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Ricercatrice francese autrice di un importante studio sulla storia di Delia

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Ha destato interesse l’intervento della ricercatrice di origine francese Françoise Dejoas sulle maioliche d’importazione spagnola al Castellazzo di Delia nel corso della  cinquantesima edizione del convegno internazionale della Ceramica.

L’intervento della di Dejoas ha suscitato l’attenzione degli studiosi, sull’importanza del castello e del feudo di Delia in epoca medievale e rinascimentale. Per la ricercatrice il feudo di Delia “è stato un’area geografica probabilmente sensibile e di conseguenza estremamente ambita, e il castello, al centro della Sicilia, piccolo, ma di grande potenza come feudo, un sito chiave desiderato da tutti i feudatari”.

“Sono felice – ha detto il sindaco Gianfilippo Bancheri – nell’apprendere che il feudo di Delia sia stato un sito d’importanza strategica in Sicilia. Françoise Dejoas, che conosco per la sua professionalità e il suo rigore scientifico, e che ringrazio, ha di fatto gettato con il suo studio una nuova luce sulla storia di Delia” .

Françoise Dejoas è stata ricevuta al Comune mercoledì scorso dall’assessore alla cultura Piera Alaimo, la quale ha detto: “Ringrazio Francoise Dejoas per averci fatto dono della sua pubblicazione. Parlando al convegno internazionale di Savona  le ricercatrice ha dato grande risalto e visibilità al sito archeologico di Delia, con un impatto positivo inaspettato tra gli studiosi. Spero che le sue indagini possano proseguire per delineare ancora meglio l’importanza storica del nostro territorio”.

Tutto inizia con gli scavi archeologici (1987-1995) sul Castellazzo di Delia, durante gli scavi condotti dalla Soprintendenza ai beni culturali di Agrigento e Caltanissetta, e con il ritrovamento di un abbondante e ricco materiale archeologico in grado di documentare i vari periodi storici del sito. Francoise Dejoas ha utilizzato per i suoi studi i reperti recuperati, che si trovano a Delia custoditi nei locali del museo archeologico e della civiltà contadina di Delia, soffermandosi in particolare su alcuni frammenti di maioliche d’importazione spagnola.

“Si tratta – ha scritto la ricercatrice – di manufatti di grande importanza sia per la loro quantità, la diversità delle decorazioni nonché per alcuni elementi significativi (datazione, condizioni ambientali, situazione viaria e feudatari) che potrebbero giustificare una presenza continua, un alto livello di vita nel castello e probabilmente una densa attività commerciale del feudo per un lungo periodo, confermati sia dalla situazione geografica favorevole sia dalla successione dei noti feudatari. Tale diversità testimonierebbe, all’interno del castello, una ricchezza e un dinamismo degli acquisti piuttosto rari per un centro minore siciliano e la grande qualità delle decorazioni potrebbe risultare da un accesso ad una produzione di prima scelta oppure da richieste specifiche”.

Dejoas aggiunge: “La posizione strategica del feudo di Delia, in un punto di snodo tra due strade fondamentali nel cuore della Sicilia, la Palermo-Licata e la Agrigento-Catania, in un territorio circondato da numerosi altri feudi e contrade, favorì sicuramente l’espansione economica del piccolo centro urbano fondato successivamente, con lo scopo di controllare le strade e la circolazione delle persone e delle merci”.

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