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Musica e virus, la città in quarantena

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Siamo in quarantena, tutti a casa come fossimo ai domiciliari.
E forse la situazione risulta un pò più pesante a chi riusciva a trovare una qualunque valvola di sfogo che adesso non esiste più.
Così qualcuno ha iniziato a scrivere a casa, a dipingere da casa, altri fotografano da casa, giusto per provare a dare un senso di continuità alle proprie giornate e una parvenza di normalità, ognuno con la propria arte e le proprie passioni.

Quale modo migliore per noi se non la musica? La musica, la medicina dell’anima e della mente. Oltre all’indiscussa efficacia ricreativa, di cui godiamo da circa 60mila anni, la musica possiede delle potenzialità terapeutiche di cui parlavano già Platone e Aristotele.

Non importa poi se si fa con uno strumento o si ascolta solamente, l’importante è allietare le nostre giornate.
E’ per questo che ho chiesto ad alcuni amici di descrivere, con parole loro, come stanno affrontando la quarantena con l’aiuto di qualcosa che, so per certo, loro amano.

Per qualcuno è un hobby, per qualcun altro un lavoro, per altri un modo per affrontare questo periodo senza perdere il contatto con gli altri, con i propri strumenti, a volte adattati da quello che si trova in casa, altro che creatività, in alcuni casi siamo addirittura andati oltre!

Inizio con le mie personali riflessioni, a seguire quelle degli amici che hanno prestato il proprio tempo ed il proprio contributo che vuole essere insieme un messaggio di incoraggiamento a dare sempre sfogo alla propria creatività e al proprio pensiero libero.
Contemporaneamente li ringrazio tutti nella speranza che i video “casalinghi” realizzati sempre con non poche difficoltà, a prescindere dalla qualità, siano un inno all’arte che ogni essere umano ha dentro e alla voglia di fare e di esprimersi, sempre e comunque.

Danilo Drago

Danilo Drago
Danilo Drago

La mia valvola di sfogo era, ed è tutt’ora la mia band, con cui riesco a tenermi in contatto grazie alla tecnoogie e alla rete.
Una volta a settimana si entrava in sala prove ed ogni tanto un live, niente di fenomenale ovvio, giusto qualche concertino per trascorrere una serata diversa tra amici, principalmente in locali di proprietà di amici e suonando giusto per divertirci. Adesso che non si può più quella routine mi sta mancando davvero moltissimo.
Dobbiamo tutti rimanere a casa per il bene di tutti, dicono, ma penso che neanche una quarantena non può in alcun modo limitare fantasia e creatività.
Mi sono messo a suonare a casa la mia chitarra allora, ma non mi bastava, da soli non è lo stesso, non può esserlo.
Così mentre assistevo a canti, suoni, cori sui balconi e finestre di tutta Italia e altre iniziative nate sui social ho pensato che bisognava in qualche modo trovare da fare qualcosa per tenerci allegri.
Così ho pensato di coinvolgere alcuni amici, tutti musicisti per passione e tutti con la passione per il rock.
Io volevo continuare a suonare, anche senza avere un contatto, viste le restrizioni, e così ho pensato di coinvolgere alcuni amici per suonare insieme a distanza nell’idea del Rocknissetta All Star.
Per fortuna hanno aderito in diversi, ognuno coi propri tempi, con passione e voglia di fare.
Con il solo obiettivo di regalare un sorriso, in un momento come questo spero che sia davvero servito a rallegrare per cinque minuti le giornate degli “spettatori” tenendo occupati mentalmente quelli che hanno suonato.
Al momento siamo riusciti, sempre con il poco tempo che ognuno ha, a registrare un paio di video, ma in verità spero possa non finire qui, ci sono nellaria un paio di idee da mettere sul piatto, prima fra tutte quella di riuscire, nel momento in cui si potrà tornare a suonare all’aperto ed in mezzo alla gente, ad organizzare una rock jam a cui possano partecipare tutti quelli che si sono prestai ai video.
Al momento restiamo a casa, ma non smettiamo di suonare. A presto.


Danilo Lapadura

Danilo Lapadura
Danilo Lapadura

COVIDrum – 19: Questa è un breve storia vera. Eh già, è stato facile sin adesso, le cose erano per noi tutti cose normali. Oggi un ricordo di immagini, parole, odori, sensazioni tattili… per molti, forse resterà un silenzio assordante…
Per noi categoria musicisti, per alcuni gli sfigati, senza un lavoro vero, per noi, questo silenzio, è stato interrotto dalla presenza della nostra musica.
Compagna di viaggio in qualsiasi Direzione e Destinazione. Noi, la musica l’abbiamo dentro la nostra testa. Non c’è bisogno di avere uno strumento a casa per produrla, ci pensa il nostro DNA. Salviamo la Specie.
A volte capita che l’istinto primordiale di un batterista stravolga la situazione, e dopo aver continuato a suonare solo con la propria mente, per un mese, si un mese, ne materializza un pezzo di essa, tra un divano e un mobile di casa, in pieno ritorno acustico di cassa, rullante e charleston, generato da un salone adibito ad altro.
Ho fatto così. La musica dal vivo nel silenzio…
Iniziano le chiamate in video chat con gli amici musicisti: “Suoniamo un brano?”
– “Si, ma come? non ho la strumentazione necessaria !!!”
-“Ma si, arrangiamoci… non è un concerto!”
– “Fantastico !!! come viene viene… l’importante è stare vicini…!”
Inizia il cazzeggio…
– “Mandami i bpm…
– “Non si vede…”
– “Distorce…”
– “Futtitinni…”
Niente di più terapeutico che io abbia sperimentato sulla mia pelle.
Il Covid – 19 da ora in poi COVIDrum – 19, un’emergenza divenuta opportunità alla ricerca di noi stessi nelle altre dimensioni… a volte nascoste, inesplorate… ri-incontraci dove ci eravamo lasciati.
E poi la didattica, fare lezioni di batteria a distanza non è agevole, non tutti gli allievi hanno le attrezzature o le conoscenze necessarie per affrontare con serenità gli steps successivi.
Concludo, la tecnologia ci è venuta incontro, abbiamo tutti il bisogno dei social network e le dirette con Zoom o House Party ,
MA DAL VIVO È COOME DAL VIVO… IL RAPPORTO CON IL PUBBLICO E TUTT’ALTRO. PUOI RAGGIUNGERE 100.000 SPETTATORI, MA NON È LA STESSA COSA.
Il mio pensiero ai gestori dei locali, manager, e altri imprenditori del settore.
Ripartendo da zero, il rapporto con le band e gli artisti sarà tutto riorganizzato, dai cachet a tutto il resto.
Io sarò in prima linea a sostenerli.
Al mio amico Danilo Drago


Carlo Gibiino

Carlo Gibiino
Carlo Gibiino

Il linguaggio della musica è universale per tutte le generazioni e tutte le nazioni. Nelle ultime settimane, gli italiani prima e tutto il mondo dopo, hanno abbracciato il linguaggio della musica come mezzo per comunicare con i loro vicini e sopportare la devastante e incessante marcia del covid-19.
Le persone che cantano dai balconi durante una quarantena fa parte di una lunga tradizione nell’uso della musica per combattere la paura, dal VII secolo a.C, alla cosiddetta “Black Death” un epidemia che tra il 1347 e il 1352, in soli cinque anni, si portò via almeno 20 milioni di persone, un terzo della popolazione europea di allora.
Dall’antico Egitto alla Grecia, la musica è stata sempre uno strumento affidabile per la guarigione spirituale e il legame sociale per migliaia di anni in periodo di malattia.
Quando la peste colpì Sparta nel VII secolo a.C., i leader della città chiesero al poeta Talete di cantare inni per scacciarla.
Nell’estate del 1576, la peste di San Carlo devasta gran parte dei territori del nord Italia, temendo il contagio, tutte le riunioni religiose e non solo furono bandite. Ma quando si tratta di musica – nulla può ostacolare la gente.
A seguito di una chiamata ad andare in chiesa nello spirito, la popolazione lancia un atto collettivo di sfida sociale e musicale.
Le finestre vengono aperte, le porte sbloccate e i balconi riempiti da migliaia di uomini, donne e bambini che iniziano a cantare.
Così oggi, in piena crisi da Coronavirus, gli italiani in quarantena, escono sui balconi dei loro condomini, per cercare una connessione. Si cantano inni locali, canzoni famose o popolari.
Guardare queste manifestazioni di solidarietà condivise sui social media, è stato un balsamo in questi tempi di allontanamento sociale, ispirando le persone in tutta Europa a seguirne l’esempio.
Gli italiani che cantano tutti insieme colpisce e unisce, e l’emozione arriva. Ci sentiamo tutti più uniti in questo momento, tutti più vicini. E tutto questo grazie alla musica.
Così fanno anche i musicisti famosi che cercando di affrontare questa “nuova normalità”, da COVID-19, hanno portato in tutto il mondo, la loro musica facendo il possibile per garantire ai fan di poter ancora ascoltare la musica preferita live senza uscire da casa.
E così abbiamo fatto anche noi, io ed altri amici appassionati di musica, che abbiamo unito le nostre corde, strumentali e vocali, in un unico coro, sollevandoci il morale e dandoci qualcosa da fare, qualcosa di creativo e divertente.


Cinzia Milazzo

Cinzia Milazzo
Cinzia Milazzo

Durante questa quarantena, la musica ha continuato a far parte della mia vita, come sempre.
La musica, le canzoni, sono sempre parte di ricordi, si associano spesso a fatti e persone.
In questo periodo la mia colonna sonora è ufficialmente “Heroes” nella versione dei Motörhead, ma anche “And justice for all” dei Metallica, ” One” e “Ordinary love” degli U2… ma spazia anche nel cantautorato italiano con “Povera patria” di Franco Battiato.
Credo che ognuno di noi ricorderà questo periodo associandolo ad una o più canzoni e riaffiorerà tutto lo stato d’animo di questi giorni ad ogni ascolto. La musica in fondo è questo. Sentimenti, sensazioni, dissensi, denunce, angosce, battaglie, vittorie… inni.
In questo periodo, grazie all’amico Danilo Drago, abbiamo creato un gruppo WhatsApp nel quale ci siamo coordinati per realizzare video, rigorosamente ognuno da casa propria, per sentirci più vicini, dare sfogo alla passione per la musica (diciamo in tutta onestà che loro suonano e cantano davvero, chi più spesso, chi meno, mentre io ho sempre cantato solo sotto la doccia), ma è stato uno dei momenti più sereni di questa quarantena.
Due sono finora le canzoni all’attivo di questa band (che non esiste! 😬) e spero davvero ce ne saranno altre, ci tiene uniti, impegnati e non ci abbruttisce, anzi, ci diverte.
Immagino che la mia Playlist di questa quarantena sia solo all’inizio.


Manuel Scarano

Manuel Scarano
Manuel Scarano

I musicisti e la quarantena, è un dato di fatto che questi due elementi non sempre riescono ad andare d’accordo.
Da una parte la voglia di evasione, ribellione e libertà degli artisti in genere, dall’altra gli obblighi di dovere rispettare delle costrizioni dettate dal momento.
Alcuni, esattamente come noi, hanno approfittato di questi giorni di “stop” per concentrarsi sulla propria crescita artistica.
Ed è in questo contesto che abbiamo realizzato video dal gusto assolutamente goliardico mettendo la nostra arte a favore di qualche attimo di spensieratezza.
Tutto questo senza mai perdere di vista obbiettivi ben più importanti; l’associazione FM.wave ha potuto, grazie allo Smart working, portare avanti una serie di lavori commissionati prima che iniziasse tutto questo, lavori che in condizioni normali avrebbero richiesto decisamente più tempo.
Quindi, se da una parte, e in qualche modo, si ha avuta la possibilità di continuare a coltivare i propri interessi lavorativi, dall’altra siamo riusciti a ritrovare, nella musica, la parte divertente che è sempre stata alla base del nostro essere “musicisti”.


Alcuni video pubblicati sui social nei giorni scorsi

Nella #ZonaRossa noi suoniamo per far passare in qualche modo questi giorni di quarantena facendo ciò che ci piace. Un grazie va a Carlo Gibiino Alessandro Giugno Luca Drago Graziano Scalia Daniel Ferrara Peppe Di Francisca Stefano Di Francisca Cinzia Milazzo Pietro Amico...

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