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Gita-truffa per un nisseno 60enne in Perù: aveva versato un anticipo per visitare la Montagna dei sette colori che però è rimasta un miraggio

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Sono diventate un caso nazionale, con oltre 50mila visualizzazioni sul web, le vicissitudini del pensionato

 

Il viaggiatore ha denunciato un tour operator che gli aveva offerto un’escursione in una zona di montagna, intascandosi l’anticipo senza però fornire il servizio pagato. L’uomo, 60 anni, amante delle località che non rientrano nei classici itinerari organizzati, partito da Caltanissetta per trascorrere due mesi in Sud America con base a Lima, capitale del Perù, durante il soggiorno ha fatto tappa anche in altri luoghi famosi e, tra questi anche la città di Cuzco che spesso viene utilizzata dai turisti come punto di partenza per Machu Picchu, il sito Inca patrimonio dell’Unesco simbolo del Paese e conosciuto in tutto il mondo.

Il pensionato aveva preso accordi con un’agenzia del luogo per visitare un’altra zona suggestiva, la Montagna dei sette colori, a bordo di un bus e di un cavallo per arrivare in cima a circa 5.500 metri d’altezza. Così ha sborsato 160 soles, in moneta locale, l’equivalente di quasi 50 euro – parecchio se si considera che lo stipendio medio di un impiegato come un poliziotto è di circa 200 euro – accordandosi per la partenza dall’albergo alle 5 del mattino. Il tour operator però non si è presentato e il viaggiatore, dopo le rimostranze, ha chiesto indietro i soldi. Soldi che sono stati negati, anzi l’albergatore ha negato perfino che lui avesse prenotato l’escursione tramite reception. Insomma una truffa confezionata ad arte per i turisti.

A questo punto, però, il viaggiatore non si è dato per vinto: «Sono andato alla Tributaria di Cuzco che corrisponde alla nostra guardia di finanza – racconta – e ho denunciato la titolare dell’agenzia di viaggi “Carmen tours” di Cuzco. Stessa denuncia, per evitare che la prima venisse accantonata magari da qualche impiegato compiacente, l’ho presentata a Lima». Da qui è partito l’accertamento che è finito in sede di conciliazione in Tribunale dove l’agente di viaggio non si è presentata. Sono già scattati altri controlli fiscali, oltre naturalmente a una sostanziosa multa. Il pensionato nisseno, però, in concomitanza aveva contattato diverse testate giornalistiche peruviane – on line, cartacee e televisive – che hanno fatto a gara per intervistarlo lodando il suo gesto di denuncia che evidentemente, visto l’interesse generato, è piuttosto insolito in Perù.

L’uomo adesso è rientrato a Caltanissetta e ancora adesso viene contattato dal Perù per interviste. «La mia vicenda sembrerà banale a molti, che nel mio caso probabilmente molti avrebbero lasciato perdere accollandosi il raggiro. Invece io l’ho fatto proprio per evitare che altri turisti diventino vittime di episodi analoghi. Naturalmente sono consapevole di aver perso 50 euro dato che non mi saranno mai restituiti, ma almeno prima di truffare qualche altro turista ci penseranno due volte».

C’è anche un altro risvolto inquietante su questo episodio: uno dei giornalisti peruviani che si è occupato del caso, è stato minacciato pesantemente dall’agente di viaggio per aver diffuso la notizia, al punto che – temendo per la sua incolumità – ha dovuto sporgere denuncia alla polizia chiedendo protezione. (Enrico De Cristoforo per La Sicilia – foto needforgreen.it)

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