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Perfect Sensuality. Capitolo primo “L’ Eroe americano”

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Perfect Sensuality

Capitolo primo

“L’Eroe americano”

By Red Rose

La Sensualità Perfetta
Cos’è?
È l’unione di tre cose.
I sensi, il sesso e il gusto.

Non si può trovare la Passione Perfetta senza uno di essi.
I sensi sono gli strumenti per “sentire” l’altra persona.

Il sesso è l’istinto animale che ognuno di noi possiede, è il godimento del corpo e si fa con i

sensi.

Il gusto e godimento legato alla bocca, che è parte attiva anche nei rapporti intimi.

È il piacere sentito due volte.
Separali, e non godrai mai appieno.

Uniscili, e impazzirai per quello che ti faranno provare.

Ma l’amore?

L’amore è condito da tutto questo.
L’amore è la struttura portante.
L’amore è voler gustare e godere dei
sensi, del sesso e del gusto con una sola persona.

L’amore della tua vita.

***

Dedico questo romanzo soprattutto all’amore

Ognuno, dentro queste pagine, potrà trovare la passione che preferisce. A cui si sente di appartenere. In Perfect Sensuality c’è tutto, non manca niente! I vostri sensi e i vostri gusti verranno soddisfatti.

Parola di Red Rose

Nomi, luoghi e situazioni sono interamente provenienti dalla mia fantasia. Ogni coincidenza è frutto del caso.

New York

A New York era una brutta giornata, anche se era appena iniziata l’estate.
La pioggia batteva forte sulle ampie finestre. Joe e Thomas distesi e rilassati si osservavano.
Nudi e abbracciati stretti, sopra il grande letto matrimoniale, avevano una gran voglia di intimità.
Thomas aveva tante domande da fare a Joe. Da un po’ di tempo lo vedeva distratto, lo sentiva distante. Quel viaggio che il suo compagno doveva affrontare lo impensieriva parecchio.
Gli occhi neri di Thomas cercavano di capire qualcosa, scrutando gli occhi castani di Joe.
-Allora? Sei convinto di andare fin laggiù?- Joe sospirò quasi infastidito.
-Sì, mi servirà anche per rilassarmi un po’.-
Thomas e Joe sono entrambi avvocati di successo in uno degli studi legali più importanti della Grande Mela: lo studio associato Klayton & Burns.
Joe Stevenson ha quarantotto anni, è un uomo alto, con un fisico asciutto. I suoi capelli sale e pepe gli danno un’aria da seduttore. Lui è un uomo deciso, a tratti spietato con chi osa intralciare il suo cammino.
Proviene da una ricca e facoltosa famiglia newyorchese. Il padre prima di lui, Roger, era stato uno degli avvocati più rispettati d’America. Dopo la sua morte, e a causa della sua diversità in fatto di gusti sessuali, Joe non aveva più contatti con sua la famiglia.
Le donne dicono di Joe che è affascinante e magnetico, gli uomini invece che è intraprendente e interessante. Nessuno lo controlla, nessuno lo possiede.
I colleghi lo chiamano Joe Shark One, lo Squalo numero uno.
Joe è a volte irruento ma, nel momento giusto, anche dolce e passionale.
Nel suo lavoro non perdona. Lui divora la preda, durante i processi, così come fa il re del mare con gli altri pesci.
Il suo compagno, Thomas Klayton, fratello minore di Martin Klayton fondatore dello studio associato, è un po’ più basso di Joe, di corporatura massiccia. I suoi occhi sono neri, ma i suoi capelli sono radi e biondi. É più remissivo e più pacifico nella vita privata, ma nel suo lavoro rivaleggia con lo Squalo.
Lui infatti è chiamato, Thomas Shark Two. Insieme a Joe, nelle aule di tribunale, si spolpano le povere vittime come se nulla fosse.
Sono belli, ricchi e temuti.
Joe si occupa perlopiù dei problemi nel settore fiscale, tributario, amministrativo e Thomas è invece specializzato in transazioni intercontinentali, successioni, eredità varie e diatribe giuridiche che possono nascere tra persone di diverse legislazioni.
Sono un duo di ferro, ma anche una coppia a tutti gli effetti da cinque anni. Sono persone discrete e riservate. La loro relazione si svolge solo al di fuori le mura lavorative, dentro lo studio sembravano solo colleghi molto affiatati. Nessun gesto, nessuna azione farebbe mai intuire a un avventore esterno questa loro storia. Si vociferava della loro relazione, ma nessuno si permette a parlarne male. Sono persone sofisticate, educate e molto competenti nel loro campo. I clienti si affidano a loro ad occhi chiusi. Giudici e altri appartenenti all’ambiente manifestano loro sempre molto rispetto. Sono stati molto fortunati, perché la loro relazione avrebbe potuto significare la fine della loro carriera. Ma era anche vero che Thomas Klayton appartiene a una delle famiglie più ricche d’America. Tutti in qualche modo devono qualcosa ai Klayton: una famiglia che ha le mani in pasta ovunque negli affari e nella finanza. Solo gli intimi che li frequentano sanno di loro, considerandoli una coppia solida e tranquilla.
Thomas da tempo notava il suo Joe distratto, irrequieto. E avrebbe voluto prenderlo fra le braccia e chiedergli cosa avesse. Ma sapeva come era fatto il suo uomo. Doveva rispettare il suo strano momento. E da un po’ di tempo a Joe era venuto in mente di fare questo viaggio.
Nessuno poteva fermare Joe Shark Stevenson dai suoi propositi, questo Thomas lo sapeva bene.
Poi un cliente, nei guai fino al collo, gli aveva proposto una trasferta tentatrice.

-Bene… allora domani parti. Ti fai questo viaggetto?- Thomas cercò di essere tranquillo, ma era difficile.
Joe lo osservò, e gli carezzò il viso barbuto.
-Sì. Mi serve Thomas… ripasserò la lingua. E comunque devo allontanarmi un po’ da tutto.- Joe Stevenson sapeva parlare perfettamente molte lingue straniere. Sapeva muoversi bene nel mondo perché le imparava immediatamente.
-Vai via anche da me?- Chiese un po’ timoroso Thomas.
Joe si avvicinò e lo baciò.
-Io non scappo da te, ok? Ho solo troppa pressione addosso. Lo sai la perdita di mio padre, il cattivo rapporto con mia madre e mia sorella. Tanti, troppi, anni di dissidi e di incomprensioni. E se aggiungi il lavoro estenuante che abbiamo avuto in questo periodo… lo sai, no? Sei sulla stessa mia barca.-
-Sì. Ok… sei libero di fare quello che vuoi, sul serio.- Joe lo guardò di traverso.
-E poi io te l’ho chiesto di mollare tutto e venire con me, giusto?- Thomas scosse la testa.
-Non posso proprio adesso, e tu lo sai. C’è questa benedetta successione intercontinentale e non posso allontanarmi. Se lo faccio, gli altri squali fanno festa. Tranquillo Joe … vai. Io ho fiducia in te.-
Si guardarono e si baciarono. Si osservarono un attimo, e si sorrisero.
Era sempre così, da un semplice bacio finivano sempre per fare l’amore sul serio e senza esclusione di colpi. Joe lo afferrava, e Thomas si lasciava strapazzare per bene. Joe prendeva sempre il sopravvento e assaliva Thomas, al quale quella passione non dispiaceva. Comunque era Joe, il dominatore assoluto fra le lenzuola si seta nere. Thomas subiva con molto piacere. Era un passivo per scelta. Erano uomini virili che si sceglievano. Non c’era traccia di atteggiamenti effemminati, nessuno avrebbe mai sospettato che fossero omosessuali.
Si erano visti e si erano piaciuti subito. Entrambi avevano avuto donne nella loro vita, ma l’essersi trovati vicini era stato fatale. Era come se si fossero sempre cercati. C’era voluto un po’ di tempo però per lanciarsi l’uno fra le braccia dell’altro, completamente. Thomas all’epoca della loro conoscenza era sposato e padre di un ragazzo che adesso aveva di diciotto anni.
Era stato Joe a prendere l’iniziativa.
Un giorno l’aveva attirato nel ripostiglio, che fungeva anche da archivio, e l’aveva baciato, sicuro di non aver frainteso i suoi sguardi, i suoi sorrisi e i suoi gesti.
E dopo lo stupore e un po’ di sgomento, Thomas gli aveva buttato le braccia al collo. Dall’archivio erano usciti, un’ora dopo, tutti scombinati. Nello studio per fortuna non c’era gente in quel momento, ma se qualcuno ci fosse stato, avrebbe visto due uomini belli e soddisfatti uscire da una specie di vortice di passione. Quella era stata l’unica volta al lavoro, poco dopo, Joe aveva preso un appartamento vicino allo studio. E ora, dopo cinque anni di intensa storia d’amore si separavano per la prima volta. Thomas avrebbe voluto mollare tutto e seguirlo, ma non poteva. E Joe non voleva aspettare. Era capitata l’occasione di fare quel viaggio e l’avevano preso al volo.
Shark One era dietro il suo compagno e spingeva con vigore, ansimava buttava la testa indietro era lì per lì per venire. Ma Thomas sentiva, avvertiva, che il suo uomo era distratto, lontano. I pensieri di Joe, da qualche tempo, erano chissà dove.
Dopo un ora e mezza di goduta ginnastica sessuale, Joe arrivò al piacere urlando come piaceva a lui. Thomas lo osservava eccitato al massimo. Sentire il suo pene vibrare dentro di lui lo faceva godere senza orgasmo vero e proprio. Essere la fonte di piacere del suo Joe era per lui il regalo più bello che la vita potesse concedergli. Joe lo fissò rosso in viso e sorridente. E infatti il buon Thomas da quei meravigliosi occhi neri capì che sarebbe toccato a lui. Joe afferrò il membro del compagno e succhiò forte. Thomas gemette senza ritegno, sentiva salire il piacere dal profondo. Jo egli palpò i testicoli mentre con i denti dava dei piccoli ma intensi morsi alla punta del suo pene.

Thomas afferrò le lenzuola tanto era in estasi. L’orgasmo arrivò potente e inondò il viso di Joe che ridendo compiaciuto lo tolse via con il dorso della mani. Il petto del compagno ancora ansimava di piacere, Joe si distese accanto e gli accarezzò la testa e la schiena. Era forte e irruento ma, all’occorrenza, sapeva anche essere dolce e passionale. Si guardarono e si strinsero forte dandosi focosi baci.
-Ti amo sai?- Fece Thomas con gli occhi più innamorati del mondo.
Joe lo fissò chiuse gli occhi e lo strinse forte a sé. E mentre il compagno non poteva vederlo, fissò il soffitto. Lo fissò e deglutì. Gli stava capitando qualcosa, dentro al cuore, nella parte più profonda dei sentimenti. Voleva bene un mondo a Thomas, ma qualcosa si stava sfaldando. Forse la monotonia, forse l’aria cheta e tranquilla di Thomas, ma quella vita così ordinata dopo cinque anni cominciava a stargli stretta.
Thomas era veramente innamorato di Joe e glielo diceva in continuazione. Ma lui in quel periodo della loro storia, non poteva dire lo stesso del suo compagno. Joe era diventato via via più freddo e non gli aveva mai detto la parola “ti amo”. Lo Squalo numero uno diventava fuoco solo tra le coperte. Poi, all’esterno e fra la gente in particolare, era come se fossero fratelli o semplici conoscenti o al massimo amici. Mai un gesto d’affetto, mai un bacio o una carezza. Lui lo sopportava per amore questo atteggiamento scostante, ma era sempre una sofferenza non essere ricambiato. Volle evitare di pensare che per l’ennesima volta Joe non aveva risposto al suo ti amo, nemmeno con il solito “anch’io” .
-Belo Horizonte, Brasile… è lontano!- Fece Thomas avvertendo la lontananza di Joe.
Fuori diluviava. Era una strana domenica di fine giugno, avevano deciso di rimanere a casa tutto il giorno. Joe sospirò.
-É una vita che voglio andarci. Mi è sempre piaciuto quel Paese. È caldo, vivo e colorato. E poi devo controllare quegli incartamenti, ricordi? Al nostro cliente farà piacere sapere che uno dei suoi avvocati andrà fin laggiù per prendere i documenti di persona. E poi devo vedere quel tizio…-
-… e poi ci sono i culetti più belli del mondo, no?- Fece ridendo Thomas.
Joe avvertì un tuffo al cuore, ma lo camuffò bene e rise scompigliandogli i sottili capelli chiari.
-Già! Culetti niente male, direi. Ma è per uno di loro che Karlinghton si trova nella merda, ricordi?- Thomas sospirò.
-Che storia! Uno come lui… doveva stare più attento.- Joe assunse un’aria sorniona.
-Mah… sai, un paese straniero, tante luci, tanti colori… tanti bei corpi in movimento.- Dette enfasi a quelle parole apposta.
Thomas lo guardò di traverso.
-Non dirmi che ci saresti cascato anche tu?- Joe rise sotto i baffi. La parte selvaggia di lui avrebbe voluto dire: “se capita me ne smonto qualcuno senza pensarci, solo per sesso e basta, una botta e via” ma voleva bene a Thomas e sapeva quanto fosse sensibile il suo compagno. Nonostante si sentisse in gabbia non voleva ferirlo.
Cercò di dare la risposta più onesta possibile.
-Nella vita tutto può succedere. Non mi stupisco più di nulla ormai. Ma in questo momento, io non cerco diversivi, se è questo che temi.- L’ultima frase la disse forzatamente. Joe era bravo a nascondere i suoi veri sentimenti, quando voleva.
Thomas lo osservò, lo avvertiva tirato e bugiardo. Ma si perse nei suoi lineamenti da seduttore senza scrupoli. Joe era bello ed era suo. Avrebbe potuto fare l’attore per il cinema, pensò. Il suo viso squadrato e il suo fisico perfetto lo rendevano desiderabile e affascinante. Per lui si sarebbe gettato nel fuoco. Nonostante sentisse crescere la distanza tra loro, si scosse dai suoi pensieri. Era impensabile da parte sua anche solo pensare di perderlo. Sarebbe morto di dolore.

Thomas gli accarezzò i capelli. Lo amava con un sentimento profondo, assoluto. Avrebbe fatto qualsiasi cosa per lui. L’avrebbe assecondato su tutto. Era pazzo di lui, non se lo sarebbe fatto portare via da nessuno. Mai!
Per lui aveva lasciato la moglie, per lui aveva subito le ire del defunto padre, che solo morendo all’improvviso per un infarto, non era riuscito a diseredarlo, con la colpa di essere deviato.
Il fratello maggiore Martin, per fortuna, lo aveva capito e lo aveva accettato pian piano con il tempo.
Il figlio, Anthony, non gli rivolgeva più la parola da quando aveva scelto di lasciare la madre e fare coppia fissa con Joe.
Il ragazzo si vergognava apertamente del padre e della sua diversità. Una diversità che sua madre aveva sempre definito immorale e immonda.
L’ex signora Kleyton, Carla, ginecologa, odiava a morte Thomas, colpevole di averla lasciata per un uomo. E detestava Joe, reo di avere trascinato suo marito nel vortice della sua immorale perversione. La donna ne aveva fatto una missione di vita, separare il figlio da un padre indegno.
Thomas però non si era mai arreso, cercando a tutti i costi di riconquistare il suo ragazzo. Ogni tanto lo chiamava, ma lui si rifiutava persino di rispondergli al telefono. Con Carla, Thomas comunicava solo attraverso incartamenti e provvedimenti giudiziari. La donna però, un paio di anni prima, aveva ottenuto dal giudice la totale custodia del figlio. Era riuscita nel suo crudele intento.
Joe Shark, invece, aveva avuto nella prima gioventù esperienze con ragazze. Successivamente, durante l’università, aveva capito che provava anche attrazione verso il corpo maschile. Da lì si era lanciato senza esclusioni di colpi verso quel mondo che aveva guardato solo da lontano. E prima di incontrare Thomas non aveva mai fatto coppia fissa con nessuno per più di un mese.
Prima di lui erano state solo avventure.
Joe e Thomas guardarono l’ora, era ormai tardi. E accoccolati, l’uno fra le braccia dell’altro, si addormentarono. Alle sette del giorno successivo Joe avrebbe preso un aereo che l’avrebbe portato a migliaia di chilometri di distanza dalla trafficata New York e da Thomas.

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