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Mons. Giovanni Jacono ritorna a Caltanissetta per la definitiva sepoltura

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Il Venerabile Mons. Giovanni Jacono (1873/1957) quinto Vescovo di Caltanissetta torna nella sua Cattedrale dove rimarrà per sempre, dopo un’attesa durata 62 anni da quando, tornato alla casa del Padre nel maggio 1957 a Ragusa, era stato sepolto nella cattedrale della sua città natale.

Giovedì 26 settembre, alle ore 15.00, proprio nella cattedrale ragusana, alla presenza del Vescovo Mons. Mario Russotto e di una delegazione del presbiterio nisseno, il corpo di Mons. Jacono sarà disseppellito ed esaminato con una procedura di “recognitio” a cura di un Tribunale appositamente nominato dal Vescovo di Ragusa Mons. Carmelo Cuttitta, che il giorno successivo, venerdì 27 alle ore 20.00 presiederà una solenne celebrazione eucaristica con i resti mortali del Servo di Dio, di cui rimarrà una reliquia insigne nella cattedrale di Ragusa.

Sabato 28 settembre la Chiesa nissena esulterà per il ritorno del suo quinto Vescovo, per il quale tanto si è impegnato Mons. Mario Russotto. La bara arriverà nel Seminario Vescovile alle ore 9,30, accompagnata da una delegazione della Diocesi di Ragusa che ne consegnerà il corpo alla Diocesi nissena, per la quale si è speso con impareggiabile generosità per 35 anni, dal 1921 al 1956.

Dal Seminario, alle ore 10.00, la bara sarà portata in processione da tutti i sacerdoti diocesani in Cattedrale, dove alle 10,30, il Vescovo Mons. Mario Russotto presiederà la solenne celebrazione eucaristica. A conclusione della celebrazione la bara di Mons. Jacono sarà collocata nella Cappella della Misericordia, in attesa di predisporre un adeguato sarcofago di marmo.

Il Vescovo buono, esempio di povertà e modello di preghiera e di cura pastorale per la Chiesa e per gli ultimi della società, è stato proclamato Venerabile con decreto di Papa Francesco l’8 novembre dello scorso anno, dopo una prima fase del processo di beatificazione che in pochi anni, sostenuto da una dettagliata Positio predisposta nella fase diocesana, ne ha presentato le virtù e l’esperienza esemplare di pastore e di uomo di Dio che ha lasciato un segno profondo nella storia della diocesi nissena e nella memoria del popolo di Dio.

Il suo ritorno rappresenta un evento di rilevanza storica e la testimonianza della forza di un’esperienza pastorale che ancora oggi illumina come “luce vicina” la vita della nostra Chiesa, testimone credibile per l’autorevolezza della sua coerenza, per la santità della sua vita e per l’umiltà che ha illuminato il suo impegno pastorale infaticabile e tenace, che ha prodotto frutti spirituali nella fondazione di decine di nuove parrocchie e nella formazione di generazioni di sacerdoti, e frutti visibili nell’ampliamento del Seminario e nella ricostruzione della Cattedrale, devastata dai bombardamenti del 1943.

«La tenacia e la preghiera, la sintonia con la famiglia Jacono, la benevolenza del Vescovo e del presbiterio ragusano – ha scritto il nostro Vescovo nella sua lettera al clero e alle aggregazioni laicali – hanno reso possibile con la grazia di Dio questo giusto e ardito sogno».

Giunge, cosi, a compimento un grande desiderio, che il nostro Vescovo Mario ha alimentato nel suo cuore, trasmettendolo a tutta la comunità ecclesiale, sin dall’inizio del suo ministero pastorale nella nostra Diocesi.

(Foto ragusah24.it)

 

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