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Italia Nostra: “Ponte Morandi di Agrigento da abbattere, ma opportuno conservare la memoria del progettista”

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Ci vuole una tragedia come quella di Genova per scuotere le coscienze e la Sicilia ha un sussulto pronto e positivo rispetto alla vexata questio del viadotto “Morandi” di Agrigento, anch’esso compromesso.

In Sicilia l’assessore regionale dei Beni Culturali, Sebastiano Tusa, affrontando il problema ha recentemente pronunciato la fatidica parola: “Abbattere”.

“E’ bene ricordare  che la spesa prevista per la ristrutturazione del viadotto Morandi di Agrigento si aggirerebbe sui 30 milioni di euro. Anche sulla base di tale constatazione ma soprattutto sull’evidente invasività dell’opera che deturpa il paesaggio della Valle, sia visivamente sia direttamente incidendo con i suoi piloni su aree archeologiche ricche di testimonianze della città antica, si pone il quesito se non sia meglio abbattere del tutto il viadotto”, ha dichiarato l’assessore, seguito dal Sindaco, Lillo Firetto, e dalla Giunta di Agrigento.

I due viadotti Akragas I e Akragas II, meglio noti anche come viadotto “Morandi” di Agrigento, vennero costruiti all’indomani della frana del 1966, su progetto di Riccardo Morandi, per collegare il centro cittadino con i nuovi quartieri a valle. Il tratto di strada comprendente il viadotto Akragas I è stato chiuso per lavori nel 2015. Da marzo 2017 entrambi i viadotti sono oggetto di lavori di messa in sicurezza con chiusura al traffico, prevedibilmente fino al 2021, a seguito di preoccupanti segni di degrado nella struttura.

Già allora si sarebbero potute adottare soluzioni ingegneristiche meno impegnative, costose ed impattanti. Purtroppo le emergenze (e il viadotto Morandi di Agrigento è il frutto dell’emergenza post-frana del 1966) non sempre conducono alle scelte migliori. Contano pure i “nomi di grido”, le tendenze architettonico-ingegneristiche prevalenti,  le risorse economiche in campo. A quei tempi si decise di affondare i piloni del viadotto nella necropoli greca di contrada Pezzino, sorvolando colpevolmente e senza scusa alcuna sul paesaggio storico millenario della Valle dei Templi.

Italia Nostra concorda e sostiene pienamente la proposta dell’assessore regionale dei Beni Culturali Sebastiano Tusa, ne condivide le motivazioni e propone una soluzione viaria “a raso”. Italia Nostra propone altresì che, nel rispetto della memoria storica di un rilevante, seppure improprio intervento ingegneristico sul territorio agrigentino, si conservi comunque un segno, un nome e una traccia a ricordo di Morandi, uomo e progettista di grande ingegno.

Il presidente nazionale di Italia Nostra, Oreste Rutigliano

La consigliera nazionale di Italia Nostra, Liliana Gissara

Il presidente regionale di Italia Nostra Sicilia, Leandro Janni

 

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