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Caltanissetta. Dubini da centro diurno Alzheimer a ospedale Covid: l’associazione Familiari Alzheimer esprime dubbi

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“Nel giro di pochi giorni mi ritrovo a leggere ben due articoli in cui si propone la riconversione del Dubini in un centro Covid. Struttura ad oggi utilizzata solo per una parte dal CED e dal 118. A tal fine in qualità di presidente dell’Associazione Familiari Alzheimer di Caltanissetta mi urge fare delle precisazioni.
Non tutti forse sanno che ci sono dei finanziamenti stabiliti per la conversione del Dubini in una REMS, ovvero in un centro di massima sorveglianza che accoglie criminali con problemi psichici, come stabilito nel Decreto del Ministero della Salute del 7 dicembre 2016, pubblicato in GU Serie Generale n 22 del 27/01/2017 – “Approvazione del programma, per la Regione Sicilia, per la realizzazione di strutture sanitarie extraospedaliere, per il superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari”, del quale ne cito il punto 2 dell’art. 1 – “Lavori di manutenzione straordinaria della struttura sanitaria P.O.A. Dubini ASP di Caltanissetta per importo a carico dello Stato pari a Euro 4.529.781,68”.
A seguito di questo decreto nacque l’ipotesi di insediare provvisoriamente il REMS presso i locali dell’RSA in attesa dei lavori di ristrutturazione del Dubini con conseguente trasferimento delle attività del Centro Diurno Alzheimer in altra sede.
La nostra associazione chiese un incontro con la Direzione dell’A.S.P. e il dr Caltagirone ci rassicurò e fu disponibile alla proposta di trovare dei locali adeguati per il Centro Diurno nella nostra città.
Noi riproponemmo il Dubini, di cui in passato era stata approvata l’idea di creare un Centro per Alzheimer ed Autismo, in quanto l’ampio parco avrebbe favorito attività di terapie non farmacologiche per i pazienti.
Cito l’intervista al dr Caltagirone nell’articolo del 13 giugno 2019 della testata web seguonews.it in cui, lo stesso, assicurava interventi per creare, un giardino terapeutico per pazienti affetti da alzheimer ed autismo e dove affermava di aver redatto un capitolato che prevedeva la sistemazione del parco in poche settimane.
Ad oggi, ci stiamo ritrovando con un RSA riconvertita a centro Covid, gli arredi ed i materiali del Centro Diurno Alzheimer portati via in quel di San Cataldo, e attività ovviamente sospese e la sede legale dell’Associazione, con il suo sportello informativo di supporto alle famiglie presso la citata RSA, costretta a restare chiusa e con l’impossibilità del prosieguo delle relative attività.
Giorno 03 c.m., ho inviato una lettera al dr Caltagirone, nella quale oltre ad evidenziare le rimostranze nei riguardi della nostra associazione che non è stata avvisata in tempo di tale riconversione, ho chiesto anche risposte in merito alle intenzioni inerenti la riapertura del centro diurno, apertura sottolineo che si potrebbe rendere possibile trovando dei locali ampi che possano consentire agli operatori di agire con i pazienti formando piccoli gruppi che potessero lavorare in massima sicurezza e secondo le disposizioni vigenti.
Mi sconvolgono le proposte di questa riconversione del Dubini, in centro Covid.
Forse poco si è riflettuto sul fatto che l’utilizzo del parco verrebbe vietato ai cittadini, stessa cosa se diventasse una REMS. E dire che in passato, citando l’articolo in cui il dr Caltagirone prometteva ristrutturazione e riconversione di spazi verdi, ad oggi mi viene il dubbio che ancora una volta sia il vil denaro a comandare a scapito della salute e del benessere dei cittadini, soprattutto di quelle fasce deboli che verrebbero private di tali spazi. Aggiungo anche che esiste il Disegno di Legge n. 206 del 14/03/2018 – “Disposizioni per la prevenzione e la cura del morbo di Alzheimer”, che prevede un potenziamento delle strutture, con conseguente indotto di finanziamenti talora il disegno venisse approvato. Le soluzioni ci sono, la buona volontà ci vorrebbe.
Mi Auguro che il buon senso prevalga, il disagio di questi mesi è stato tanto, soprattutto per le famiglie. La nostra Azienda Sanitaria è stata encomiabile nel gestire questa emergenza, le priorità date per il benessere del cittadino sono state efficienti, e gli sforzi ad oggi fatti per fortuna hanno scongiurato situazioni peggiori. Ma bisogna pensare ad una ripartenza consapevole, e le attese sono tante.
Spero che questo problema sia seriamente vagliato dalla Direzione ASP, le famiglie hanno sofferto tanto e ritengo sia arrivato il momento di mantenere seriamente le promesse ad oggi fatte”. Così si legge nella lettera del presidente associazione Familiari Alzheimer Caltanissetta onlus, Antonina Sorge.

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