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Mafia e traffico di cocaina tra Caltanissetta e San Cataldo. Nove condanne e un’assoluzione

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Nove condanne ridotte in appello più un’assoluzione “parziale”. Si chiude così – per i dieci imputati che avevano scelto il rito abbreviato – il processo per l’inchiesta antimafia “Kalyroon”, che fece luce sull’attività di cosa nostra tra Caltanissetta e San Cataldo e in particolare su traffico di cocaina, estorsione, danneggiamenti e sfruttamento della prostituzione.

La seconda sezione penale della Corte d’appello (presidente Andreina Occhipinti, consiglieri Giovanbattista Tona e Marco Sabella) ha inflitto – in continuazione con pene precedenti precedenti – 6 anni e 6 mesi a Calogero Maurizio Di Vita (59 anni, di San Cataldo, condannato in primo grado a 18 anni), 6 anni ad Antonio Cordaro (53 anni, di San Cataldo, condanna in primo grado 14 anni e 4 mesi), 6 anni ad Angelo Giumento (38 anni, sancataldese, pena di 10 anni e 7 mesi in primo grado),  5 anni e 10 mesi a Vincenzo Scalzo (45 anni, di San Cataldo (condannato in primo grado a 10 anni e 7 mesi),  4 anni a Pietro Mulone (44 anni, di San Cataldo, pena di 11 anni e 4 mesi in primo grado), 3 anni e 8 mesi a Salvatore “Totò” Cordaro (53 anni, sancataldese, pena di 11 anni e 4 mesi in primo grado), 3 anni al nisseno Vincenzo Ferrara (53 anni, pena di 10 anni e 7 mesi in primo grado), 2 anni e 4 mesi e 12mila euro di multa (pena concordata) a Fabio Ferrara (45 anni, pena di 4 anni in primo grado) e 8 mesi per l’albanese Elis Deda 36 anni, pena di 6 anni in primo grado), che aveva potuto concordare la pena.

Assolto dall’accusa di associazione a delinquere finalizzata allo spaccio il sancataldese Calogero Luca Cordaro, 35 anni, originario di Canicattì, per il quale erano stati chiesti 7 anni e 4 mesi; questi era accusato anche di singoli episodi di spaccio e per tale reato gli atti torneranno alla Procura ordinaria perché anziché lo spaccio doveva essere contestata un’altra ipotesi.

La vicenda, venuta a galla da un’indagine della Squadra mobile, riguarda l’attività di Cosa nostra tra Caltanissetta e San Cataldo e in particolare un presunto traffico di cocaina, oltre a estorsioni e danneggiamenti a cui si aggiunge anche un sospetto giro di prostituzione che aveva visto coinvolte anche straniere minorenni.

Altre dodici persone scelsero invece il rito ordinario e per loro è ancora in corso il processo davanti al Tribunale collegiale. Ad assistere gli imputati gli avvocati Salvatore Daniele, Calogero Vinci, Davide Anzalone, Giuseppe Dacquì, Dino Milazzo, Salvatore Amato e Andrea Alberti, che presenteranno probabilmente ricorso in Cassazione non appena, entro i prossimi tre mesi, verrà depositata la motivazione della sentenza.

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