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Italia Nostra: “Il centro di Caltanissetta nella lista dei luoghi bisognosi di tutela o a rischio abbandono”

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L’Arsenale di Venezia, Villa Zanelli a Savona, il Castello di Villanova a Ostuni, l’Acquedotto degli Archi di Loreto, la Torre del Salto d’Angiò ad Aragona, il centro storico di Caltanissetta (http://www.italianostra.org/centro-storico-di-caltanissetta-segnalazione-per-la-lista-rossa-2/): sono alcuni dei 350 luoghi e monumenti italiani bisognosi di tutela o in stato d’abbandono segnalati nella campagna nazionale “Lista Rossa” di Italia Nostra Onlus. Ora, per questi preziosi beni sarà più facile intervenire grazie al Protocollo d’intesa siglato dall’associazione e dall’Arma dei Carabinieri e presentato giovedì 11 ottobre a Roma, presso la Sala Aldo Moro della Camera dei Deputati, alla presenza del ministro dei Beni Culturali Alberto Bonisoli. L’accordo formalizza la collaborazione tra l’Arma e Italia Nostra, permettendo un dialogo più veloce ed efficiente: l’associazione segnalerà i beni storici, culturali e naturali più a rischio direttamente al Comando Generale dei Carabinieri. Quest’ultimo incaricherà il Nucleo Tutela Patrimonio Culturale e il Corpo Forestale di valutare le situazioni che necessitano di un intervento e di verificare la presenza di illeciti. Proprio grazie alla “Lista Rossa”, attiva dal 2011 ma rilanciata nel 2016, si può dunque avere un censimento di quei borghi, centri storici, castelli, siti archeologici, singoli monumenti che oggi sono in difficoltà: le segnalazioni, in continuo aumento (tutti possono inviarle e sul sito di italianostra.org è presente un’anteprima delle informazioni georeferenziate, con la scheda completa e le foto dei luoghi), costituiscono una mappa utile da consultare e ricca di informazioni che può concretamente facilitare il lavoro dei Carabinieri sul territorio.

“La collaborazione tra Italia Nostra e l’Arma dei Carabinieri dimostra come si possa lavorare in modo specifico a qualcosa di necessario al Paese e alla qualità di vita dei cittadini”, ha affermato ministro Bonisoli, sottolineando la necessità di riformare il Codice dei Beni Culturali per intervenire “con determinazione e serietà su alcuni aspetti importanti come la riduzione del consumo di suolo e la rigenerazione urbana, il paesaggio, i beni culturali e la manutenzione, per la quale bisogna trovare risorse sufficienti”. “Il protocollo firmato con i Carabinieri è molto positivo perché potremo rivolgerci a un servizio dello Stato che opera con imparzialità”, ha spiegato Oreste Rutigliano, ex presidente di Italia Nostra e firmatario dell’accordo. “La Lista Rossa dei beni culturali in pericolo potrebbe diventare una sorta di 112 a cui rivolgersi per segnalare un bene in sofferenza per abbandono, scarsi fondi, dissesto idrogeologico, crolli, vandalismo, ecc.”, ha aggiunto Mariarita Signorini, presidente nazionale di Italia Nostra. “Ci siamo oggi confrontati con Carlo Cacace, segretario generale della Carta del Rischio dell’Istituto Superiore Conservazione e Restauro del Mibac, perché vorremmo far dialogare la nostra mappa georeferenziata di siti in pericolo con la Carta del Rischio, il più importante presidio a difesa del nostro patrimonio culturale”.

 

Centro Storico di Caltanissetta: segnalazione per la Lista Rossa

 

Indirizzo/Località: Centro storico di Caltanissetta

Tipologia generale: centro storico

Tipologia specifica: nucleo urbano

Configurazione strutturale: La città si colloca in posizione di rilievo, dominante l’intera Valle del Salso, al centro dell’Isola. L’abitato si sviluppa fra tre colli (Sant’Anna, Monte San Giuliano e Poggio Sant’Elia) che, disposti ad arco, formano una sorta di conca.

Epoca di costruzione: dal VII secolo a.C.

Uso attuale: centro abitato

Segnalazione: del 29 dicembre 2015 – Leandro Janni, presidente del Consiglio Regionale di Italia Nostra Sicilia – sicilia@italianostra.org

Motivazione della scelta: La storia di Caltanissetta è lunga e complessa: indigeni, greci, romani, bizantini, arabi, normanni, aragonesi, catalani, borboni si sono succeduti nel cuore dell’Isola, lasciando testimonianze architettoniche e urbanistiche significative, ancora leggibili.

Gli anni successivi all’unificazione d’Italia furono caratterizzati da una grande prosperità economica. Anni legati all’intensa attività estrattiva nelle miniere di zolfo. La città cresce e, tra Ottocento e Novecento, realizza gli edifici più importanti, ridefinisce la propria struttura amministrativa e urbanistica, accoglie nuovi abitanti.

Dagli anni Sessanta in poi, Caltanissetta si espande inesorabilmente, a macchia d’olio, sul territorio circostante, determinando di fatto l’abbandono degli antichi quartieri del suo centro storico. Oggi la situazione è grave, gravissima. Il patrimonio storico-abitativo è in disfacimento. Crolli, cedimenti si verificano sempre più spesso. Nessuna amministrazione, tra quelle succedutesi dagli anni Sessanta ad oggi, è stata in grado di elaborare e portare a compimento un progetto organico di recupero del centro storico. Una responsabilità pesante.

Leandro Janni – Presidente regionale di Italia Nostra Sicilia

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