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Stato di agitazione PMI Siciliane

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Egregio Presidente Conte,
il periodo che ci siamo lasciati alle spalle, legato all’emergenza sanitaria, che ha, di fatto, costretto tante piccole imprese a chiudere i battenti, e ridotto molte altre alla fame, sembrava essere fortunatamente superato.
Non avevamo fatto i conti con Lei e il suo governo però!!! Infatti, con il decreto semplificazioni di recente emanazione, che ha apportato modifiche anche al codice appalti, avete di fatto decretato la parola fine per migliaia di piccole e medie imprese, nonché delle imprese artigiane. Anzi, mi correggo, avete definitivamente distrutto le imprese ONESTE, partite Iva storiche, tenute in piedi da decenni di sacrifici e duro lavoro.
Forse lei non conosce, o fa finta di non conoscere, le nefandezze che avete inserito in questo Decreto Legge. Perché vede caro Presidente, le amenità scritte nel Decreto, mi portano a pensare o che veramente, come si dice, siete degli sprovveduti, oppure, cosa assai più grave, che siete in malafede.
Se dobbiamo dirla tutta caro Presidente: AVETE LEGALIZZATO LA CORRUZIONE E IL MALAFFARE, CON LA SCUSA DELLA SEMPLIFICAZIONE.
Come si fa, infatti, a partorire una sciocchezza come quella dell’affidamento diretto per lavori fino a 150 mila euro. E ancora mi dica, come si fa ad invitare solo 5 operatori economici per lavori da 150 mila euro fino ad 1 milione di euro. Tra l’altro appaltando con la regola del massimo ribasso. FOLLIA!
Vede caro Presidente, non vi si chiedeva di partorire una legge spaziale, ma quantomeno una legge che avesse dato respiro agli imprenditori dopo il terribile periodo appena trascorso. Invece cosa avete fatto? Avete prodotto la legge più sventurata della storia della Repubblica Italiana, cancellando in un sol colpo la legalità e la trasparenza dal mondo dei lavori pubblici.
Qualora non avesse ancora capito il perché, il motivo è presto spiegato: con gli affidamenti diretti prolifereranno corruzione e tangenti a funzionari pubblici. Con un numero così ristretto di operatori economici invitati alle gare d’appalto, per di più col massimo ribasso, non esisterà una gara, e una conseguente aggiudicazione, non viziata da turbativa.
Per queste ragioni, quando le dico che questo decreto è figlio di una politica miope, che non guarda all’interesse delle piccole e medie imprese oneste, ma solamente ai furbi, ai disonesti, la prego di credermi. E la prego di credermi anche quando le dico che peggio di così non si poteva fare. Sarà ricordato per questo triste primato: aver fatto fallire l’80% delle imprese oneste, e aver favorito, forse senza saperlo, le mafie e i delinquenti.
E voglio dirle di più: modificare immediatamente l’altra bestialità che riguarda lo split payment. Non è possibile che le imprese non possano recuperare i PROPRI soldi, questo solo per accontentare un’Europa che si ricorda degli imprenditori solo quando c’è da prendere e quasi mai quando c’è da tendere la mano.
Le voglio dare un consiglio: la semplificazione vera, leale, onesta e trasparente si può mettere in atto, ma si devono ascoltare gli operatori di settore, la gente come noi che ha le idee chiare di come si possono fare le cose perbene. Non si affidi solo a tecnici interessati ai compensi e alle poltrone. Noi siamo disponibili ad un confronto nelle sedi che ritiene più opportune.
Altresì spero che la Regione Sicilia non recepisca mai questo papocchio che avete realizzato e mi auguro vivamente che i deputati siciliani difendano col coltello tra i denti la legge regionale del 2019, partorita dopo anni di battaglie. E se ci sarà da battagliare, non ci tireremo indietro neanche questa volta, a costo di andarci ad incatenare ad oltranza davanti la Presidenza della Regione Siciliana, per chiedere udienza al Consiglio di Stato, l’unico che può impugnare questa terribile legge.
Qualora volesse ascoltare questo grido di protesta la invito vivamente ad aprire un confronto con noi addetti ai lavori, le spiegheremo meglio dove si può e si deve intervenire.
Cordialmente.
Geom. Antonio Bonifacio

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