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GdF, due denunce e sequestro di 1.300 prodotti contraffatti

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Prosegue, senza sosta, l’attività della Guardia di Finanza di Caltanissetta a contrasto della commercializzazione di prodotti non sicuri e contraffatti e all’abusivismo commerciale, settori strategici cui la GdF dedica una particolare attenzione al fine di garantire, da una parte, le normali regole di concorrenza tra gli imprenditori e, dall’altra, la sicurezza del consumatore che acquista ed utilizza prodotti che non sono stati sottoposti agli stretti controlli di qualità normati dall’Unione europea e che, pertanto, costituiscono un serio rischio per la salute dell’utilizzatore finale.
Nei giorni scorsi, infatti, i reparti territoriali delle Fiamme gialle dislocati nella provincia nissena, hanno eseguito diversi interventi che hanno portato al sequestro di circa 1.300 prodotti e alla denuncia all’Autorità giudiziaria di 2 responsabili (un soggetto italiano e uno cinese) per i reati di cui agli articoli del codice penale: 474 “Introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi”, 517 “Vendita di prodotti industriali con segni mendaci” e 648 “Ricettazione”.
In particolare, nel settore della contraffazione, sono stati sequestrati 260 capi di abbigliamento, recanti noti brand della moda, nonché circa 600 giocattoli riproducenti personaggi di conosciuti cartoni animati.
Un commerciante di origine cinese, invece, è stato oggetto di un sequestro ammnistrativo di oltre 360 prodotti, tra cosmetici e giocattoli, messi in vendita in difformità alle norme stabilite dal codice del consumo, in quanto privi di qualsiasi avvertenza e delle indicazioni in lingua italiana, nonché di quelle relative al produttore, all’importatore e al paese di origine, tutti elementi che certificano il prodotto come sicuro in base ai dettami stabiliti a livello comunitario.
Ma l’attività della Guardia di Finanza non si è limitata all’azione di repressione del fenomeno della contraffazione.
Infatti, aderendo all’invito del prefetto di Caltanissetta Cosima Di Stani, anche alla luce di una direttiva del Ministero dell’Interno, in collaborazione con la locale Camera di Commercio, i militari della Guardia di Finanza di Gela, in due diverse giornate, hanno allestito uno stand sul lungomare della città del golfo, con l’obiettivo di accrescere la consapevolezza della cittadinanza sia sui rischi derivanti dall’acquisto di merci contraffatte (con riferimento tanto alla tutela della salute che alle misure sanzionatorie cui vanno incontro il venditore e l’acquirente – art. 1, comma 7, legge n. 80/2005), sia sulle ripercussioni negative del fenomeno sull’economia del Paese.
Non solo repressione, dunque, ma anche un percorso di informazione che avvicina il cittadino alle Istituzioni.

A comprova, inoltre, dell’azione svolta dalla Guardia di Finanza a tutela della collettività “meno fortunata”, i finanzieri del Gruppo di Gela, ottenuto il nulla osta della locale Autorità giudiziaria, che ha favorevolmente valutato la possibilità di consegnare i beni alle persone bisognose piuttosto che distruggerli, previa rimozione dei segni distintivi che ne caratterizzano la falsità, nell’arco del semestre appena trascorso, hanno consegnato a tre associazioni di volontariato, nello specifico la “Chiesa Evangelica della Riconciliazione”, l’ Aiffas e la “Gioia nel dare”, le prime due gelesi e la terza di Vittoria (RG), 242 paia di scarpe e 108 capi di vestiario tra magliette, maglioni, giubbotti, pantaloni tute e camicie, sequestrati in occasione dei servizi finalizzati al contrasto degli illeciti in materia di tutela dei marchi e della lotta contraffazione.

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