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Caltanissetta. “Spedizione punitiva a Santa Barbara”. In sette a processo per rissa e porto di coltello

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Lesioni, rissa e porto di abusivo di coltello le accuse dalle quali dovranno difendersi sette nisseni protagonisti in negativo, nel marzo di due anni fa, di una rissa al villaggio Santa Barbara, finiti a processo davanti al giudice monocratico Valentina Amenta, dopo che per loro è stata disposta la citazione diretta giudizio. Si tratta dei nisseni Francesco Alletto, 54 anni, dei figli Raimondo Alletto, 32 anni e Luca Valentino Alletto 30, e poi di Massimiliano Salvatore Lombardo, 43 anni, Riccardo Alfieri, 32 anni, Alex Vitale, 21 anni e Antonino Cucuzza, 21 anni, i quali hanno chiesto di essere processati con il rito abbreviato tramite i loro legali, gli avvocati Maria Francesca Assennato, Salvatore Falzone e Antonino Falzone.

La vicenda riguarda l’aggressione a un nisseno, Michele Cucuzza, a seguito di una lite tra il figlio di quest’ultimo e Luca Alletto. Una ritorsione, per gli inquirenti, quella che i tre misero in atto e alla fine Cucuzza venne ferito alla schiena da una coltellata; in quel momento Francesco Alletto avrebbe cercato di estrarre una pistola dicendo a Cucuzza “ora ti sparo”, ma su questa circostanza Alletto – durante l’interrogatorio – aveva negato tutto, dicendo di non avere con sé alcuna arma da fuoco.

Solo che dalle indagini non sono poi emersi altri dettagli sulla pistola, tanto che la detenzione di arma da fuoco non è stata più contestata. Così come non è stata contestata l’accusa di tentato omicidio, inizialmente finita tra quelle che gli inquirenti e i poliziotti intervenuti sul posto avevano ipotizzato. Al parapiglia scatenatosi a Santa Barbara avevano poi preso parte altre persone intervenute in difesa di Cucuzza; i poliziotti le identificarono e per tutti scattò l’accusa di rissa, mentre del porto di coltello rispondono solo Lombardo, Francesco e Raimondo Alletto.

 

Raimondo Alletto.

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