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Italia Nostra sulla tutela e valorizzazione del Castello di Pietrarossa e del complesso monumentale di Santa Maria degli Angeli

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Riceviamo e pubblichiamo

 

La lingua batte dove il dente duole. Ancora una volta siamo costretti ad evidenziare la “questione Castello di Pietrarossa”. Stiamo parlando del bene storico-culturale più importante della città. Del sul simbolo. Più volte, nel corso degli ultimi anni,  Italia Nostra e Storia Patria hanno sollecitato, all’Amministrazione Comunale, interventi necessari e urgenti, finalizzati alla tutela e alla valorizzazione dei suggestivi ruderi del Castello.  

Scrive Rosanna Zaffuto Rovello, in Storia di Caltanissetta: «La fortezza, ubicata nel margine orientale del centro storico, si erge su una serra calcarea che domina la valle del Salso, in collegamento visivo con il castello di Pietraperzia. Crollato in parte nel sec. XVI, il castello è stato utilizzato nel corso dei secoli, come cava di pietre per costruire il convento dei francescani, le cappelle del cimitero e le abitazioni degli Angeli».  

Nel citato, recente articolo, si fa riferimento al progetto di valorizzazione del Castello, da parte dell’architetto Luigi Santagati. Progetto che, con una spesa alquanto limitata (30 mila euro), ripristinerebbe l’antico “camminamento” del Castello. Riteniamo necessarie alcune puntualizzazioni. L’antico maniero, o ciò che di esse rimane, non versa in buone condizioni. E’ evidente. Diversi anni fa, ad opera della locale Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali, furono realizzati interventi di restauro e consolidamento, con la peculiare realizzazione, nella parte sommitale della torre nord, di merlature in mattoni rossi. E’ trascorso parecchio tempo da allora e, a parere di Italia Nostra, sarebbero necessarie nuove analisi in ordine allo stato di conservazione del monumento, ed eventuali nuovi interventi di salvaguardia. Poi, ovviamente, si potrebbe pensare ad una sua valorizzazione attraverso il ripristino di una parte o dell’intero camminamento e a un necessario – più volte proposto – progetto di illuminazione. Di notte, infatti, la suggestiva sagoma Castello scampare nel buio.   

Questo è ciò pone in evidenza, oggi, Italia Nostra. Ma ci preme sottolineare un altro aspetto legato al contiguo complesso monumentale di Santa Maria degli Angeli. Complesso per il quale, negli anni scorsi, sono stati spesi circa 3,2 milioni di euro. E adesso arriveranno nuovi, cospicui fondi per il completamento degli interventi di restauro e per gli arredi interni. Da alcuni anni, in una parte del complesso monumentale, a seguito di protocolli d’intesa con il Demanio dello Stato e con l’Assessorato Regionale dei Beni Culturali, si è insediata la Società Nissena di Storia Patria, diretta dal prof. Antonio Vitellaro. Storia Patria ha qui istituito, sistemato, con grande impegno e generosità, la cosiddetta Biblioteca delle biblioteche, intestata a Mario Arnone. Un presidio culturale importante. Un’istituzione a nostro parere imprescindibile, in un luogo ancora marginale ma assai significativo e suggestivo della città. Un’istituzione viva e attiva, composta da giovani e meno giovani studiosi, da ricercatori ed esperti. Un’istituzione cittadina che, in questo speciale sito, in questi spazi recuperati e rigenerati, potrà positivamente coesistere, collaborare con i futuri Uffici della Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Caltanissetta.  

Prof. Leandro Janni, presidente regionale di Italia Nostra Sicilia 

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