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Ok al decreto sul Reddito di cittadinanza. Ecco come funziona, in media 390 euro a famiglia

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Arrivano il reddito di cittadinanza e quota 100 sulle pensioni. Dopo sette mesi di discussioni e vertici, nonostante un taglio delle risorse in manovra, le misure di bandiera del governo giallo-verde prendono forma in un decretone varato «in venti minuti» in Consiglio dei ministri. Riguarderanno «1 milione di pensionati e 5 milioni di poveri»: quota 100 creerà «1 milione di posti» e il reddito avrà norme «antidivano». Salvini parla di «10 milioni di persone» coinvolte dalle diverse misure giallo-verdi. Il reddito, secondo le ultime stime, andrà a 1,3 milioni di famiglie, di cui 164mila nuclei stranieri. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte dà la parola a Luigi Di Maio e Matteo Salvini per illustrare, con slide, le misure. «Ora realizzeremo tutto il contratto di governo», sorride il capo M5s. «Saranno 10 anni entusiasmanti», rilancia il leghista, a smentire tensioni e ipotesi di crisi.

Ma fino all’ultimo il varo del decretone è tribolato. Sarà ora corsa contro il tempo per attuare le due misure, che sono complesse, nei tempi. E promette di essere movimentato, vista anche la contrarietà delle opposizioni, l’iter parlamentare. I triumviri posano in piedi, davanti a una distesa di bandiere tricolore e dell’Ue, per una lunga conferenza stampa. Il decretonevale «22 miliardi, soldi veri». E partiranno entrambe ad aprile, sottolineano Di Maio e Salvini, con l’ausilio di slide sobrie, con un logo stilizzato «RC» a presentare il reddito di cittadinanza e una riga tricolore a sottolineare «Quota 100». Le due misure di bandiera però pagano il prezzo di risorse limitate: sale l’età per la pensione di cittadinanza, da 65 a 67 anni e spuntano clausole in caso di sforamento dei costi.

I REQUISITI, ISEE E REDDITO – Per richiedere il reddito bisognerà avere un Isee massimo di 9.360 euro. Viene considerato anche il reddito familiare che dovrà essere inferiore alla soglia di 6.000 euro annui (per un single) incrementata secondo una scala di equivalenza (0,4 per ogni componente maggiorenne e 0,2 per ogni minore con un massimo di 2,1, quindi 12.600 euro). Sale a 20.000 euro se c’èun disabile. Il patrimonio immobiliare, esclusa la prima casa, non dovrà superare i 30.000 euro l’anno. A richiederlo potrà essere anche chi percepisce già il Rei, che potrà comunque scegliere se continuare a beneficiare del reddito di inclusione o se passare al nuovo sistema.

IN MEDIA 390 EURO A FAMIGLIA, 138 EURO A PERSONA – Dividendo a spanne l’ammontare del fondo previsto in manovra per il numero stimato dei beneficiari e per gli interi potenziali nove mesi di percezione del sostegno si ottengono poco meno di 400 euro medi a famiglia e poco meno di 140 persona. Il beneficio economico andrà comunque da un minimo di 40 a un massimo di 780 euro mensili per persona e raggiungere i1.300 euro in una famiglia con due adulti e tre figli (due minorenni). Il reddito sarà scomposto in una componente massima di 500 euro a percettore a cui aggiungere eventuali 280 euro per l’affitto. La pensione di cittadinanza invece in un massimo di 630 euro a cui aggiungere eventuali 150 euro per l’affitto. Aggiunta di 150 euro anche per il mutuo.

I TEMPI E LA RICHIESTA: A febbraio sarà pronto il sito internet che informa i cittadini di quale documentazione presentare, a marzo il sito è pronto per ricevere le domande, quindi aprile arriva il reddito su normalissime carte postepay. La domanda può essere fatta anche alle Poste o ad un Caf. Poi l’Impe verifica i requisiti. Dopo l’accesso al programma, entro 30 giorni, si sarà contattati dai soggetti attuatori.

LAVORO OVUNQUE MA SOLO DOPO 18 MESI E CON AIUTO – Il governo le definisce norme anti-divano. I beneficiari del reddito dovranno sottoscrivere il patto per il lavoro o il patto per la formazione ed accettare un’offerta di lavoro su tutto il territorio nazionale dopo 18 mesi di fruizione del sostegno e in quel caso potranno continuare a goderne ancora per tre mesi «a compensazione delle spese di trasferimento». Dunque, nei primi sei mesi di fruizione del reddito sarà considerata congrua un’offerta entro 100 chilometri dalla residenza, tra il sesto e il 12/o mese entro 250 km ed oltre il 18/o mese, nel secondo ciclo di erogazione del reddito, ovunque in Italia, nel caso in famiglia non ci siano minori né disabili.

POSSIBILI DUE NO, MA DOPO 12 MESI OBBLIGO ACCETTARE LAVORO – Chi ha diritto al reddito cercando attivamente lavoro, potrà rifiutare fino a due offerte, accettando la terza. Tuttavia, dopo 12 mesi di fruizione del beneficio, non si potrà più rifiutare alcuna offerta ‘congruà (dunque entro 250 chilometri dalla residenza), pena la decadenza del sostegno.

BENEFICIO ANCHE AD IMMIGRATI ITALIANIZZATI – Il reddito potrà essere chiesto anche dagli stranieri purché residenti in Italia da almeno 10 anni, di cui gli ultimi due in modo continuativo.

REDDITO ANCHE ALLE IMPRESE – Alle aziende che assumono un beneficiario del reddito viene indirizzato l’importo percepito dal neo-assunto per i mesi rimanenti fino alla fine del ciclo di 18 mesi (o comunque per un minimo di cinque mesi). Per donne e disoccupati da lungo tempo all’impresa viene corrisposta una mensilità extra. Le aziende percepiscono invece metà dell’importo del reddito (sempre fino a fine ciclo) nel caso in cui il beneficiario usufruisca di un corso di formazione per l’impiego o dell’ausilio delle agenzie per il lavoro (a cui andrà il restante 50%). Le agevolazioni sono concesse a patto che l’impresa aumenti il numero di dipendenti.

INCENTIVI ALL’IMPRENDITORIALITA’ – Ai beneficiari che avviano un’attività lavorativa autonoma o di impresa individuale è riconosciuto – ha detto il vicepremier Luigi Di Maio – fino a 16 mesi di assegno per avviarla.

 

(https://www.lasicilia.it/news/economia/216098/ok-al-decreto-sul-reddito-di-cittadinanza-ecco-come-funziona-in-media-390-euro-a-famiglia.html – di Serenella Mattera)

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