Nobel per la Medicina a Hall, Rosbash e Young - CaltanissettaLive.it - Notizie ed informazione - Video ed articoli di cronaca, politica, attualita', fatti
Lingua: ItalianEnglishFrenchArabicRomanianRussianChinese (Simplified)
Per info, lettere o comunicazioni scrivete a redazione@caltanissettalive.it

Nobel per la Medicina a Hall, Rosbash e Young

Condividi questo articolo.

(adnkronos.com) Va a Jeffrey C. Hall, Michael Rosbash e Michael W. Young il premio Nobel per la Medicina 2017 per la scoperta del meccanismo molecolare che controlla il ritmo circadiano. L’annuncio è stato dato oggi come da tradizione al Karolinska Institutet di Stoccolma. I vincitori sono stati scelti fra i 361 scienziati candidati quest’anno.
Il premio ammonta a 9 milioni di corone svedesi, al cambio odierno oltre 940mila euro. Dal 1901 al 2016 sono stati 107 i premi Nobel in Medicina consegnati a un totale di 211 scienziati, dato che il riconoscimento viene dato spesso a più di una persona.

Quest’anno a Stoccolma “hanno premiato un meccanismo bellissimo, che può sembrare complesso ma in realtà è alla base di malattie croniche come diabete e obesità. Malattie legate ai geni, ma anche all’ambiente. Un meccanismo che, in modo più semplice, spiega il diverso effetto di una pizza mangiata a mezzogiorno rispetto a una consumata a mezzanotte”. Così il genetista Giuseppe Novelli, rettore dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, commenta all’AdnKronos Salute il premio Nobel per la Medicina alle ricerche di Jeffrey C. Hall, Michael Rosbash e Michael W. Young per la scoperta del meccanismo molecolare che controlla l’orologio biologico.

“Mi preme sottolineare che questi tre scienziati sono stati premiati per i loro lavori pionieristici, ma oggi uno dei massimi studiosi in questo campo è italiano: Paolo Sassone-Corsi dell’Uci. Oggi sappiamo che, se alteriamo o invertiamo i ritmi circadiani – dice il genetista – si hanno effetti non solo a livello psicologico, ma anche fisico. Una cascata di eventi che possono aumentare il rischio di alcune malattie. Ebbene, questa scoperta è importante anche per le ricerche mirate a prevenire una serie di malattie ‘del benessere’, come diabete e obesità. Non solo: potremmo arrivare a un’alimentazione intelligente, basata su dati molecolari”.

Ma alla fine in che consiste l’‘effetto pizza‘? “Se la mangiamo a mezzogiorno – chiarisce lo scienziato – il nostro organismo è ‘settato’ per trarne il meglio, se invece lo facciamo a mezzanotte, quando il corpo si sta preparando al sonno, interrompiano una cascata di eventi importanti per l’organismo. Con un’alterazione metabolica” che finisce per avere degli effetti visibili e non, conclude Novelli. “Insomma, è decisamente meglio mangiare la pizza a mezzogiorno”. (foto adnkronos)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

error: Content is protected !!

Su questo sito utilizziamo strumenti nostri o di terze parti che memorizzano piccoli file (cookie) sul tuo dispositivo. I cookie sono normalmente usati per permettere al sito di funzionare correttamente (cookie tecnici), per generare statistiche di uso/navigazione (cookie statistici) e per pubblicizzare opportunamente i nostri servizi/prodotti (cookie di profilazione). Possiamo usare direttamente i cookie tecnici, ma hai il diritto di scegliere se abilitare o meno i cookie statistici e di profilazione. Abilitando questi cookie, ci aiuti ad offrirti una esperienza migliore con noi. Cookie policy