Omicidio Tabbì a Riesi. Il figlio e un parente, rei confessi, chiedono l’abbreviato
Avevano già confessato di avere ucciso Francesco Tabbì la mattina del 10 dicembre 2016 e adesso Rocco Tabbì, 29 anni, figlio della vittima e il cognato di quest’ultimo, Corrado Bartoli, 37 anni, hanno scelto di essere processati in abbreviato dal gup Marcello Testaquatra. Decisione ufficializzata ieri, nella prima giornata di udienza preliminare, dagli avvocati difensori Sergio Iacona, Giuseppe Dacquì, Michele Ambra e Giovanni Maggio.
La convivente della vittima si è costituita parte civile con l’avvocato Vincenzo Vitello, mentre non è stata accolta la richiesta di costituzione della figlia della donna; secondo l’accusa Rocco Tabbì avrebbe deciso di uccidere il padre per contrasti di natura economica sulla spartizione dell’eredità di famiglia. Pochi giorni prima, secondo la ricostruzione dei carabinieri, era stato il padre a sparare contro il figlio, ma senza conseguenze e quindi sarebbe poi partita la ritorsione. I due imputati confessarono il delitto pochi giorni dopo l’accaduto, dicendo di avere sparato con una pistola e un fucile, poi ritrovati dai militari dell’Arma; l’agguato scattò in contrada Maggio, mentre Francesco Tabbì lavorava in un terreno di campagna. A febbraio è prevista la requisitoria dei pm Stefano Luciani e Claudia Pasciuti.


