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Palazzo del Carmine, conferenza stampa di fine anno. Gambino: “‘Vertenza Caltanissetta’, mettiamo attorno a un tavolo i nostri rappresentanti al governo”

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Si è svolta questa mattina la conferenza stampa di “fine anno” della giunta Gambino.

Presenti gli assessori Fabio Caracausi, Cettina Andaloro, Luciana Camizzi, Grazia Giammusso, Giuseppe La Mensa e Marcello Frangiamone che hanno fatto un excursus su quanto realizzato dai vari Assessorati e illustrato i progetti del prossimo futuro.

“E’ prematuro tracciare bilanci visti i sette mesi di mandato, ma è il tempo giusto per pensare a cosa fare come la “vertenza Caltanissetta”. L’idea è quella di mettere attorno a un tavolo i nostri rappresentanti al governo, Giancarlo Cancelleri vice ministro alle Infrastrutture e il ministro per il Sud Giuseppe Provenzano, insieme ai sindacati e, con l’aiuto di tutti, rilanciare la nostra città. Non mi sento il sindaco dell’ultima città d’Italia perché Caltanissetta non lo è.
Le parole d’ordine per il prossimo anno sono orgoglio, di essere nisseni, e operatività”, afferma Roberto Gambino.

L’intervento integrale del sindaco Roberto Gambino:

“Inutile piangerci addosso, bisogna agire”

Prendo spunto dalla classifica pubblicata da “Il sole 24 ore” per portare avanti un ragionamento ed una proposta.

Sono stati giorni di riflessione per me, ho riflettuto sulle parole del prefetto Cosima Di Stani che in un intervista ha parlato della nostra città come un esempio di senso civico ed integrazione. Caltanissetta come ha affermato il rappresentate del governo è una città sicura, gli ultimi episodi sono delle meteore e confido fortemente nel lavoro delle forze dell’ordine per una risoluzione immediataHo meditato sulle parole del nostro vescovo,Monsignor Mario Russotto subito dopo la pubblicazione della classifica del Sole 24 Ore, ci ha sollecitati  a leggere i risultati come stimolo per migliorare. Farò tesoro delle sue parole esaranno il punto di partenza per pensare e per agire. Non voglio essere il sindaco dell’ultima città italiana per qualità della vita. Caltanissetta non lo è, e non lo merita. E’ arrivato il momento dimostrare che noi siamo anche tanto altro, non solo abulici e rassegnati come ci raccontano, ma determinati ed operativi. Non stiamo più sulla panchina ad aspettare come Sciascia raccontava in quel famoso incontro tra Vittorini e Rosso di San Secondo. C’è un progetto di città chiaro che dovrà essere realizzato, un progetto che parte dagli investimenti sulla filiera agro alimentare per arrivare al turismo sostenibile che ha bisogno di infrastrutture. Lo dobbiamo a noi stessi, lo dobbiamo ai nostri figli, perché nostra è la responsabilità delle loro fughe da questo territorio. Un sindaco è tale se riesce a tenere insieme ed a mobilitare tutta la sua città su un progetto di futuro. Io il mio ruolo lo intendo così. Ma da soli non si va da nessuna parte, abbiamo bisogno dell’impegno di ciascun cittadino. Il segretario provinciale della Cgil Ignazio Giudice, ha avuto il merito di porre al centro del dibattito la cruda realtà del nostro territorio in termini di occupazione e infrastrutture. La vertenza con il passare dei giorni è diventata provinciale ed è a tutti chiaro che per risalire le classifiche sulla qualità della vita dobbiamo unire le forze: da Mussomeli a Gela passando per Niscemi e Caltanissetta. Per questo condivido anche la posizione espressa dalla Cisl provinciale. Emanuele Gallo ha parlato di un impegno forte sulle zone economiche speciali e per una nuova e diversa ripartenza dell’accordo di programma per l’area di crisi complessa che riguarda 13 comuni del nisseno. Condivido e raccolgo lo stimolo arrivato dallo stesso sindacato sul pronto soccorso dell’ ospedale Sant’Elia su cui ritengo utile fare gli opportuni approfondimenti con la governance dell’azienda sanitaria di concerto con le organizzazioni sindacali.

Il Governo, ha già sbloccato la proroga della valutazione d’impatto ambientale per il progetto Argo-Cassiopea che impiegherà centinaia di lavoratori nei prossimi anni e s’è impegnato su alcune infrastrutture stradali e ferroviarie strategiche per lo sviluppo del territorio. Ma le problematiche della provincia di Caltanissetta sono troppo gravi e numerose per rinunciare ad un’azione coordinata dal basso affinché i territori possano dialogare con le istituzioni centrali e, se necessario, rivendicare con forza ciò che gli spetta. 

La più grande emergenza è legata allo spopolamento delle nostre città la cui principale causa è la mancanza di lavoro e di opportunità per i giovani. Come primo atto a sostegno della vertenza chiederemo che il viceministro Giancarlo Cancelleri e il ministro Giuseppe Provenzano vengano a sedersi allo stesso tavolo per lavorare insieme. E’ ciò che i cittadini vogliono vedere da noi: le istituzioni che si assumono insieme le responsabilità raccogliendo idee, proposte e progetti. 

La vicenda del decreto ‘salva opere’, che consente il pagamento dei crediti insoluti ai sub appaltatori della Ss640 (tutte imprese del nostro comprensorio entrate in sofferenza) e l’avanzamento dei lavori che ha portato all’apertura di importati tratti della stessa arteria, ci incoraggiano su questa strada. L’impegno di parlamentari e Governo per l’approvazione della norma e per la ripresa dei lavori è stato facilitato dal fatto che da Caltanissetta si è levata una voce sola da parte di istituzioni locali, sindacati, imprese, cittadini e associazioni. 

Ho deciso di farmi promotore della “Vertenza Caltanissetta”, al fine di elevare ancora una volta una voce sola, univoca, che ci possa consentire di raggiungere il risultato, per far ciò si dovrà partire dal singolo cittadino per arrivare al livello più alto delle istituzioni, potenziando le sinergie che già sono in atto.

 

 

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