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Trauma center. Pagano (Lega): “A Caltanissetta il ping-pong deve cessare. La Regione faccia la sua parte, così che il governo nazionale possa fare la sua”

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“Quasi due settimane fa ebbi modo di apprezzare le parole dell’Assessore Regionale alla Salute, Ruggero Razza, quando richiamò esponenti regionali della politica nissena, alcuni anche della sua maggioranza, a non intervenire sulle problematiche della sanità nissena, e segnatamente sul Centro Trauma di Alta Specializzazione (CTS), proprio a ridosso delle elezioni comunali di Caltanissetta”. Così esordisce Alessandro Pagano, vice capo gruppo della Lega alla Camera dei Deputati.

“Ma in queste ore, di ritorno da una missione parlamentare in Qatar, leggo una interessante  dichiarazione, sia pur di qualche giorno fa, del manager delle ASP 2 di Caltanissetta, ing. Alessandro Caltagirone, che sul tema Trauma Center ha chiarito alcuni aspetti che mi impongono di intervenire al fine, come è mia abitudine, di dare un contributo alla crescita del territorio e giammai una polemica gratuita”.

Continua l’on. Pagano: “L’ing. Caltagirone nel suo pubblico commento ci ha ricordato che la  legge nazionale obbliga ad avere un CTS ogni 2 milioni di abitanti,  quindi in Sicilia, un totale massimo di 3. Negli altri territori della Sicilia, dice sempre la legge,  possono esserci solo dei centri traumatologi minori, i cosìdetti Centri Trauma di Zona (CTZ)”.

“Trattasi di una legge che almeno per la Sicilia è penalizzante perché essendo essa un’isola, manca di continuità territoriale. In altre parole le altre regioni d’Italia possono permettersi queste percentuali perché contigue una con l’altra, ma la Sicilia e probabilmente anche la Sardegna, hanno un’intera parte centrale priva di viabilità o quasi, e difatti già oggi il centro Sicilia è isolato con la quasi certezza di diventarlo ancora di più.  La Sicilia inoltre d’estate aumenta enormemente  la popolazione per gli effetti turistici con conseguenti ulteriori disagi nella gestione dei centri traumatologi. I CTZ locali inoltre ci è stato spiegato, non possono accogliere se non i traumi più lievi perché i protocolli obbligano il 118 a trasportare i traumatizzati,  sempre o quasi sempre, nei CTS regionali. Non bisogna essere esperti di sanità per profetizzare un crollo delle chirurgie di urgenza del Sant’Elia e ahimè anche delle già carenti anestesie e rianimazioni, con grave nocumento per una popolazione di bacino che conta quasi un milione di abitanti. Ritengo che però molto si possa fare purché le istituzioni, ognuno per la propria responsabilità, facciano la loro parte. Vado in ordine:

1) Il governo regionale deve subito modificare le linee guida del 118, abbassando l’asticella degli interventi da protocollo, in modo tale che, già da adesso molte tipologie di traumi, attualmente dirottate ai Trauma Center di Alta Specializzazione di Palermo o di Catania, vengano traportati nel Trauma Center di Zona di Caltanissetta.

2) Il manager dell’Asp 2, ing. Alessandro Caltagirone potrebbe (ma di fatto lo ha già anticipato e quindi, se così fosse, onore al merito) indirizzare il finanziamento di 800.000 €, già nelle sue disponibilità, per realizzare un Trauma Center di Zona, con standard tecnico più elevato; di fatto potrebbe realizzarlo uguale a quello dei CTS regionali.

3 ) I parlamentari nazionali della Sicilia si devono raccordare (questo è l’impegno che mi prendo) e mediante atto ispettivo a firma di tutti, debbano evidenziare al governo nazionale, la grande incongruenza territoriale dei Trauma Center, esigendo una nuova programmazione con conseguente modifica dei decreti attuativi della legge Balduzzi, almeno nelle isole maggiori di Sicilia e Sardegna per il già spiegato motivo della mancanza di continuità territoriale.

4) Il nuovo sindaco di Caltanissetta, chiunque esso sia, dovrà prendere pubblico impegno per realizzare, costi quel che costi, una battaglia formidabile per la difesa del Sant’Elia e chiedere che esso diventi un  Trauma Center di Alta Specializzazione (CTS) con conseguente rilancio del medesimo nosocomio. In questo penso di interpretare il pensiero del candidato sindaco della Lega Salvini Sicilia, Avv. Oscar Aiello che, per quanto lo riguarda, avverrà di sicuro. Immagino che anche gli altri candidati sindaci la pensino in ugual maniera, ma che lo dicano chiaramente e pubblicamente”.

Infine le conclusioni di Alessandro Pagano, vice presidente del gruppo Lega a Montecitorio: “Che cessi il ping pong fra istituzioni e che si lavori in sinergia e ciascuno per le proprie responsabilità”.

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