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Coronavirus, 180 italiani bloccati da 40 giorni in Argentina: tra questi degli agrigentini. Familiari chiedono l’intervento del Governo per farli rientrare

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(ANSA) – AGRIGENTO, 27 APR – Centottanta italiani bloccati a Buenos Aires da 40 giorni, rimasti senza soldi e vestiti perché l’estate ha lasciato spazio all’autunno inoltrato, continuano a non poter tornare a casa. I voli sono stati tutti cancellati, quelli nuovi fissati da Alitalia hanno un prezzo superiore di circa 8 volte e alcuni sono stati annullati. Intere famiglie sono rimaste bloccate nella capitale argentina dove sono costrette a pagare l’albergo e contrarre prestiti nella speranza di rientrare in Italia. “E’ un problema che chiediamo venga direttamente affrontato e risolto dal governo nazionale – ha detto l’avvocato Giuseppe Scozzari, da settimane impegnato nel tentativo di far rientrare ad Agrigento la madre e i cugini, con rispettiva famiglia, in città -. I pochi che sono riusciti a rientrare hanno dovuto pagare all’Alitalia biglietti aerei carissimi. Ringrazio Leoluca Orlando, sindaco di Palermo e presidente dell’Anci Sicilia, che ha sollecitato Palazzo Chigi ricevendo assicurazione di massima attenzione anche da parte dell’Unità di Crisi della Farnesina”. “Mia madre – racconta Scozzari – è partita il 5 marzo insieme ai miei cugini, marito e moglie incinta al settimo mese, e i loro due figli. Erano andati a trovare mia zia, la sorella di mia madre, prima che scoppiasse il caos nel mondo. L’arrivo non è stato dei più incoraggianti. Il governo argentino ha imposto la quarantena a chiunque arrivava dall’Italia. Finito l’isolamento per gli italiani, è iniziato quello riservato a tutti gli argentini. Da 40 giorni in pratica è reclusa in casa”.

Gli italiani sono rimasti anche senza vestiti perché i negozi sono chiusi e non possono comprare abiti adeguati al cambiamento del clima autunnale.
Ad ogni modo, secondo quanto si apprende, il Governo si sta muovendo per sbloccare altri voli. Per quanto riguarda l’Argentina, hanno fatto sapere di recente fonti della Farnesina, sono ben oltre 500 gli italiani già rientrati in sicurezza nelle ultime settimane; di questi, 407 hanno fatto ritorno proprio da Buenos Aires il 23 marzo 2020 grazie a diversi voli speciali Neos, organizzati sempre dietro impulso dalla Farnesina, al prezzo di sole 65 euro a persona.
Ciononostante, gli ultimi viaggi hanno visto gli aerei rientrare con un numero di prenotazioni del tutto marginale rispetto alla capienza del velivolo messo a disposizione. In questa cornice, si evidenzia peraltro come la Farnesina – non avendo alcuna diretta competenza sul costo dei biglietti aerei per gli italiani che vogliono rientrare in Italia – non abbia mai mancato di esprimere la propria preoccupazione circa quei voli che hanno invece registrato un costo dei biglietti superiore al valore di mercato.

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