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Caltanissetta, attestati di benemerenza al pasticcere De Fraia e al comitato Santa Croce

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Il sindaco di Caltanissetta Giovanni Ruvolo ha coferito oggi il titolo di benemerenza al maestro pasticcere Lillo De Fraia e al comitato di quartiere Santa Croce, nella persona del suo presidente, Giacomo Tuccio, quale “riconoscimento dell’impegno a favore della promozione della produzione dolciaria nissena e all’affermazione dell’identità cittadina”.

“L’amministrazione, nel proprio programma, ha da sempre mirato alla promozione culturale e turistica, sostenendo azioni fattive mirate alla valorizzazione dei prodotti”, ha spiegato il sindaco Ruvolo dal palco di Corso Umberto in occasione della Festa del torrone siciliano di Caltanissetta.  “Riconoscendo l’impegno a favore della produzione dolciaria nissena, la città conferisce il titolo di benemerenza a un illustre pasticcere ed a un gruppo di persone che hanno fatto risorgere dalle nebbie due specialità tipiche conventuali, consegnando una pergamena a chi si è distinto per laboriosità e professionalità, ponendo a servizio le proprie capacità lavorative, ed a coloro i quali hanno cercato di recuperare la memoria storica del proprio quartiere”. Il maestro pasticcere Lillo De Fraia ha ricevuto la pergamena dal Cavaliere del lavoro Giuseppe Condorelli, presente a Caltanissetta per l’occasione.  “Si tratta – ha spiegato il sindaco Ruvolo – di un ambasciatore della nostra tradizione dolciaria. Il maestro Lillo De Fraia è da sempre impegnato a promuovere la pasticceria nissena, in particolare il Rollò e adesso anche i dolci conventuali. Sono testimonianze di una città che crede in se stessa”. “Il comitato di quartiere Santa Croce – si legge nelle motivazioni – ha dimostrato in più occasioni di amare la propria città e il proprio quartiere. Attraverso un’appassionata ricerca è riuscito a far risorgere due specialità dolciarie, che hanno contribuito a migliorare la difficile economia nissena, la Crocetta e la Spina Santa, la città è riconoscente”.  Dal palco il presidente del comitato, Giacomo Tuccio, ha svelato un’altra scoperta frutto di ricerche nella storia del quartiere, ovvero il “Carteggio”, un rosolio, liquore conventuale che veniva prodotto dalle suore e donato durante le feste a partire dalla fine del ‘700, da quando lo zucchero venne raffinato.

 

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