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Asp Caltanissetta, carenza di personale sanitario e di supporto. Interviene la Cisl funzione pubblica

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Di seguito riportiamo integralmente il comunicato stampa inviato alla nostra redazione dalla Cisl funzione pubblica sulla carenza di personale all’Asp di Caltanissetta:

“Da incontri avuti con i lavoratori si rimarca che la insufficienza del personale sanitario e di supporto (OSS e Ausiliari) presso l’ASP di Caltanissetta compromette il servizio di assistenza infermieristica, infatti, ciò ingenera inquietudine non solo nel personale, ma anche tra i cittadini del bacino d’utenza. Il numero degli abitanti che fanno riferimento alla struttura sanitaria impone un potenziamento effettivo di personale, nella logica d’investimento per recuperare efficienza e garanzia per la salute dei cittadini.

La grave situazione di carenza inerente la dotazione organica di infermieri e del personale di supporto nell’ASP di Caltanissetta è stata più volte rappresentata dalla scrivente O.S.; purtroppo, si è obbligati a riproporre la questione evidenziando, ancora una volta, come la dotazione infermieristica e del personale di supporto dell’Azienda sia assolutamente inadeguata e gli operatori siano costretti ad operare in condizioni di estremo disagio.  Caso emblematico è la situazione venutasi a creare di recente, come da notizie riportate dai quotidiani nei giorni scorsi, al Pronto Soccorso del P.O. del “S. Elia”: parzialmente positivo l’adeguamento strutturale dell’Unità Operativa, ma nulla è cambiato per il personale sanitario e di supporto. La carenza del personale citato è diffusa anche nelle altre unità operative come l’ortopedia, e così via.

L’insufficienza del personale infermieristico non può essere tamponata con turni con lo straordinario programmato o con la doppia reperibilità, contrattualmente illegale, che oltre a determinare condizioni di lavoro stressanti, con pregiudizio psico-fisico per gli operatori, non garantisce la piena ed efficiente funzionalità delle Unità Operative dell’Azienda, con ripercussioni sulla qualità delle prestazioni per gli assistiti.

Da tempo è stato segnalato da questa O. S. che le attività di ausiliariato garantite dall’impresa la quale a tutt’oggi fornisce il servizio medesimo nei Presidi dell’ASP di Caltanissetta, non consentono di coprire le attività previste nelle 24 ore e in tutti i giorni dell’anno senza il ricorso forzato alle disposizioni di servizio per il personale Ausiliario di ruolo. Considerato il numero estremamente esiguo del sopracitato personale Ausiliario di ruolo, destinato tra l’altro a ridursi ulteriormente nei prossimi mesi per quiescenze, assolutamente insufficiente a coprire tutte attività festive e notturne in carico alle U.O. di appartenenza. Tenuto conto che allo stesso personale dipendente non viene garantito il beneficio del riposo nel giorno festivo da diversi mesi e/o di effettuare un numero elevato di turni notturni, e che il prolungarsi di questa organizzazione del lavoro assolutamente unilaterale così protratto e continuativo potrebbe determinare sul singolo individuo, un danno biologico in termini di scarsa alternanza riposo/lavoro per le relazioni familiari. Considerato che l’appalto al servizio di Ausiliarato in questione è in scadenza contrattuale, la scrivente O.S., invita la Direzione Strategica a fare attenzione all’avvio delle procedure per il prossimo bando di gara, e che tenga conto del giusto rapporto di turnazione, come da Contratto Integrativo Aziendale, nei servizi ove è prevista il supporto assistenziale nelle 24 ore e per i giorni festivi del personale Ausiliario.

L’innovazione normativa introdotta in questi anni dal legislatore ha segnato il passaggio dal concetto di pianta organica a quello di dotazione organica per approdare a quello di definizione del fabbisogno del personale. Tale concetto di fabbisogno rappresenta un elemento di flessibilità che deve essere ancorato non ai posti letto in astratto, cosa che avveniva con le vecchie dotazioni organiche, ma alla quantità di procedure\prestazioni \DRG realizzate dalle Unità Operative (UU.OO.).

Gli stessi sistemi di accreditamento, laddove adottati, stabiliscono la quantità di personale nelle diverse aree operative in relazione a parametri quali \ quantitativi. In sostanza la direzione avrebbe dovuto definire il fabbisogno di personale in termini numerici, per posizione funzionale, per qualifica ed in rapporto ai volumi ed alle tipologie di attività. Nulla di tutto ciò è stato realizzato.

Il risultato è quello di una assistenza infermieristica inaccettabile sul piano scientifico, culturale e operativo. Gli infermieri, infatti, spesso dietro forti pressioni da parte dei responsabili delle UU.OO. vengono costretti a svolgere attività estranee al proprio profilo professionale. Si assiste ad un continuo “demansionamento” che sul fronte dell’erario rappresenta una vera e propria truffa:l’amministrazione retribuisce gli infermieri come operatori di “Fascia D ex 7° e 8° livello ed impone prestazioni di “Fascia” B ex 4° e 5° livello.

Si verifica, inoltre, che a fine anno, il sistema informatico di rilevazione delle presenze azzera le ore prestate in eccesso dal personale infermieristico e di supporto turnista non riportandole nell’anno successivo, mentre viene sempre  conteggiato il debito orario; pertanto, i lavoratori coinvolti si sentono sfruttati, mortificati umiliati e turlupinati, nonostante il CCNL (Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro) e il CIA (Contratto Integrativo Aziendale) prevedano la “Banca delle ore”,che viene sistematicamente disattesa da diversi anni dalla Direzione Aziendale, il tutto a danno dei lavoratori.

A parte l’aspetto economico, tale modalità di utilizzo del personale infermieristico determina un danno sia al singolo operatore, “unico responsabile dell’attività assistenziale”, che nei confronti dei cittadini ricoverati e sia nei confronti della professione, che nel corso di questi anni si è vista assegnare dalla legge nuove responsabilità.

A fare le spese di questo disastro nella gestione delle risorse umane sono i pazienti.

C’è un ultimo aspetto che riguarda i cittadini ricoverati ed è quello delle cosiddette malattie iatrogene, cioè di quelle patologie che hanno origine in ambiente ospedaliero. Molte delle cause di tali patologie possono essere riconducibili ad una insufficiente ed inadeguata assistenza infermieristica. Non abbiamo informazioni sulle complicanze post- operatorie, sulle infezioni crociate ecc.

Potremmo continuare a lungo ed elencare le numerose criticità in cui si trova ad operare il personale sanitario, ma si confida nella sensibilità della Direzione Aziendale per una tempestiva e definitiva soluzione dei problemi sollevati, ma, soprattutto si confida nell’interessamento degli Organi preposti alla tutela della salute pubblica, affinché l’Azienda Sanitaria di Caltanissetta garantisca al personale rispetto delle norme contrattuali e ai cittadini livelli di assistenza che siano degni di una società sviluppata”.

La segreteria provinciale territoriale e aziendale: Tolentino Assunta, Pernaci Salvatore Giuseppe, Baglio Renato, Schembri Carmelo, Ietro Angelo, Agrò Vincenzo, Carbone Pino, Rinaldo Emilio, Incarbone Gaetano, Spina Filippo

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