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In scena “l’Arte della Beffa” del Teatro Stabile Nisseno inserito nella rassegna del premio teatrale Abbate

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Continua presso la Scalinata San Francesco il Premio Teatrale Nazionale dedicato al sindaco Michele Abbate. Siamo arrivati alla terza giornata è sarà di scena mercoledì 28 agosto, fuori concorso, il Teatro Stabile Nisseno che per l’occasione porterà in scena “L’Arte della Beffa”, commedia comica in due tempi di Aldo Lo Castro.
Si tratta della terza novella della nona giornata del “Decamerone” di Boccaccio, una delle opere più note ed irriverenti della letteratura italiana, ad aver ispirato Aldo Lo Castro a scrivere la commedia “L’arte della beffa”. La vis comica che prorompe da talune novelle, lo spessore e il “taglio teatrale” con cui sono stati disegnati numerosi personaggi seducono e non poco.
E’ un mondo di avventurieri, d’imbroglioni, di beffeggianti e beffeggiatori, di donne disinibite e disponibili quello descritto dal Boccaccio. La terza novella della nona giornata è stata, dunque, rivisitata, ricostruita e trasferita in una terra che ben si presta a far da sfondo alla trama: la Sicilia. Sulla scena, pertanto, la lingua, gli umori e le caratteristiche della gente dell’isola s’incastoneranno nell’umanità boccaccesca in cui intelligenza e arguzia si propongono in maniera irriverente e mai scontata. Sicuramente lo studioso e il purista di turno ci perdoneranno se la lingua usata è quella siciliana, così accattivante e colorita, e se il testo originale ha perso le antiche sembianze per far posto ad una pièce che si snoda rapidamente sui ritmi della commedia dell’arte. Non ce ne vorrà, ne siamo certi, neppure messer Boccaccio il cui spirito scanzonato e licenzioso aleggia allegramente su questa singolare beffa”.

Trama: E’ Tano interpretato da Giuseppe Speciale che alle spalle dell’ingenuo e sempliciotto Bernardino, Giovanni Speciale, (il Calandrino della novella di messer Boccaccio), trama per architettare una diabolica ed efficace burla in grado di raggiungere un duplice obiettivo: conquistare, sotto gli occhi dello stesso marito, le grazie di Nedda, Salvina Fama,(moglie di Bernardino) e impossessarsi dell’eredità appena acquisita dal malcapitato. Per ordire il subdolo piano, Tano si serve dell’aiuto del fratello Paolino, Cosimo Coltraro, che frattanto cerca di suscitare l’amore nel cuore di Carmelina, Ilaria Giammusso, con non poche difficoltà. Tutti i vari passaggi da una scena all’altra vengono sottolineate dal cantastorie che detta i tempi della pièce come ai tempi delle novelle di Boccaccio.
L’arte della beffa ha debuttato nell’estate del 2015. Dal debutto ad oggi sono state fatte oltre 150 repliche in tutta Italia. Da Caltanissetta a Bolzano dove ha vinto nel 2016 il 1° premio come migliore compagnia della rassegna teatrale nazionale Stefano Fait. Oltre a Bolzano numerosi altri premi come migliore spettacolo a Sala Consilina, Altamura, Rometta, Agrigento, Campobello di Licata, Castelvetrano, Cirò Marina, Sciacca, Rossano Calabro per citarne solo alcuni. Spettacolo fiabesco dai ritmi impressionanti dove traspare la sicilianità dei personaggi che s’intrecciano tra cantastorie e cuntisti, tra pupi e pupari tra maschere e attori surreali. Una commedia dentro la commedia. La scenografia a cura del laboratorio del T.S.N. costumi Silvio Alaimo, disegno luci Angelo Rizza e Davide Lavalle.

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