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Lavoro. Lo Snalv confsal incontrerà l’assessore regionale al Lavoro sulla sospensione del Rmi per i beneficiari del Rdc

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Lo Snalv confsal comunica che giorno 18 febbraio sarà presente in V commissione “Cultura, formazione e lavoro” per i seguenti punti all’ordine del giorno:

audizione dell’assessore regionale della Famiglia, delle politiche sociali e del lavoro in merito alla sospensione del Reddito minimo di inserimento (Rmi) per i soggetti beneficiari del Reddito di cittadinanza (Rdc).

A seguito dell’incontro che si terrà il 18 febbraio all’Assemblea regionale siciliana, V commissione, alla presenza dell’ assessore regionale per la Famiglia, le politiche sociali e il lavoro in merito alle problematiche dei soggetti fruitori del Rmi, il sindacato Snalv Confsal, sottolineerà l’importanza del ruolo svolto da questa categoria di lavoratori all’interno delle rispettive amministrazioni comunali, sottolineando come una interruzione della loro esperienza lavorativa, anche se per poche settimane, metterebbe in grosse difficoltà le amministrazioni nell’erogare tutti i servizi che vengono garantiti grazie alla presenza degli stessi.

“Lo Snalv confsal farà emergere che il carico economico grava, al momento, sul bilancio della Regione Sicilia, di conseguenza il mancato prosieguo delle loro attività, costringerebbe i Comuni ad esternalizzare tali servizi utilizzando propri fondi che graverebbero sui loro, già precari, bilanci”, si legge nella nota inviata dal sindacato.
“Inoltre, tenuto conto del fatto che il progetto impegna circa mille lavoratori nelle province di Caltanissetta ed Enna, che da circa 20 anni svolgono mansioni essenziali presso i Comuni di appartenenza, vi è la necessità di predisporre, tramite la commissione Finanze e lavoro, un piano economico finanziario per la stabilizzazione degli appartenenti alla categoria. Ancora, ormai, la L.r. 5/2005 è una trappola senza nessun beneficio tangibile, perché basata su vincoli patrimoniali, altra ingiustizia perpetrata nei confronti di una categoria che sta subendo gravi penalizzazioni a questi soggetti, infatti, sono state bloccate nel 2015 le somme già erogate in passato per i componenti del nucleo familiare”, continua la nota.
“Il segretario del comparto Carmelo Oliveri, sottolineando come l’integrazione per il nucleo familiare dell’indennità di cui all’articolo 1, comma 3, della legge regionale 19 maggio 2005, n 5, non può superare, per ciascuno dei soggetti beneficiari, l’importo percepito per tale finalità al 31 dicembre 2015, lamenta una ulteriore penalizzazione per questi soggetti che, certamente, non godono della giusta attenzione da parte di chi, nella società, è chiamato ad attenuare simili situazioni di disagio”.
“La segreteria provinciale, chiederà agli interessati, nella persona dell’ assessore alla Famiglia e al lavoro e di tutti i componenti della V Commissione, di predisporre una rinforma che sia finalizzata a trovare una soluzione definitiva che vada nella direzione della stabilizzazione e del riconoscendo della categoria lo status di lavoratori con un Ccnl”, conclude la nota.

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