Perchè i nostri venerdì non devono finire - CaltanissettaLive.it - Notizie ed informazione - Video ed articoli di cronaca, politica, attualita', fatti
Per info, lettere o comunicazioni scrivete a redazione@caltanissettalive.it
ItalianEnglishFrenchGermanSpanishArabicRomanianRussianSudaneseUrduKurdish (Kurmanji)Chinese (Simplified)

Perchè i nostri venerdì non devono finire

Condividi questo articolo.

A pochi giorni dal quarto Global Strike for Future, mi sono ritrovato a fare alcune considerazioni sulla strada
percorsa da Fridays For Future sino a questo punto.
In generale, vedo nel movimento aspetti estremamente positivi, prima fra tutti la forza dirompente che ha
avuto e il conseguimento dei primi importanti risultati prefissati: portare l’attenzione dei media sulla
questione ambientale e mobilitare, dopo tempo, un grande numero di studentesse e studenti. Inoltre, per la
prima volta, dopo dieci anni, la parola “politica” è stata nuovamente affiancata ad un movimento studentesco
che vive di un respiro globale.
Di contro, noto che l’assenza di struttura e la tendenza a costruire momenti spontanei di contestazione,
esauritisi ciclicamente in loro stessi, abbiano portato ad un’eccessiva leggerezza nei modi con cui i temi sono
stati trattati e rischiano, a lungo termine, di portare ad uno sgonfiarsi del movimento di protesta che, in
quanto tale, ha una durata limitata nel tempo e che, anche se lascerà il segno, rischia, come fu per il ’68, di
esaurirsi troppo in fretta, ma, dato il contesto globale, non possiamo permettercelo!
Scendendo più nello specifico, credo che l’esperienza del Friday sembri totalmente sganciata dal passato e
che i ragazzi che vivono il movimento non abbiano contezza di come la questione ambientale, discussa nel
nostro Paese da oltre trent’anni, abbia influito sulle politiche italiane.
Credo che l’origine di ciò vada ricercata nelle motivazioni che, di volta in volta, nel corso degli ultimi dieci
anni, a partire dall’“onda” in poi, hanno portato le studentesse e gli studenti in strada a protestare.
Rivendicazioni legate alla contingenza ed alle problematiche quotidiane presenti all’interno delle scuole, con
cui gli studenti e le studentesse si trovavano a convivere, ma prive di una visione a lungo termine. D’altra
parte, sono anche i comitati ambientalisti territoriali che, troppo spesso, non riescono ad interfacciarsi con
degli adolescenti e con la loro realtà.
Indubbiamente, però, sulle spalle della nostra generazione ricade il peso delle lotte portate avanti dagli
studenti del decennio scorso, i quali, inoltre, rappresentano i nostri primi interlocutori politici. Spetta a noi
fare luce sulle problematiche ambientali che attanagliano il nostro pianeta, ma spetta all’attuale classe
dirigente mettere in campo politiche adeguate allo scenario che il cambiamento climatico ci impone già. Una
sfida che deve raccogliere anche l’Italia che purtroppo su questo fronte è indietro con politiche governative,
passate e attualmente poco incisive.
Questo movimento però, per poter essere realmente incisivo, necessita di una struttura, un’organizzazione.
Non possiamo arrenderci allo stato liquido della massa studentesca in protesta, dobbiamo puntare alla
costruzione di un’architettura associativa che possa guidarci.
Questo processo di organizzazione non può, però, fare a meno di una forte impronta democratica che sappia
caratterizzare momenti di discussione forti e legittimati, all’interno dei quali si dovrà costruire il futuro della
nostra comunità e scegliere che forma dovrà avere il movimento ambientalista del domani.
Sono altresì necessari momenti di formazione che abbiano la pretesa di raggiungere la quasi totalità delle
ragazze e dei ragazzi che scendono in piazza, così che questa moltitudine di studenti diventi una vera e propria
“massa critica”.
È necessaria un’inversione di rotta vera e propria, che abbia fondamenta e modelli solidi.

Francesco Gitto – Rete degli Studenti Medi Messina.

Valuta questo articolo e se ti è piaciuto, assegnaci pure 5 stelle. Grazie.

Stampa Stampa
© Ogni riproduzione anche parziale di questo contenuto e' riservata.
Diritto di replica e rettifica: l'art. 8 della legge sulla stampa 47/1948 stabilisce che "il direttore o, comunque, il responsabile e' tenuto a fare inserire gratuitamente nel quotidiano o nel periodico o nell'agenzia di stampa le dichiarazioni o le rettifiche dei soggetti di cui siano state pubblicate immagini od ai quali siano stati attribuiti atti o pensieri o affermazioni da essi ritenuti lesivi della loro dignita' o contrari a verita', purche' le dichiarazioni o le rettifiche non abbiano contenuto suscettibile di incriminazione penale".
Chiunque volesse far vale il proprio diritto di replica o rettifica, e' pregato di contattare la redazione di questa testata all'indirizzo redazione@caltanissettalive.it

Gentili Lettori, ogni commento agli articoli su CaltanissettaLive.it sarà sottoposto a moderazione prima di essere approvato. Vi preghiamo di non utilizzare alcun tipo di turpiloquio, non accendere flames e di mantenere un comportamento decoroso. Non saranno approvati commenti che abbiano lo scopo di denigrare l'autore dell'articolo o l'intero lavoro della Redazione. Per segnalazioni e refusi siete pregati di rivolgervi al nostro indirizzo di posta elettronica: redazione@caltanissettalive.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Su questo sito utilizziamo strumenti nostri o di terze parti che memorizzano piccoli file (cookie) sul tuo dispositivo. I cookie sono normalmente usati per permettere al sito di funzionare correttamente (cookie tecnici), per generare statistiche di uso/navigazione (cookie statistici) e per pubblicizzare opportunamente i nostri servizi/prodotti (cookie di profilazione). Possiamo usare direttamente i cookie tecnici, ma hai il diritto di scegliere se abilitare o meno i cookie statistici e di profilazione. Abilitando questi cookie, ci aiuti ad offrirti una esperienza migliore con noi. Cookie policy