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“Ematologia: i pazienti annunciano lo stato di agitazione e programmano sit-in di protesta. Vogliono risposte certe e concrete”

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Riceviamo e pubblichiamo

I pazienti ematologici seguiti presso L’U.O.C. di Ematologia del presidio ospedaliero Sant’ Elia di Caltanissetta, che non passano normalmente “il tempo a raccontare storie” – cfr dott. Caltagirone in risposta alla pubblica denuncia delle Associazioni sulla gravissima condizione in cui versa il reparto – passano alle azioni: dichiarano lo stato di agitazione permanente.

Tre le questioni cruciali che hanno spinto pazienti e associazioni a scegliere la via della mobilitazione: la grave carenza di personale medico, la condizione di accorpamento del reparto di ematologia con quello di oncologia, che si protrae dallo scorso marzo e infine la “mala” gestione di un caso sospetto Covid.

Oggi l’Ematologia, unità operativa complessa unica in centro Sicilia, che assicura assistenza e cura a 1000 pazienti provenienti dalle province di Enna, Caltanissetta e Agrigento, conta su soli tre dirigenti medici ematologi su sette previsti in pianta organica. Tre dirigenti medici che devono assicurare turni per 24 h, 7 giorni su 7. L’ematologia dal 2017 ad oggi ha perso n. 4 unità mediche e dal 2017 ad oggi, in ben tre anni, nulla ha fatto la Direzione per integrare il personale.

Nel marzo scorso la Direzione, facendo sulla carta di necessità virtù, ha preso la decisione di procedere – in piena pandemia mondiale – all’ accorpamento del reparto di ematologia con quello di oncologia. Non solo si è proceduto ad accorpare due reparti con pazienti immunodepressi, si è scelto altresì si trasferire l’ ematologia dal secondo al quarto piano: quarto piano ospitante la sala intensiva Covid-19. Pazienti stipati in stanze di insufficiente metratura per garantire il distanziamento anti-contagio previsto dai Decreti del Presidente del Consiglio e dalle ordinanze del Presidente Musumeci. Pazienti che hanno atteso in sale d’aspetto – corridoi- contigue agli ascensori e ai percorsi utilizzati per i casi Covid-19, continuamente esposti al rischio contagio. Solo oggi si fanno i tamponi ai pazienti che si recano in reparto per accesso alle terapie continuative, dopo due mesi in cui i pazienti hanno miracolosamente scampato il pericolo. Oggi sono state rinviate le terapie trasfusionali e chemioterapiche, che durante i due mesi precedenti si sono svolte come se nulla fosse, perché bisogna attendere l’esito negativo del tampone. Paradossale!

La terza questione, la più delicata e spinosa, riguarda la mancata risposta ai chiarimenti richiesti formalmente tramite apposita nota, circa la “mala” gestione di un caso sospetto Covid-19. Un paziente oncologico – deceduto il giorno dopo – in attesa di avere i risultati di tac e tampone, era stato riportato in reparto, mettendo con estrema superficialità a rischio la già precaria salute dei pazienti immunodepressi ricoverati e in terapia Dh.

Vista l’inefficacia dei tentativi di interlocuzioni, l’ultimo dei quali avvenuto lo scorso dicembre, viste le disattese promesse di impegno prese dal Direttore Generale e le note inviate tramite pec, neanche assunte in protocollo, le Presidenti delle Associazioni AIL sez. di Caltanissetta e A.per.T.E. – Ass. per la Tutela delle Emoglobinopatie – annunciano lo svolgimento di un sit-in di protesta presso la Direzione Generale in data martedì 16 Giugno.

Al presente sit-in le associazioni invitano i pazienti, i caregiver, tutta la cittadinanza, che si è mostrata sensibile alla notizia della paventata chiusura del reparto di ematologia.

Le associazioni auspicano ad un intervento congiunto dei Sindaci dei Comuni i cui pazienti affluiscono al centro di Ematologia, unico in grado di garantire diagnosi, cura e assistenza in centro Sicilia, al fine di impegnarsi nel garantire la salvaguardia e il potenziamento del reparto.

 

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Un pensiero riguardo ““Ematologia: i pazienti annunciano lo stato di agitazione e programmano sit-in di protesta. Vogliono risposte certe e concrete”

  • 14 Giugno 2020 in 12:33
    Permalink

    A che ora è previsto, il sit-in è dove si ci deve far trovare.

    Risposta

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