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L’incendio al centro di Pian del Lago. Straniero condannato a 10 anni; un altro assolto. Archiviate le accuse per tre

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C’è un colpevole per la devastazione di tre padiglioni all’interno del centro di accoglienza di Pian del lago nella notte tra il 9 e il 10 dicembre di un anno fa. Il Tribunale collegiale ha condannato a 10 anni il tunisino Abdulmnam Trabelsi, 21 anni l’unico ad avere ammesso le sue responsabilità, confessando davanti al gip che lo ha interrogato, di essere stato uno di coloro ad avere appiccato le fiamme, bruciando tovaglie, lenzuola e materassi. Un gesto che sarebbe stato fatto per protesta contro il rimpatrio che doveva avvenire di lì a pochi giorni in quanto lui e i suoi connazionali erano immigrati irregolari.

Assolto da ogni accusa, invece, il tunisino Karim Mimouma, 41 anni: non ha commesso il fatto ha sentenziato il Tribunale collegiale (presidente Francesco D’Arrigo, giudici a latere Santi Bologna e Giulia Calafiore).

Per il pm Davide Spina non c’erano dubbi sul fatto che entrambi avessero avuto un ruolo di primo piano in quella notte di follia e quindi il rappresentante dell’accusa aveva chiesto 8 anni e 6 mesi per ciascuno dei due imputati; l’avvocato Marco Lomonaco (legale di Mimouma) ha chiesto l’assoluzione, mentre l’avvocato Antonino Falzone aveva chiesto che l’accusa fosse derubricata da devastazione a incendio, sollecitando il minimo della pena.

L’incendio venne appiccato in tre punti diversi del centro di accoglienza e, secondo l’accusa, si sarebbe trattato di una protesta estrema per evitare i rimpatri che dovevano essere portati a termine di lì a poco. I responsabili si opposero anche ai tentativi di spegnere l’incendio di polizia, carabinieri, vigili del fuoco, esercito e operatori. Nel frattempo è stata archiviata la posizione di altri tre indagati, tornati liberi nei mesi scorso e cioè Naim Haj Husseni, 33 anni, Achref Goubantini, 25 anni e Bilel Fathallah, 30 anni, anche loro difesi dall’avvocato Falzone.

 

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