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Fotografia. In mostra gli oggetti e le case di Sciascia con scatti di Lillo Miccichè

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“Il capitano Bellodi, emiliano di Parma, per tradizione familiare repubblicano, e per convinzione, faceva quello che in antico si diceva il mestiere delle armi…” raccontava, nel 1961, Leonardo Sciascia, presentando il protagonista del libro best seller: “Il giorno della civetta”. Chissà in quanti leggendo le varie pubblicazioni dei romanzi e dei saggi, conosciuti in tutto il mondo, si sono chiesti, dove l’autore di Racalmuto, morto a Palermo il 20 novembre 1989, li avessi scritti. Una curiosità che ha mosso i passi del nisseno Lillo Miccichè che ha fotografato gli interni delle abitazioni dove Sciascia aveva vissuto. Gli scatti, 50 in rigoroso bianco e nero, saranno esposti nel Castello Chiaramontano a Racalmuto (Agrigento) dal 23 agosto al 31 ottobre prossimi. “Sono stato sempre attratto dal grande Nana’ come lo chiamavano gli amici – afferma Miccichè – soprattutto dal fatto che il suo modo di vedere il mondo contemporaneo sia stato sempre di enorme attualità. Anche dopo la sua scomparsa. Forse mai come oggi le sue parole sono state profetiche”. E così spinto da questa passione il fotografo ha ritratto le stanze delle case in campagna della contrada Noce a Racalmuto, di Palermo e anche dell’abitazione delle zie dove lo scrittore ha trascorso la sua infanzia: “Insomma i luoghi da lui frequentati – dice Miccichè – ma anche i suoi oggetti: i bastoni che lo aiutavano a camminare nell’ultimo periodo della sua esistenza, le penne, le macchine da scrivere, Olivetti lettera 22, le buste intestate, i registri scolastici da alunno e da insegnante, gli autografi nei libri, ma anche il piatto dove mangiava o la sedia di casa dove stava seduto per leggere. Ho immaginato Sciascia come se fosse presente o mi indicasse cosa riprendere. Tutto ciò mi è stato permesso grazie ai suoi familiari ai quali va la mia più ampia riconoscenza”. Dice Vito Catalano: “Sono immagini che testimoniano un pezzo di vita di mio nonno”. Ma da dove nasce l’interesse di Miccichè per lo scrittore racalmutese? “Ho incontrato Sciascia – ricorda – una sola volta, ero poco più che ventenne. Mi fermai ad un semaforo per far attraversare un uomo con il bastone, era proprio lui. Rimasi affascinato nel vederlo e pensai ‘sta passando davanti ai miei occhi la storia della letteratura’. Dopo tanti anni e, ahimè, solo dopo la sua dipartita, mi venne in mente di realizzare questa mostra. Non so se sono riuscito nell’intento ma so di certo che un lavoro di circa tre anni, mi ha regalato delle emozioni che non dimenticherò”.

La mostra, a cura di Piero Baiamonte, sarà inaugurata dall’assessore alla Cultura di Racalmuto, Enzo Sardo, e da Catalano, il quale prima della apertura della mostra, presenterà un suo libro. Miccichè, 58 anni ha esposto le sue opere in oltre 40 mostre ed è autore di diverse pubblicazioni. “Il tema portante della mia attività è legata soprattutto al territorio, – sottolinea – sia dal punto di vita paesaggistico che da quello antropologico, esaltando spesso la quotidianità delle persone nel loro essere componenti della storia odierna”. Ha realizzato diversi reportage fotografici tra i quali: “I Luoghi di Leonardo Sciascia”, “Degrado e Mafia”, “Il Lavoro è Vita”, “Le miniere di Sicilia”, “La provincia di Caltanissetta”. “Paesaggi di Sicilia”.
(di Giovanni Franco-Ansa)

 

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