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Stati generali, la CONFSAL presenta al CNEL le sue proposte per il piano di rilancio

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Semplificazione della PA da fare subito e a costo zero, fabbrica delle competenze per rendere più efficace l’incrocio di domanda e offerta nel mondo del lavoro, indice di forza e di debolezza delle aziende per definire il livello ottimale del costo del lavoro e dei salari, riforma fiscale con l’estensione della no tax area per redditi fino a mille euro, piano straordinario per le infrastrutture per rafforzare la competitività del Paese e investimenti nel Mezzogiorno a sostegno dell’intero sistema economico. Sono queste alcune delle proposte che la Confsal – presente con il Segretario Generale Angelo Raffaele Margiotta e il Responsabile del Dipartimento Trasporti e Infrastrutture, il V. Segretario Generale Pietro Serbassi, ha illustrato nell’ambito di un confronto che si è tenuto al Cnel in merito al piano di rilancio sul tavolo degli Stati generali promossi dal governo.

Il Consiglio nazionale del lavoro e dell’economia ha redatto un Documento, si legge nell’intervento della Confsal, “che risulta ampiamente condivisibile soprattutto per la necessità di avere, in questa delicata fase socio-economica, il massimo coinvolgimento sociale” e per l’esigenza di “dover accompagnare la ripresa economica con interventi di welfare e di innovazione, partendo da quelle senza o con esigui costi per le nostre finanze pubbliche”.

Tra queste, secondo la Confsal, c’è senz’altro la semplificazione della PA, che “sarebbe a costo zero”. La seconda priorità indicata dal sindacato autonomo riguarda la formazione, dove c’è la necessità di creare “una vera e propria fabbrica delle competenze” attraverso l’introduzione di “un reddito di formazione che sia in grado di incentivare i giovani a restare nel nostro Paese anziché recarsi all’estero per acquisire specializzazioni che saranno poi inevitabilmente utilizzate fuori dall’Italia”.

Per quanto riguarda costo del lavoro e salari, Margiotta ritiene che “per effettuare qualsiasi intervento, occorra partire dall’analisi dei bisogni, soprattutto dei settori più deboli, calcolando per ognuno l’indice di forza e l’indice di debolezza”. Questi strumenti sono anche alla base del nuovo modello di contrattazione di qualità proposto dalla Confederazione. Tra le priorità c’è anche la riforma fiscale, che dovrà necessariamente prevedere l’azzeramento della tassa sulla povertà che colpisce le fasce di reddito più basse escluse dalla no tax area.

Per il rilancio del Paese, sarà necessario, ha sostenuto poi il V. Segretario Serbassi, un grande piano per le infrastrutture e un impegno particolare nel Mezzogiorno. Le dotazioni infrastrutturali, si legge nel documento consegnato al Cnel, oltre ad essere “un volano fondamentale per favorire la crescita dell’occupazione, lo sviluppo dell’economia e la ripartenza degli investimenti pubblici e privati”, sono anche indispensabili per conseguire “la visione di un sistema Paese più competitivo, più accessibile e più attrattivo”. Tornare ad investire nel Mezzogiorno, conclude Serbassi, non risponde solo all’esigenza di favorire la crescita delle aree meno sviluppate, ma ad una logica di interdipendenza economica e produttiva che estende gli effetti delle risorse spese al Sud all’intero Paese.

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