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Janni (Italia Nostra Sicilia): “Alla vigilia della commemorazione dei defunti, ‘asfaltato’, alla meno peggio, il cimitero Angeli”

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Alla vigilia della commemorazione dei defunti, “asfaltato”, alla meno peggio, il Cimitero (monumentale) Angeli di Caltanissetta. Ecco alcune eloquenti immagini…  Cos’altro aggiungere? Niente. Semmai, allego a questo poche parole di commento un testo che scrissi nel 2006, proprio sul nostro storico Cimitero.

 

Leandro Janni – Presidente regionale di Italia Nostra Sicilia

 

Dentro ai grigi condomini, malgrado tutto, scorre il tempo delle nostre vite. Tra effimere, luminescenti immagini e opachi oggetti quotidiani. Anonima, ripetitiva, straniante è la città contemporanea. Lo spazio, il non-luogo nel quale inesorabilmente abitiamo. Lo spazio, il non-luogo nel quale spendiamo la nostra breve, preziosa esistenza. Un’unica, grande periferia: un assoluto dappertutto, senza limiti e senza confini, dove viviamo come stranieri, come radicati nell’assenza di luogo.

Ma qui, da noi, nell’Isola, nella Sicilia più interna e più integra, è ancora possibile ritrovare luoghi, storie, paesaggi; lo spazio e il tempo per una riflessione, un ricordo. Persino la natura è possibile ritrovare. Magari, per caso.

Nel cuore dell’Isola c’è un territorio, un paesaggio plasmato, connotato dalla poderosa sequenza di monte Sabucina, monte Capodarso, il tavolato di Enna. In basso, il lento, sinuoso scorrere del fiume Imera-Salso. E poi, come arroccato, abbarbicato a ciò che resta del rude castello di Pietrarossa, il Cimitero Angeli di Caltanissetta, sito su uno straordinario, argilloso piano inclinato. Spazio disegnato, concluso, definito da alte e protettive mura in pietra. Città analoga, giardino. Luogo quasi familiare, rassicurante, eppure inevitabilmente aperto, esposto al territorio circostante, alla natura.

Ed è proprio questa ambivalenza, questa duplice peculiarità fisica, estetica, questo risultare luogo, spazio costruito, pittoresca rappresentazione architettonica e insieme paesaggio sublime, che ci colpisce del Cimitero Angeli di Caltanissetta. Percorrendo i suoi viali, osservando le neoclassiche, seducenti cappelle gentilizie, le umanissime sculture, le epigrafi, i ritratti fotografici, lasciandosi come ipnotizzare dai ripetuti, geometrici loculi quadrati, è come se, di tanto in tanto, il nostro sguardo deviasse, sfuggisse verso l’esterno, verso la natura: infinita, selvatica. Ignota.

Nel Cimitero monumentale Angeli di Caltanissetta, in questo luogo familiare e sfuggente, ombroso e rilucente, labirintico, oltre al dolore della perdita, al lutto, può capitare di incontrare la bellezza, il mistero e la luce. L’imprevedibile sublime, oltre il banale di una grigia, sconfinata periferia.

 

(Stralcio di un testo contenuto nel saggio LA CITTA’ DEGLI ANGELI – AA. VV., Salvatore Sciascia Editore – Caltanissetta, 2006 – in copertina foto storica del cimitero Angeli)

 

 

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