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Un disco scuro, ossessivo e a tratti psichedelico: “Synderesis” di Antonio Aiello

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Ancora musica dalla calda e assolata Sicilia ed e’ un disco scuro, ossessivo e a tratti psichedelico, un viaggio nell’insofferenze dell’animo dell’autore.

Questa volta su BurningBabylon “Synderesis”,  il nuovo allucinato album di Antonio Aiello, uscito il 3 Aprile scorso  (perchè si sa, la Primavera è solita tirare fuori il peggio di ogni essere umano) per la Doremillaro Records.

Monotonia, rumore, voci a volte sgradevoli, note volutamente stonate accanto a musica come siamo soliti ascoltarla, un disco in cui ossessione ed unicità si fondono e si confondono, un misto di musica, parole e lunghi silenzi che alle volte sono respiri, altre volte sono semplicemente dei vuoti.

I brani che compongono Synderesis hanno un’origine breve, tra la fine dell’autunno e l’inizio dell’inverno 2016, a cavallo del 33simo compleanno, Antonio Aiello.

L’insofferenza a 360° nei confronti dell’esistenza (lavoro, famiglia, salute, relazioni umane, denaro) conduce alla nascita di questo disco che diventa un modo per condividere questo malessere e, un modo per passare il tempo che scorre o che ci rimane ( dipende sempre dai punti di vista).

Il disco è un urlo che, purtroppo, appartiene ormai ad una generazione (la famosa X) che, disillusa, affronta una realtà alla quale non appartiene più o a cui non ha mai appartenuto

Antonio si avvale, oltre che del suo contrabbasso, di compagni di viaggio essenziali:

  • Giuseppe Schillaci al synth, rumori, voce in diversi brani, fonico, tecnico, ingegnere del suono e sostegno essenziale nell’assecondare le follie dell’autore;
  • L. Lombardo alle chitarre e per la prima volta in studio alla tromba;
  • Emiliano Cinquerrui alla voce (Morire d’Inedia);
  • Alex Munzone alla batteria (Ivanov).

Mini Biografia

Antonio Aiello, nasce a Catania il 24-11-1983. Musicista, scrittore, ballerino, attore, inizia a studiare basso elettrico e contrabbasso con particolare attenzione per la musica classica.

Negli anni ha fatto parte di numerosi gruppi musicali dell’hinterland catanese passando dal metal al punk al pop.

Forse lo avete gia’ visto al primo raduno Manouche a Petralia Sottana con i 4Django. Ha suonato per anni con i Jaguar and the Savanas grazie ai quali ha partecipando a festival anche internazionali di musica surf, con i Peek-a-boos è stato citato su fanzine e riviste cartacee Usa di rock’n roll, per anni ha suonato musica klezmer facendo parte della Badchonim klezmer band, ha suonato insieme a Kenobit (Milano) in concerti di musica 8bit, ha contribuito in maniera importante al primo disco del progetto Saint Huck e, da anni partecipa al circuito di musica free jazz e di sperimentazione ed improvvisazione.

Ha fatto parte di un collettivo di arti visive (Officina 66) e per due anni ha collaborato col collettivo Rudere Project all’interno della Cultural Farm di Favara.

Dal 2013 al 2016 ha fatto parte dell’orchestra sinfonica Le violon d’Ingres diretta da C. Raymond (Paris), nello stesso anno ha iniziato la collaborazione col compositore Kevin Tourné (Paris) e dal 2014 fa parte della Berlin Improvisers Orchestra, grazie alla quale ad oggi ha potuto condividere il palco con artisti di fama internazionale quali: Tristan Honsinger, A. Kaluza, H. Lin, W. Gerorgsdorf, M. Siebenstadt

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Ascolta Synderesis su Spotify

Buon ascolto!

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