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Caso Saguto, l’Università Kore di Enna e la Regione Sicilia chiedono di costituirsi parte civile

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C’è anche l’Università Kore di Enna, insieme alla Regione Sicilia e alla Federazione antiracket italiana (Fai) a chiedere di costituirsi parte civile nel processo per le presunte irregolarità nella gestione dei beni confiscati da parte della sezione misure di prevenzione del Tribunale di Palermo all’epoca in cui quest’ultima era presieduta dalla giudice Silvana Saguto. Le richieste di costituzione di parte civile sono state avanzate oggi, nell’udienza di apertura del processo e su di esse dovranno inerloquire i difensori degli imputati. L’avvocato Carmelo Peluso, che insieme all’avvocato Giuseppe Dacquì assiste l’ex prefetto di Palermo Francesca Cannizzo, si è opposto alla costituzione di parte civile della Regione Sicilia e del Fai.

Nel calderone dell’inchiesta, oltre alle presunte irregolarità nell’affidamento di incarichi come amministratore giudiziario di proprietà sequestrate, c’è anche la vicenda dei presunti favoritismi da parte di docenti dell’università ennese (assistita dall’avvocato Antonio Impellizzeri) ai figli della stessa Saguto in cambio di altri favori. Le accuse contestate a vario titolo agli imputati vanno da associazione a delinquere, a corruzione, abuso d’ufficio, falso, truffa, induzione indebita a dare o a promettere utilità, peculato, riciclaggio, rivelazione e utilizzo dei segreti d’ufficio, favoreggiamento.

Sulle richieste di costituzione di parte civile, avanzate inoltre da alcune aziende che sarebbero state danneggiate, il Tribunale (presidente Andrea Catalano, giudici a latere Valentina Balbo e Salvatore Palmeri) decideranno il prossimo 31 gennaio, nell’udienza prevista all’aula bunker del carcere “Malaspina” di Caltanissetta. Il Tribunale, inoltre, dovrà valutare se riunire il processo in cui sono imputate 14 persone a quello in cui è imputato, per la stessa vicenda, l’avvocato e amministratore giudiziario Gaetano Cappellano Seminara, tra coloro che sarebbero stati favoriti. Questi aveva chiesto il giudizio immediato, andando direttamente davanti al Tribunale collegiale, saltando il “filtro” dell’udienza preliminare. La richiesta di riunione dei due processi è stata preannunciata dai pm Maurizio Bonaccorso e Claudia Pasciuti, ma prima i giudici devono decidere sulle richieste di costituzione di parte civile.

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