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L’ex assessore Tumminelli: “Quanto accaduto qualche settimana fa a Palermo e nel catanese relativamente alle bombe d’acqua deve far riflettere sulla importanza della messa in sicurezza del territorio, da un punto di vista idrogeologico”

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“Quanto accaduto qualche settimana fa a Palermo e nel catanese relativamente alle bomba d’acqua abbattutesi in alcune città, fortunatamente senza vittime ma con gravi danni alla rete viaria, deve far riflettere sulla importanza della messa in sicurezza del territorio, da un punto di vista idrogeologico e quindi di azioni di protezione civile atte a prevenire fenomeni che per loro natura sono a volte incontrollabili ed imprevedibili. Il territorio di Caltanissetta è a basso rischio sismico ma ad alto rischio idrogeologico. Nel corso degli ultimi anni diversi sono stati gli interventi di varia natura iniziati o pianificati dalla precedente giunta, atti alla mitigazione del rischio. In primis, il primo lotto dei lavori che interessano la parte di territorio a maggior rischio ovvero quella della collina Sant’Anna, i cui lavori iniziarono nel 2017 ma che oggi sono del tutto fermi (ricordiamo che la direzione dei lavori non è affidata al Comune, ma l’allora amministrazione si fece parte attiva per sbloccare il finanziamento della prima tranche di lavori, a cui dovrà seguire la redazione del progetto relativo al secondo lotto). Altra zona già soggetta a gravi dissesti è quella del versante nord del Monte San Giuliano, la cui messa in sicurezza è stata chiesta ad Anas, a seguito di quanto stabilito dal Civico Consesso, quale opera di compensazione dei lavori di raddoppio della SS640. Questo intervento sarebbe stato propedeutico ai lavori di rifacimento della strada che sino alla fine degli anni ‘70 congiungeva la ex 122 bis alla zona di Santo Spirito. E proprio la ex 122 bis doveva essere soggetta ad un profondo intervento di messa in sicurezza e di rifacimento del cassonetto stradale da parte di Anas con un intervento milionario che avrebbe dato ai nisseni e non, la possibilità di percorrere la strada senza rischi. Anas avrebbe dovuto firmare la convenzione trasmessale ma per questo intervento nulla ad oggi si sta facendo, tra il silenzio dei comitati di quartieri che furono invece parte attiva e propositiva. Si ritiene, invero, che l’opera sia di fondamentale importanza per la viabilità extraurbana di collegamento del capoluogo con le direttrici regionali, in quanto il rifacimento del viadotto San Giuliano avverrà (se le promesse a tutti i livelli verranno mantenute) in un arco temporale non indifferente. Per ciò che concerne il deflusso d’acqua piovana in alcune arterie cittadine, va detto che la pulizia dei tombini è una azione importante ma da sola non basta. La portata d’acqua in occasioni di eventi temporaleschi degli ultimi anni non può essere sorretta dalle nostre condotte e per questo motivo accade sovente che qualche tombino possa sollevarsi. Vanno inoltre realizzate ulteriori caditoie individuate in alcune zone della città e che lo scrivente diede negli ultimi mesi di mandato come indirizzo all’ufficio tecnico per la progettazione e l’attuazione di quanto pianificato. Anche in Agenda Urbana sono stati previsti interventi nell’ambito della messa in sicurezza del territorio e della realizzazione di un centro di coordinamento di Protezione Civile. Inoltre, sono stati ottenuti finanziamenti per i danni causati da eventi temporaleschi negli ultimi anni nonché per il rifacimento del muro franato di un tratto della via Romita, per cui si auspica una accelerazione nell’esecuzione dei lavori. In ultimo, va continuata l’azione di richiesta di finanziamento a livello regionale per la messa in sicurezza del costone del Castello di Pietrarossa e del lato sud est del cimitero “degli Angeli”.

La causa maggiore dei cambiamenti climatici è l’uomo. Motivo per cui si devono mettere in campo tutte quelle azioni atte, da una parte, a ridurre le emissioni di CO2 e di agenti inquinanti nell’atmosfera, dall’altra, a prevenire il rischio che fenomeni calamitosi imprevedibili possano trasformarsi in eventi anche mortali.”

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