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VIDEO. Dall’arte ai ricordi, la seconda giornata di “Sicilia Dunque Penso” abbraccia la Provvidenza

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Il quartiere Provvidenza con la piazzetta antistante la Chiesa fanno da cornice alla prima parte del secondo pomeriggio di “Sicilia Dunque Penso”. La scalinata della Chiesa Santa Maria della Provvidenza, quasi come un palco naturale, abbellito da decorazioni floreali grazie alla collaborazione del Club Garden La Ferula, ha accolto gli ospiti a partire dalle 18:00. Il festival della cultura richiama i curiosi, gli esperti, gli appassionati di arte, architettura in un luogo che fa parte della storia della città. Sicilia Dunque Penso si sposta nel quartiere Provvidenza, uno dei più antichi di Caltanissetta, con tutte le sue potenzialità, speranze e nonostante le difficoltà anche progetti, che guardano ad una sua possibile rinascita. Ad aprire l’incontro, dopo i saluti di Marcella Natale, Presidente dell’Associazione Sicilia Dunque Penso, il docente dell’Università Kore di Enna Nino Arrigo che ha focalizzato l’attenzione sul tema del genius loci, parlando di mito, identità, ma anche di glocalizzazione. “Il campanilismo è purtroppo una cosa da scongiurare – sottolinea il docente Arrigo – è per questo che a mio avviso oggi il genius loci, sulla scorta di quel concetto di glocalizzazione, deve dire a voce alta think local act global, o se vogliamo viceversa, pensare globale e agire locale, però con una dialettica”. Spiega la città e soprattutto il concetto di città ideale l’architetto Alfonso Cardinale. “Con l’avvento della rivoluzione industriale si sono rotti gli equilibri anche urbani”, afferma facendo riferimento anche all’accrescimento delle periferie, “la periferia che ha stritolato l’essenza del vecchio centro – prosegue l’architetto – marginalizzando il centro, il centro in cui l’uomo riconosceva sé stesso e il suo esserci”. Coinvolgente l’intervento di Antonio Presti. Il Presidente della Fondazione Fiumara D’Arte, guardando gli edifici che circondano la piazzetta della Provvidenza ha parlato di bellezza. “Questo è un luogo della contemporaneità –  osserva Presti – è un luogo che potrebbe, in nome della trasformazione e anche di una visione di trasformazione e se restituito, magari anche con altri linguaggi, anche le stesse pietre, ha un valore di bellezza, di rinascita, di rigenerazione”. La rigenerazione sottolinea “parte sempre dalle istanze della materia”. Antonio Presti ha anche offerto spunti di riflessione e raccontato le sue esperienze e le sue intuizioni come nel caso di Fiumara d’Arte. L’incontro, svoltosi grazie alla preziosa collaborazione dell’Ordine degli Architetti di Caltanissetta, del Parroco e del Comitato di Quartiere, si è concluso con l’intervento di Mario Cassetti, Dirigente dell’I. C. Vittorio Veneto. L’evento, organizzato dall’associazione Sicilia Dunque Penso in collaborazione con il Comune di Caltanissetta, la Pro Loco nissena e anche l’Ufficio Scolastico Regionale per la Sicilia, Ambito Territoriale per la Provincia di Caltanissetta e Enna per quanto riguarda la sezione “Spazio Scuole”, torna poi in Corso Umberto per gli ultimi due appuntamenti della giornata. Lo scrittore e giornalista Roberto Alajmo ha risposto alle domande sul suo romanzo “L’estate del ’78” poste dalla giornalista Rosa Guttilla. La storia di un addio alla madre, un dramma che ha segnato la sua vita e sul quale indaga, un dolore che decide di condividere con i lettori dipingendo pezzi del proprio passato e della propria famiglia, inserendo nel libro anche le pitture realizzate dalla madre o le foto scattate dal padre, mettendo nero su bianco i propri ricordi. “La necessità era quella di impacchettare il dolore, metterlo fuori dalla porta e cercare di non pensarci più”, confessa Roberto Alajmo. Davanti al pubblico, presente nell’area pedonale del centro storico nisseno, lo scrittore fa riferimento anche al figlio, agli insegnamenti che dalla madre ha ricevuto e alle leggi della felicità. “Il sogno dell’antimafia genera mostri?”, questa la domanda che introduce il tema affrontato dal giornalista Giacomo Di Girolamo. Lo stesso nel suo intervento, fatto anche di un velo di ironia e di provocazioni, ha letto alcuni brani del suo libro “Contro l’antimafia”, parlando così della sua giovinezza e delle stragi del ’92, ma anche di come viene affrontata l’educazione alla legalità nelle scuole, di responsabilità e coscienza. “La lotta alla mafia non ha bisogno né di sogni né di eroi – conclude Di Girolamo e aggiunge – ha bisogno di noi e noi non ci siamo più, perché nel frattempo siamo diventati pubblico, abbiamo delegato e invece la lotta alla mafia ha bisogno di ognuno di noi, delle nostre aspirazioni, di ciò che vogliamo essere e diventare ogni giorno. Ha bisogno della nostra limpida coscienza civile, della nostra ferma determinazione, che per me innanzi tutto significa lotta politica nel senso più bello e pieno della parola e soprattutto lotta di civiltà”. E così si arriva alla parte finale della manifestazione. La terza giornata della V edizione di Sicilia Dunque Penso continua ad inondare il centro storico di letterati, docenti, scrittori, giornalisti, le loro idee, esperienze, romanzi e poesie. Alle 18:00 la scrittrice Rosalba Perrotta presenta con Marcella Romano “L’uroboro di corallo”. Alle 19:00 sul palco ci saranno anche l’attrice Miriam Candurro e lo scrittore Massimo Cacciapuoti  per la presentazione del romanzo dal titolo “Vorrei che fosse già domani” con la giornalista Ivana Baiunco. Attesa in città la scrittrice Catena Fiorello, nonché autrice e conduttrice televisiva che parlerà del suo romanzo “Picciridda”. La serata si conclude con un reading di poesie sulla Sicilia alle ore 21:00,  introdotto da Cettina Flaccavento in presenza del poeta e saggista italiano Roberto Deidier.

Ai nostri microfoni Milena Avenia (associazione “Sicilia Dunque Penso”) e Antonio Presti (presidente fondazione Fiumara D’Arte):

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