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I consiglieri di maggioranza di San Cataldo: “Dispiacere e sorpresa per la decisione di Modaffari di non ricandidarsi”

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I consiglieri di maggioranza di San Cataldo hanno scritto al sindaco Giampiero Modaffari in seguito alla decisione di quest’ultimo di non ricandidarsi in vista delle prossime elezioni comunali. Di seguito il testo del loro intervento.

“Il nostro saluto e ringraziamento al Sindaco Modaffari: la storia gli darà e ci darà ragione. La decisione del Sindaco e amico Giampiero Modaffari non ci sorprende ma, al tempo stesso, non può non lasciarci un profondo senso di dispiacere che abbiamo la certezza di condividere con gran parte della Città di San Cataldo.
Non ci lascia sorpresi perché è una prospettiva che il Sindaco stesso ci ha paventato già moltissimi mesi fa, nel momento in cui era chiaro che l’enorme sforzo fisico e mentale era così gravoso da non consentire alcuna illusione sul suo prolungarsi per altri anni.
È chiaro a tutta la Città che il Sindaco Modaffari è stato un sindaco “del fare”, del fare bene le cose, una sindacatura dell’agire responsabile. Di fronte a certe difficoltà, di fronte alle nuove norme nazionali che hanno lanciato gran parte dei comuni allo sbaraglio a misurarsi con problemi mai affrontati prima d’ora, in tanti avrebbero fatto scelte politiche a uso e consumo proprio o del proprio gruppo politico.
Non è stato il caso dell’Amministrazione Modaffari, né tantomeno nostra, che come stella polare ha scelto sempre l’atteggiamento del buon padre di famiglia, con il bene collettivo come unico riferimento della nostra azione politica.
Per queste ragioni l’accorata lettera ci lascia anche del dispiacere anche se, avendo vissuto questi 5 anni accanto alla Giunta, comprendiamo perfettamente tutte le ragioni umane e personali della scelta: per questo la reputiamo al tempo stesso saggia e coraggiosa.
Questo Sindaco sarà un punto di riferimento per chi verrà dopo, perché ha dato alla cittadinanza una pietra di paragone con cui raffrontare non tanto i risultati, che sono spesso determinati anche dalle contingenze e da fattori esterni alla volontà e alle capacità, ma soprattutto riguardo all’impegno indiscutibile, meticoloso, attento, premuroso, diligente, scrupoloso di una persona che ha anzitutto chiesto rigore e attenzione a sé stesso prima che agli altri, sacrificando una fetta enorme della sua vita privata.
Non sfugge a noi né deve sfuggire a nessuno che le innumerevoli problematiche di un Ente disastrato, al collasso, siano state portate avanti, e in gran parte risolti, solo ed esclusivamente dal suo costante lavoro e dalla sua innata dedizione verso l’Istituzione da lui rappresentata: quel “cara mia Città tutta intera” è il manifesto di un amore e una dedizione sinceri che noi abbiamo avuto modo di toccare con mano.
Così come lo dimostra l’uso dei social, l’ennesimo atto rivoluzionario… altro che selfie! Abbiamo stravolto la comunicazione verso il cittadino, che ha visto e potuto toccare con mano l’evoluzione dell’attività amministrativa di cui prima era all’oscuro: azzerate, insomma, le distanze tra politica e cittadino!
Al tempo stesso, però, possiamo anche dire che non è stato “un uomo solo al comando”, perché si è sempre confrontato non solo con noi, ma anche con tutti i cittadini. ha chiesto aiuto, sostegno, idee e possiamo affermare, senza timore di smentita, che l’attività amministrativa è più che largamente condivisa.
Chi lo ha additato di questo, chi glielo ha rimproverato, lo ha fatto solo perché era l’unico argomento da spendere “contro”, non avendo idee, proposte né soluzioni utili per il bene del paese. Anzi, c’è chi ne ha fatto una campagna d’odio personale senza però mai fornire alternative credibili: chiacchiere e ciance di fronte a un lavoro consistente, concreto, tangibile, positivo, autentico, appassionato.
È altresì chiaro che, se ci sono stati momenti di sovraesposizione, è accaduto solo perché altrimenti non sarebbe stato possibile andare avanti: un atteggiamento che andrebbe descritto non come “presunzione” ma come decisione, forza, coraggio, risolutezza.
Caro Sindaco, caro Giampiero, caro amico. Noi siamo stati testimoni di una sindacatura per molti versi rivoluzionaria, fatta di tanto impegno e sacrificio come difficilmente ne vedremo in futuro: abbiamo la certezza che la storia ti darà e ci darà ragione.
Siamo stati, siamo e saremo sempre orgogliosi di essere stati la “squadra giusta”, la tua “squadra”, e siamo noi a doverti dire “grazie”. Grazie di tutto.”

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