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FRA_TT_ALI, la terza opera letteraria della nissena Antonella Ballacchino

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FRA_TT_ALI è la terza opera di Antonella Ballacchino, medico nisseno con la passione per la scrittura e per la poesia.

Dopo “Empatica Estesìa” nel 2014 e “LUCE” nel 2018 arriva l’ultimo libro che propone, per la prima volta, una sezione dedicata alla prosa, o meglio ad osservazioni liriche scritte in prosa, pochi stralci d’osservazione che raccontano visioni.

Il titolo, apparentemente distante dal genere esposto, in realtà possiede spunti di riflessione sulla capacità di adattamento dei vari linguaggi esistenti a sfere semantiche quasi estranee agli stessi ma tanto intime da impressionare. 

“Casualmente, durante le mie osservazioni e i vari incontri lungo la vita, mi è parso estremamente coincidente, oltre che illuminante, il concetto del frattale accostato a quello di poesia. Scrivere versi significa descrivere visioni e le visioni rientrano nel concetto della ricorsione”, così Antonella Ballacchino, esprime la necessità di accostare inevitabilmente il concetto di Poesia al concetto di Frattale, ovvero di ricorsione. Gioca con le visioni, con le pareidolie e l’apofenìa in una raccolta di esperienze e d’ incontri nei quali inscindibile base d’impianto è la propria professione clinica di otorinolaringoiatra, la branca dei cinque sensi.

“Così lo scrivere immagini è fortemente correlato al concetto di pareidolìa e ancor di più di apofenìa (far vedere) proprio a giustificare la propensione inconscia che la mente possiede di mettere insieme ciò che è separato, perché nel sedimento buono di noi, tendiamo alla coesione”, afferma.

FRA_TT_ALI, dunque è una provocazione in termini, una scommessa dialogica tra il fisico, l’aleatorio ed il lirico. Le connessioni appaiono lineari e si può intravedere il concetto di autosimilarità. Il concetto viene anticipato già dalla copertina, opera pittorica di Noemi Ballacchino, nella quale le forme riportano ad una cascata di sinapsi.

“Ma tornando al titolo di questa silloge, mi sembra doveroso evidenziare come il nostro cervello, le sinapsi, dunque il pensiero sia un frattale, nella conformazione anatomica e nel suo prodotto: la memoria, la rappresentazione”, conclude Ballacchino.

Introduzione di Antonella Ballacchino

Non sono un fisico, né tanto meno un matematico. Non me ne vogliano, dunque, gli eruditi appassionati di tali materie, sulla scelta di questo titolo, apparentemente alieno, per una raccolta di liriche. 

Credo fortemente nel respiro universale di tante piccole frazioni di atti (inspirazione ed espirazione) capaci di ossigenare l’Esistere. Una ricorsiva vibrazione dentro tante piccole vibrazioni, all’infinito. 

Tutto questo armonico divenire paradossalmente emerge dal Caos, da questa inarrestabile entropia che diviene significazione della natura tutta. 

A primo acchito il Creato suscita il senso dell’essere struttura solida, tridimensionale, geometrica, in realtà si tratta di un insieme di materia informe agglomerata dall’energia cinetica. 

Il movimento ci rende solidi e ci regala una forma. 

Casualmente, durante le mie osservazioni e i vari incontri lungo la vita, mi è parso estremamente coincidente, oltre che illuminante, il concetto del frattale accostato a quello di poesia. 

Scrivere versi significa descrivere visioni e le visioni rientrano nel concetto della ricorsione.

Questa è una raccolta d’immagini e, rimettendo insieme le tessere di questi anni ricchi di commistione emotiva, mi sono impregnata di stupore scaturente dalle connessioni di sfere semantiche e personali opposte ma assolutamente coincidenti, l’«osservazione immotivata di connessioni [tra fenomeni accompagnata] da una precisa sensazione di anormale significatività» (Klaus Conrad).

Così lo scrivere immagini è fortemente correlato al concetto di pareidolìa e ancor di più di apofenìa (far vedere) proprio a giustificare la propensione inconscia che la mente possiede di mettere insieme ciò che è separato, perché nel sedimento buono di noi, tendiamo alla coesione.

Ma tornando al titolo di questa silloge, mi sembra doveroso evidenziare come il nostro cervello, le sinapsi, dunque il pensiero sia un frattale, nella conformazione anatomica e nel suo prodotto: la memoria, la rappresentazione.

Un oggetto frattale è una figura geometrica o naturale in cui un motivo formale si ripete nella sua struttura su scale diverse secondo il principio dell’autosimilarità o, come afferma Clifford Pickover, mediante «l’effetto matrioska». Il fenomeno affascinante dell’omotetia, infatti, si ritrova spesso anche in natura e negli organismi biologici e, dunque, anche nel corpo umano. Questa similarità scalante (in scale diverse), mi permetto di dire, scardina i concetti fermi della linearità e ne espande le possibilità. 

Tale processo di estensione delle forme si osserva in natura, grazie a strutture che coinvolgono un ampio intervallo di scale e che offrono una molteplicità formale caotica e irregolare: linee di costa, catene montuose, nuvole, stagni, galassie, crateri lunari, dentatura delle foglie, cristalli di ghiaccio, saette, fiumi, forme minerali, rami degli alberi, fiori, lumache, meduse.

Questo concetto, applicato al prodotto del pensiero, ovvero alla scrittura, risulta esilarante e forse onniscente.

Cosa esiste di più ricorsivo, autosimilare, caotico e apofenico della parola?

Rileggendo i miei stessi versi tutto questo l’ho riconosciuto, pur nel tentativo di effettuare svariate correzioni, il principio della ricorsione lo ritrovavo nella testa, sul foglio, nel gesto, nelle visioni.

I miei, dunque, sono frattali aleatori, naturalmente, e non matematici, lo considero più uno stile visivo frattale/apofenico basato sulla frammentazione caotica e dinamica dell’ordine visivo, della visibilità del visibile.

Conosciamo un po’ meglio Antonella Ballacchino attraverso la sua biografia: medico specialista in Otorinolaringoiatria, audiologia e foniatria, esperto qualificato in disturbi respiratori ostruttivi in sonno. Ha collaborato per diversi anni con il Consiglio nazionale delle ricerche di Palermo. Ha partecipato a numerosi congressi e corsi, anche in qualità di relatrice e tutor. Docente e tutor per il master EOS/DRS “Esperto qualificato in disturbi respiratori ostruttivi in sonno” a Bertinoro e a Lecce.

Presente in numerose pubblicazioni su riviste nazionali e internazionali. 

Ha svolto l’attività di medico palliativista per Samot (Società assistenza malati oncologici terminali) al domicilio dei pazienti e tale esperienza le ha dato una visione dell’essere medico decisamente introspettiva, diversa e nuova rispetto a quella esclusivamente clinica.

Durante il suo percorso formativo universitario la passione letteraria si intreccia irrimediabilmente con la voglia di poetare, pertanto fonda e dirige nel 2005 il primo giornale universitario “Primum” per tre anni, inserendo per la prima volta una rubrica dedicata all’arte e alle lettere nel contesto di una rivista dedicata alla medicina. Durante questi anni ha condotto interviste e recensioni su artisti e letterati come Aldo Gerbino, Paolo Ruffilli, Ugo Entità, Franco Spena, Sebastiano Milluzzo, Emilio Greco, Agostino Riitano. Da qui inizia l’esperimento di fusione tra scienza, linguaggio tecnico e lirismo, embricando i vari aspetti e imprimendoli in una ragnatela sensoriale fino allo spasimo, nell’intento di fermare il lettore ad osservare la scrittura e a renderla tridimensionale, coinvolgendo tutti i sensi, in una polisemìa che rende libera l’interpretazione. Nel 2014 crea una pagina di scrittura personale “Singhiozzi di_versi Amar_Anto” ad oggi con oltre 2700 followers. Presente, come coautrice, nell’edizione “Agenda di Poesia” 2017, 2018 e 2019; è stata autrice dell’introduzione al testo “Vivere in Assisi, natura e cultura dopo San Francesco” a cura di Francesco Coniglione e Loredana Cardullo (Università di Catania).

Ha partecipato a diversi eventi culturali con diverse relazioni in connubio tra arte e medicina: PKN (Pecha Kucha) “Lo specialista dei 5 sensi”, “Dalì e il So(g)n_no”, per citarne alcune. Presentazione dell’ Autore Agostino Riitano con il libro “Artigiani dell’Immaginario”. Autrice e attrice di un monologo teatrale per la performance con l’Accademia dei Persi “ Tu sei Parola”. In corso l’ arrangiamento di un testo per un brano in genere lirico-pop.

Curatrice di una rubrica on line di cultura “Logos & Imago”  all’interno del (nostro) giornale Caltanissetta Live dal 2019.

 

 

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