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VIDEO. Incontro alla Diocesi di Caltanissetta sullo stop ai lavori della Ss640. Il duro intervento del vescovo Russotto

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Questa mattina all’auditorium del seminario vescovile della Diocesi di Caltanissetta si è tenuta un’assemblea pubblica in preparazione della manifestazione cittadina indetta sabato 2 febbraio 2019 nel capoluogo nisseno per porre con forza all’attenzione del Governo e dell’opinione pubblica la calamità sociale ed economica che sta provocando lo stop ai cantieri per il raddoppio della strada statale Ss640.

Sono stati un centinaio i partecipanti all’assemblea pubblica indetta dal vescovo di Caltanissetta, Mario Russotto e dal sindaco, Giovanni Ruvolo, in preparazione della manifestazione organizzata sabato 2 febbraio 2019 nel capoluogo nisseno per denunciare lo stato di calamità sociale ed economica del territorio del centro Sicilia dopo lo stop ai lavori per il raddoppio della Ss640 Agrigento-Caltanissetta. L’assemblea si è tenuta giovedì mattina nell’auditorium del seminario vescovile via viale Regina Margherita ed ha visto la partecipazione dei promotori della mobilitazione: oltre al sindaco e alla giunta municipale, i sindacati Cgil, Cisl e Uil con le federazioni di Fillea, Filca e Feneal, i comitati di quartiere ed il “Comitato delle imprese creditrici del gruppo Cmc per le opere pubbliche in Sicilia”. Presenti numerosi parroci della diocesi nissena, le associazioni laicali e del sociale, privati cittadini e organizzazioni di categoria che intendono garantire la propria partecipazione al corteo di sabato 2 febbraio con partenza dalla galleria Sant’Elia all’ingresso di Caltanissetta.

“E’ in gioco il presente del territorio ed il futuro del nostro popolo”, ha detto il vescovo Russotto invitando alla mobilitazione affinché i governi regionale e nazionale intervengano con tempestività in una situazione che il presule nisseno ha paragonato a quella dei terremotati. “Non solo le vie di comunicazione sono bloccate ma c’è anche il rischio di gettare nel baratro tante famiglie. Non rimane altro che la mobilitazione dal basso, siamo stanchi di ingoiare rospi amari”, ha detto il vescovo. Il riferimento è alla difficile condizione che vivono i lavoratori del cantiere e alla drammatica situazione delle imprese nissene creditrici del contraente generale, a rischio fallimento dopo essersi esposte con gli istituti di credito per fornire servizi, materiali, manodopera e mezzi. Saranno in piazza con i propri dipendenti e le famiglie sabato prossimo a Caltanissetta “per chiedere di ripartire nella realizzazione dell’opera, a condizione che venga restiuito quanto ci è stato tolto”, hanno sottolineato gli imprenditori. Il sindaco di Caltanissetta, Giovanni Ruvolo, ha invitato il presidente della Regione siciliana a partecipare alla manifestazione. “E’ necessario che i cantieri ripartano subito mantenendo i livelli occupazionali e che vengano erogate le somme dovute alle aziende creditrici; seve una moratoria sulle tasse e gli oneri previdenziali per queste imprese. E’ urgente e non più rinviabile la riapertura del viadotto San Giuliano”, ha detto il sindaco di Caltanissetta.

Il corteo di sabato 2 febbraio percorrerà le vie del capoluogo e si concluderà nell’isola pedonale di corso Umberto in centro storico. Il concentramento è previsto alle 9,30 all’ingresso della città, in prossimità della galleria Sant’Elia da anni interdetta al transito dopo la chiusura del viadotto San Giuliano sulla Ss640 dovuta a un cedimento strutturale che si è manifestato durante i lavori per il raddoppio della Ss640. A partecipare al corteo sono stati invitati tutti i sindaci della provincia di Caltanissetta; il sindaco di Agrigento, Calogero Firetto, a propria volta ha esteso l’appello a tutti i colleghi della provincia di Agrigento; gli ordini professionali, le associazioni di categoria, il consiglio comunale di Caltanissetta, le parrocchie cittadine e le scuole, le consulte comunali.

L’incontro, tenutosi nell’auditorium del seminario vescovile, è stato ripreso dalle nostre telecamere:

 

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