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Nuovo appuntamento con Salvatore Cammilleri in “Genesi” dal 15 giugno al 17 luglio

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L’arte di Salvatore Cammilleri è caratterizzata dal suo essere poliedrico, infatti, la sua ricerca si contraddistingue per varietà di linguaggi, simbolismi, tecniche e materiali.

Con le uova esplora la caducità umana invertendo il significato di un simbolo che iconograficamente rappresenta la vita.

L’uovo, infatti, archetipicamente emblema della vita, nelle opere di Salvatore Cammilleri si rompe, si frigge e diventa, così, simbolo di morte. L’uovo fritto è metafora della caducità umana, condizione che viene in tal modo affrontata con amara ironia la quale emerge attraverso i titoli delle opere che sono da considerarsi parte integrante delle stesse. In tal modo l’arte di Salvatore Cammilleri assurge ad un pop concettuale. 

Lo stile, infatti, è decisamente pop pur uscendo dagli schemi canonici dello stesso. Le uova emergono da un fondo nero in modo da escludere uno dei principi cari alla stessa pop art: il colore. L’artista resta comunque fedele tale stile poiché nulla è più pop(olare) di un uovo fritto sia nella forma che nel concetto.

Nella mostra “Genesi” l’artista propone delle opere luminose. La luce è visione di abbandono della realtà terrena, un ovifero trapasso, come ben enunciato dalle opere “Ascensione” ed “Angel”. Nell’opera “Crocefritti” l’espressione “Arrì”, in dialetto siciliano, presente sulla sommità della croce, significa “di nuovo” proprio ad evidenziare la ciclicità che porta ad una continua genesi.

Nelle lightboxes la luce, attraverso un lavoro di schermatura, è trattata in modo da permettere di far emergere solo gli elementi luminosi; in tal modo esse, una volta accese nel buio, perdono la forma rettangolare mostrando un disegno di luce. Nei bassorilievi l’artista controlla le capacità espressive della luce virandole verso una luminosità calda, corposa, colorata ed ampia.

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