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Punk, Rap, Funk, Crossover puro e spontaneo: i Malacarne

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Loro sono in quattro, Tabonimous, Janpaolo, Graziano e Daniel, sono nati nel 2018, vengono da tanti generi diversi e suonano “punk rap funk crossover o come vuoi è la solita poltiglia con un colore diverso” [cit. Tabonimous].

Molti ormai in città, ma non solo, li conoscono e li hanno già sentiti un pò di tempo fa in una preview all’Eclettica, e hanno inciso un EP autoprodotto (Ci serve un barman), per chi non li conoscesse ancora, sono su Burning Babylon i MALACARNE.

Innanzitutto grazie e benvenuti su Burning Babylon, iniziamo subito con due parole sulla line up e i trascorsi dei Malacarne.

Daniel: I Malacarne nascono nel Marzo del 2018 attorno ad una botte in una delle classiche serate alcoliche. Inizialmente il progetto fu creato da Janpaolo, Graziano e Tabonimous. Subito dopo sono entrato nella band come batterista. Da subito ci siamo buttati sulla composizione di brani inediti. Nell’arco di qualche mese abbiamo finalizzato 5 brani che fanno parte del nostro primo EP “Ci Serve un Barman”. L’EP è uscito il 30 Novembre, autoprodotto, mix e master a cura del buon Michele Cigna nel suo Mephisto Studio.

Tabonimous: abbiamo bevuto tanto a volte, altre ancora di più.

Graz: In quei giorni di inizio primavera del ‘18 avevamo tantissima voglia di imbracciare gli strumenti e suonare. Ricordo che con Janpaolo si parlava di andare a chiuderci in sala prove e sfogarci un pochetto con bel po’ di decibel generati da amplificatori ad alto volume e passare del tempo. Nel frattempo Mike Tabone (Tabonimous) era appena tornato dall’Indonesia dove ha vissuto gli ultimi anni, e appoggiati con un gomito in quella botte ornamentale del Punto G di Caltanissetta, la tana dove è nato il tutto, e una mano in una sigaretta accesa abbiamo deciso di far partire questa esperienza. Onestamente siamo stati almeno un mese in cerca di un batterista. Alla fine guardandoci intorno tra amici abbiamo parlato a Daniel del nostro problema nel cercare un batterista. Due shot al bancone tutti insieme e Daniel, chitarrista e cantante degli Inner Hate, si è proposto alla batteria. Perfetto. Band fatta: “Andiamo a suonare subito, ho appena affittato la sala prove per domani”. Dopo un mesetto dall’avvio del progetto dovevamo trovare un nome. Malacarne è arrivato per un motivo semplicissimo: siamo dei grandi estimatori di due film anni ‘90: “Mery per sempre” e “Ragazzi fuori”. Ebbene, alla fine di “Mery per sempre” il personaggio Pietro Giancona interpretato da Claudio Amendola fa un monologo importante ed emozionante durante la narrazione del film. Ecco, in quel monologo si trova il motivo del nome della band.

I membri dei Malacarne arrivano da esperienze abbastanza diverse tra loro, noise, rock, metal, rap, come si sono incrociate le vostre strade e perchè la scelta del crossover?

Daniel: Beh.. ci conosciamo da tempo, prima o poi sarebbe successo. L’idea iniziale era suonare. Il crossover è nato naturalmente.

Tabonimous: perchè alla fine è tutta la stessa merda, chiamala punk rap funk crossover o come vuoi è la solita poltiglia con un colore diverso.

Graz: Indipendentemente dalla nostra conoscenza e amicizia personale, la forza di questo progetto è stata proprio il fatto di venire da esperienze personali diverse. Che poi è bugia. Tutti siamo seguaci di generi simili e tangenziali e quindi ci siamo ritrovati immediatamente. Le nostre “strade” si sono incrociate in maniera totalmente naturale. Anche la scelta del Crossover è stata naturale e spontanea. Mike, anche con suoi progetti personali, milita nel rap da almeno 15 anni e quindi già sapevamo che avremmo voluto fare Crossover. Ti giuro che è uscito naturalmente senza fronzoli.

Burning Babylon - Malacarne album Ci serve un barman
La copertina dell’album “Ci serve un barman”

Cosa mi dite del concept dell’album CI SERVE UN BARMAN? E come è nata l’idea della copertina?

Daniel: I brani sono usciti quasi di getto, appena ci siamo accorti che potevano stare bene in un disco li abbiamo registrati. La copertina è una foto dell’amico, fotografo e grande appassionato di musica Giuseppe Picciotto, scattata ad un nostro live a Catania di supporto agli Storm{O}.

Graz: “Ci serve un barman” è una frase di un ritornello ricorsivo del brano “Whiskey di Palma”. Non c’è un concept studiato apposta sull’Album e sul titolo. Anche perchè non è un ‘concept album’, per quello che vuol dire. Ci piaceva e basta. Però, col senno di poi, penso che il titolo sia assolutamente perfetto per descrivere lo spirito di questo primo lavoro. Per la copertina avevamo molte idee, ma alla fine questa bellissima foto spontanea di PC8 (Giuseppe Picciotto) fatta alla mano di Tabonimous sul palco, immortalata in un nostro live a Catania, è stata quasi un colpo di fulmine.

Come nascono i vostri brani, è un processo artistico che coinvolge tutti i membri della band?

Tabonimous: Andiamo in sala prove e suoniamo, a volte partiamo da spunti di uno di noi, che possa essere un giro di batteria o un riff di basso o chitarra, o da una mia strofa, altre volte nasce da una semplice jam session improvvisata completamente da zero.

Graz: Sì, coinvolge assolutamente tutti e quattro. La parola chiave è ‘Spontaneità’. Tutti i brani di questo lavoro sono nati in sala prove appena attaccati i jack agli ampli, montati i piatti alla batteria e al primo 4 di Daniel dietro le pelli. Tranne qualche riff sporadico portato prima è stato tutto cotto e mangiato nella meravigliosa sala prove Box22 di Claudio Falzone, la migliore sala prove del centro Sicilia. La consideriamo la nostra seconda casa. Claudio un amico, l’ambiente e i suoi strumenti in sala ti ispirano a suonare al massimo.

Che mi dite dei vostri testi?

Tabonimous: I testi sono fatti di parole (e qualche grugnito ogni tanto), non serve aggiungerne altre, dico di ascoltarli, non è roba che trovate nella testa di nessun altro, nel bene e nel male.

L’album è completamente suonato dall’inizio alla fine, è stata una scelta tecnica di gusto o c’è qualcosa di “obbligato”, come avete registrato l’album?

Daniel: Sì è stata una scelta di gusto, più che altro per il background che ha ognuno di noi. Le parti di batteria sono state registrate da Salvatore Montante nel suo SM Studio a Serradifalco, le chitarre, il basso e tutte le voci sono state registrate da noi in sala al Box 22. E’ tutto DIY, Do It Yourself. Mix e Master lo abbiamo affidato a Michele Cigna in Olanda, al Mephisto Studio.

Graz: Assolutamente nessun obbligo di sorta. Tutto spontaneo e ovviamente di gusto. Volevamo fare Crossover e quello abbiamo cercato di fare. In realtà nell’Album non abbiamo inserito alcune parti che abbiamo sfornato e in cui abbiamo utilizzato qualche macchinetta analogica di Janpaolo, ma nei prossimi lavori sicuramente troveranno spazio. Tutto l’Album è in Autoproduzione completa, sia artistica che economica. Abbiamo pensato a tutto noi stessi senza alcuna produzione esterna. Ci siamo piuttosto rivolti a studi e professionisti del settore per alcuni lavori, come per esempio la registrazione delle batterie, le riprese degli strumenti a corde e le voci e infine la ciliegina sulla torta è stato il lavoro di Michele Cigna al Mix e Master finale.

Nell’era digitale le persone vanno spesso velocissime, a volte non c’è neanche il tempo di ascoltare un intero album, quali pezzi consigliate a chi ha solo 5 minuti da dedicare agli ascolti, e date anche un motivo per cui scegliete quel pezzo.

Daniel: Io consiglierei “Let Me Feel The Dark”. A mio parere incarna lo spirito e l’attitudine della band, con le varie influenze musicali.

Tabonimous: “Tutti che Muoiono”, l’ultimo dell’EP, mi sembra sia abbastanza abbinabile alla situazione attuale.

Graz: Sono in difficoltà visto che i brani sono tutti e cinque degni di ascolto, incisivi e potenti a modo loro. Ma viste le risposte precedenti dei miei bandmate dico “Le Lacrime del mio nemico”. Non ti dirò mai il mio brano preferito.

Cosa ne pensate della quarantena imposta dall’emergenza Coronavirus e come pensate che questa impatterà sul mondo della musica?

Janp: In questi giorni sto parlando molto di questo, con amici musicisti e produttori. Sicuramente avverrà una cosa che non è mai successa nel mondo della musica, e cioè “reinventarsi l’uscita di un disco già uscito. Scongelarlo”. Pensa infatti ai dischi usciti a fine 2019/primi 2020: disco uscito, promozione programmata/iniziata, tour iniziato o per iniziare, recensioni in cantiere, passaggi in radio programmati, …ma tutto si blocca per mesi; ciò vuol dire che il disco rimane “congelato”, e quando sarà possibile rimettere il disco in gioco ormai risulterà vecchio e datato. Purtroppo funziona così. Quindi ci saranno dischi che cadranno nel dimenticatoio, oppure ci saranno brave label che riusciranno a riesumarli nel “mercato”. Per il live la vedo ancora più grave. Sicuramente si dovrà rivedere tutto e reinventare tutto da quasi zero. Secondo me, la vera Era digitale inizia adesso…e fra tempo si creeranno sette di nostalgici del contatto umano, come in un film post apocalittico anni ‘80. Attualmente la “distanza” è dovuta per limitare il contagio ma, secondo me, nel tempo il potere ci marcerà… e “diviti et impera”, no?

Daniel: Beh che dire… situazione assurda che nessuno si sarebbe aspettato di vivere. Sulla musica già i primi effetti sono arrivati… tour cancellati, uscite discografiche posticipate ecc. Credo ne risentiremo pesantemente, non solo come “musicisti”.

Graz: Di queste misure di distanziamento e isolamento sociale dovute alla pandemia Coronavirus del 2019 penso che siano giuste e doverose. In questa epoca non possiamo neanche immaginare cosa siano state le epidemie del passato come quelle della peste dell’800 o “la Spagnola” dei primi del ‘900. Noi siamo totalmente disabituati a queste misure così rigorose. Ce lo ricorderemo per gli anni a venire. Invece per le popolazioni dell’Est asiatico sono delle misure ben conosciute, loro sono ben abituati da queste infezioni pandemiche. Gli “strani” siamo noi. Il mondo della Musica? Sarà impattato come qualsiasi altro aspetto della vita sociale, politica ed economica. Personalmente non vedo l’ora di poter andare a vedere nuovamente qualche concerto live ma anche di farlo in prima persona coi Malacarne.

Come vi state organizzando riguardo la promozione dell’album e della band stessa, dato che non è al momento possibile fare i live, che sappiamo bene essere il mezzo migliore per la promozione musicale per chi sta fuori dai canali della grande distribuzione e dalla costosa pubblicità sui media?

Daniel: Alcuni eventi inaspettati hanno rallentato i progetti che avevamo, difatti abbiamo anche dovuto annullare il release party e altre date, tocco finale la quarantena e tutto quello che già conosciamo. I social aiutano, per carità, ma preferiamo stare sul palco, o qualcosa di simile.

Tabonimous: Masturbazione.

Graz: Il diavolo si nasconde nei dettagli. Purtroppo o per fortuna, non lo sapremo mai. Noi avevamo progettato tutto nei dettagli quando abbiamo pubblicato ufficialmente l’Album, ma alcuni eventi prima e tutta questa situazione della pandemia dopo ha azzerato tutto. Siamo contenti che qualche ‘zine stia ascoltando e facendo recensioni del nostro lavoro. Il miglior modo di sponsorizzare il proprio lavoro è farlo ascoltare dal vivo, e noi non vediamo l’ora di suonare su qualche palco in giro. Ci piace troppo suonare. E’ quello che faremo appena ci sarà possibile.

Programmi e progetti ?

Janp: Viviamo un momento mondiale di merda, e il blocco è inevitabile. Tutto è congelato. Personalmente ho avuto la fortuna che il mio secondo disco solista (1,21 Gigawatts) non è uscito in questo periodo, quindi label e distribuzione mi hanno slittato l’uscita. La penso come Nick Cave sullo stare in riflessione su se stessi e trovare il modo di rendere produttivo questo periodo.

Daniel: Attendiamo il momento per poter tornare in sala prove e riprendere a fare qualche live.

Graz: Al momento abbiamo capito che è meglio non fare grandi programmi futuri. Sicuramente i Malacarne produrranno altri lavori e non vediamo l’ora di farveli sentire dal vivo. Assicurato.

Ragazzi vi ringrazio per il vostro tempo e per la piacevole chiacchierata, è stata davvero interessante e divertente allo stesso tempo. Vi lascio lo spazio per concludere come meglio credete.

Daniel: Non ti ringraziamo perchè “sulu i fimmini ringraziano” (cit.). Ci becchiamo al prossimo live dei Malacarne. Stay biliciaro!

Tabonimous: bella compà.

Graz: Omaggio e ossequi a te e alla tua rubrica musicale #BurningBabylon. Invitiamo tutti ad ascoltare il nostro EP, e magari se lo volete comprare sappiate che è disponibile sul nostro sito Bandcamp, sia in Digital Download che in CD spedito direttamente a casa vostra. Per chi è in zona Caltanissetta, appena la quarantena sarà terminata ma già disponibile da Gennaio, lo potrà trovare fisicamente in quattro locali nisseni, di cui siamo clienti, avventori e amici: il Punto G, Street Factory eCLettica, El Chupito e il Border-line. Rock&roll! Ciao.

Janp: salutamu compà.

 

Per chi volesse conoscere meglio i MALACARNE potete seguirli sui loro profili social a questi indirizzi:

Bandcamp: https://malacarneofficial.bandcamp.com
Facebook: https://www.facebook.com/MALACARNE.official
Instagram: https://www.instagram.com/malacarne.official

Stay rock gente e continuate a seguire Burning Babylon, ne abbiamo ancora delle belle!

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