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Anas, arresti in mezza Sicilia. Coinvolti imprenditori e funzionari: anche a Caltanissetta

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Corruzione, scattano nuovi arresti della Guardia di Finanza, sono coinvolti funzionari dell’Anas, area compartimentale di Catania e imprenditori di Palermo, Caltanissetta e Agrigento, tutti indagati, “in concorso – scrivono gli inquirenti – per corruzione perpetrata nell’esecuzione dei lavori di rifacimento di strade statali della Sicilia orientale e centrale”.
Si tratta della seconda parte dell’operazione Buche d’oro, eseguita sotto il coordinamento della Procura di Catania, che ha già portato all’arresto di alcuni dirigenti Anas che, dopo l’esecuzione della misura, hanno iniziato a collaborare.

L’INDAGINE – Ci sono mesi di registrazioni agli atti della Procura e i verbali di funzionari Anas e imprenditori.

Al centro delle mazzette ci sono l’ingegnere Giuseppe Romano e i geometri Riccardo Carmelo Contino e Giuseppe Panzica, già fermati a settembre, oggi nuovamente raggiunti da una misura cautelare (arresti domiciliari). In carcere è andato il geometra Gaetano Trovato. Interdetto per un anno l’ingegnere Antonino Urso.

Uno di loro, in particolare, ha deciso di collaborare, si tratta dell’ingegnere Giuseppe Romano, classe 1971, responsabile manutenzione programmata dell’area tecnica compartimentale di Catania dell’Anas, dalla quale dipendono tutti gli appalti della Sicilia orientale. Romano è finito agli arresti domiciliari, misura corrispondente, come richiesto dalla Procura, alle “esigenze cautelari” che, nel suo caso, sono affievolite, visto che “ha reso un’ampia confessione disvelando la rete corruttiva – ha ribadito la Procura – nella quale erano coinvolti anche altri funzionari dell’Anas e numerosi imprenditori”.

Il mercimonio e la dazione delle ulteriori tangenti trovavano linfa in illegittimi risparmi di costi consentiti alle imprese che, in accordo con capi centro, capi nucleo e R.U.P. dell’Area Tecnica Compartimentale di Catania (ANAS), scovavano, tra le pieghe dei capitolati tecnici dei lavori loro affidati, ampi margini di “manovra” individuando le lavorazioni da non effettuare o da realizzare solo in parte; i pubblici ufficiali coinvolti così piegavano i loro poteri discrezionali di vigilanza e controllo orientandoli al perseguimento di scopi criminali, in totale dispregio dei rilevanti interessi pubblici in gioco. Il profitto conseguito era pari a circa il 20% dei lavori appaltati e veniva assegnato per un terzo ai dipendenti ANAS corrotti e, per la parte restante, restava nelle casse dei corruttori.

I NOMI È stato tratto in arresto e condotto in carcere:

il geometra Gaetano Trovato (cl.1965), dipendente A.N.A.S., Capo Nucleo B del Centro di manutenzione A dell’Area Tecnica Compartimentale, competente nella manutenzione ordinaria e straordinaria della SS 192 della Valle del Dittaino (EN) e SS 284 (Occidentale etnea).

Sono, invece, stati posti agli arresti domiciliari:

Salvatore Truscelli (cl.1963), rappresentante legale della “TRUSCELLI SALVATORE SRL” con sede a Caltanissetta;

Pietro Matteo Iacuzzo(cl. 1969), rappresentante legale della “ISAP SRL”con sede a Termini Imerese (PA);

Roberto Priolo (cl.1971), rappresentante legale della “PRIOLO SRL” con sede a Ciminna (PA);

Calogero Pullara (cl.1979), titolare dell’omonima ditta individuale, con sede a Favara (AG).

Destinatario della misura dell’interdizione dall’esercizio di pubblico ufficio per la durata di un anno, l’ingegnere Antonino Uuso (cl. 1980), Capo Centro Manutenzione “A” dell’Area Compartimentale ANAS di Catania competente alla manutenzione ordinaria e straordinaria delle seguenti arterie stradali: S.S. 121 Catanese, S.S. 575 di Troina, S.S. 192 della Valle del Dittaino, S.S. 284 Occidentale Etnea, S.S. 288 di Aidone (EN), S.S. 385 di Palagonia (CT), S.S. 117BIS Centrale Sicula, S.S. 417 di Caltagirone (CT).

LE INDAGINI – Le indagini sono state eseguite dal nucleo di polizia economico tributaria sotto il coordinamento del dipartimento di indagine sui reati della pubblica amministrazione, oggi guidato dal procuratore aggiunto Agata Santonocito e composto, tra i tanti, dal sostituto Fabio Regolo che ha retto il gruppo di indagine dopo la nomina al Csm del procuratore Sebastiano Ardita.

Il 21 settembre, in flagranza di reato sono stati arrestati Riccardo Carmelo Contino, capo centro manutenzione dell’Anas, area compartimentale di Catania e il geometra Giuseppe Panzica, capo nucleo B del centro di manutenzione Anas etneo. Le cimici della guardia di finanza li hanno filmati proprio mentre incassavano e si spartivano una tangente di 10mila euro, frutto di un appalto eseguito, sostanzialmente, frodando lo Stato: con l’importo destinato a 24 chilometri della strada statale 114, ne sono stati realizzati appena 2. Il procuratore di Catania Carmelo Zuccaro aveva annunciato che gli indagati fossero “decine”.

Fonte articolo di Antonio Condorelli, LiveSicilia – Catania

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