissetta. Il punteggio per le altre città si distribuisce in rapporto alla distanza tra i due estremi. Tra i molti criteri e parametri uno è inequivocabile e riguarda “Affari e lavoro”; in quell’ambito la nostra provincia è fissamente al 107° posto, per via di alcuni indicatori esiziali: 104° per differenza tra tasso di occupazione maschile e femminile (Istat), 105° per imprese in fallimento (Infocamere), 103° per imprese in rete (Infocamere), 105° per quota di export su PIL (Prometeia), 106° per sofferenze e finanziamenti concessi a privati e imprese (Banca d’Italia), 106° per inatttività della popolazione (Istat). Se il tessuto produttivo è prodotto di una società vitale e predisposta allo sviluppo, basta leggere i dati del comparto “Demografia e società”, per comprendere quanto il nostro territorio abbia principiato un declino forse inarrestabile: 107° per saldo migratorio interno (Istat), 104° per anni di studio della popolazione over 25 anni (Istituto Tagliacarne) e, di converso, 10° per indice di dipendenza degli anziani (Istat). Nulla sembra predisporre all’ottimismo.

Eppure, noi che viviamo questi luoghi, conosciamo le potenzialità dell’area, ma sappiamo anche che, senza una reale sinergia tra società civile e istituzioni e senza un progetto di sviluppo socio-economico organico e condiviso, tra pochi anni un recupero sarà impossibile e le famiglie, già lacerate economicamente e con i figli lontani, non saranno neanche in grado di reggere il welfare sussidiario.

Centinaia di chilometri e di posizioni, dunque, ci separano dal resto della normalità e dei diritti di chi è egualmente, come noi, cittadino d’Italia. Riteniamo che sia imprescindibile affrontare l’argomento con chi legifera a livello nazionale e chi vive e applica le nuove disposizioni di legge a livello locale.

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