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Uccise il figlio, ergastolo definitivo per imprenditore di Riesi

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La Corte di cassazione ha condannato all’ergastolo l’imprenditore di Riesi Stefano Di Francesco, 68 anni, con l’accusa di avere ucciso il figlio Piero, che all’epoca aveva 32 anni, la mattina del 9 gennaio 2012.

Secondo l’accusa la vittima venne uccisa durante una lite, scaturita da contrasti per la gestione dell’azienda di famiglia. Piero Di Francesco sarebbe stato colpito al capo dal padre con un oggetto contundente che non è stato mai ritrovato; l’imputato avrebbe quindi caricato il corpo esanime del figlio su una vecchia auto aziendale a cui diede fuoco, per poi simulare un tentativo di soccorso gettando su di essa della terra usando un escavatore della ditta.  

Secondo magistrati e carabinieri l’imputato aveva anche confessato l’omicidio del figlio durante uno sfogo sulla tomba della vittima, captata da una cimice piazzata sulla lapide.

La procura generale della Cassazione aveva chiesto la conferma dell’ergastolo, così come gli avvocati di parte civile dei familiari della vittima, Margherita Genco e Walter Tesauro, i quali hanno sollecitato e ottenuto la conferma delle provvisionali (300 mila euro alla vedova Giusy Marotta e ai figli, 50 mila euro per Calogera Di Patti, madre della vittima e 20 mila euro per Eugenio Di Francesco, fratello della vittima)  e dei risarcimenti che saranno poi stabiliti dal Tribunale civile.

Gli avvocati difensori Giampiero Russo e Michele Micalizzi avevano invece chiesto l’annullamento della condanna.

Nella foto in apertura Stefano Di Francesco (a sinistra) e il figlio Piero (a destra).

 

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