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Serradifalco. Lima si difende: “Non volevo uccidere la mia convivente; la benzina l’ho lanciata per un gesto di stizza”

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“Non volevo ucciderla, non volevo bruciarla. Avevo quella bottiglietta di benzina perché la uso per la motozappa e gliel’ho gettata addosso per un gesto di stizza”. Così si è difeso il quarantenne serradifalchese Claudio Lima al momento di rispondere al gip Francesco Lauricella che lo ha interrogato ieri mattina nel carcere “Malaspina” di Caltanissetta, dove l’uomo si trova da tre giorni con le accuse di maltrattamenti e tentato omicidio nei confronti della convivente.

Lima ha fornito la sua versione della vicenda al giudice, sostenendo di non avere mai maltrattato la donna che viveva con lui, affermando: “Litigavamo perché lei usciva sempre di casa, stava fuori a lungo e beveva, si ubriacava. La sera in cui abbiamo litigato eravamo appena tornati a casa e lei voleva uscire di nuovo e allora ho avuto quel gesto di stizza di gettarle poche gocce di benzina addosso, ma è finita lì. Se avessi voluto fare altro avrei potuto farlo”.

Al momento Lima resterà comunque dietro le sbarre; il suo legale, l’avvocato Giuseppe Dacquì, presenterà ricorso al Tribunale del riesame nei prossimi giorni per chiedere l’annullamento dell’ordinanza di custodia cautelare emessa dallo stesso gip Lauricella, che ieri ha condotto l’interrogatorio.

Secondo quanto emerso dalle indagini dei carabinieri di Serradifalco, che hanno arrestato Lima, quest’ultimo aveva maltrattato per diverso tempo la compagna fino a quando, nei giorni scorsi, aveva gettato delle benzina sui vestiti della convivente. Un gesto che gli è valso l’accusa di tentato omicidio, oltre a quella di maltrattamenti; la donna era fuggita dopo l’accaduto e aveva raccontato tutto ai militari dell’Arma. La Procura aveva quindi chiesto al gip di emettere un provvedimento cautelare vista la gravità delle ipotesi di reato. Sarà dunque il riesame, non appena la difesa presenterà ricorso, ad esaminare di nuovo il caso.

 

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