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Fratelli d’Italia sugli atti vandalici alla villa Amedeo: “Poco si è fatto per migliorare la sicurezza dei luoghi e il controllo del territorio”

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Gli ultimi avvenimenti accaduti alla villa comunale “Amedeo” non possono passare inosservati.
Prima le scritte sui muri perimetrali, dopo l’abbattimento del busto di Garibaldi ed il giorno dopo il danneggiamento di una scultura moderna sono dei gravi fatti su cuigli inquirenti stanno cercando di fare luce, nella speranza comune che gli autori di tali misfatti vengano individuati e giustamente puniti.
Immediatamente, grazie ai social, si sono scatenate le polemiche: chi da la colpa alla mancanza di vigilanza notturna, chi all’incapacità dell’Amministrazione nel garantire la sicurezza con l’installazione di telecamere, chi ancora attribuisce tali vigliacche azioni a dei gesti politici, ed ancora chi accusa altri di stare contro il cosiddetto “decreto Sicurezza” quanto la sicurezza non c’è ed in ultimo chi scrive di future “sicurezze” non avanzando, però, proposte concrete.
In effetti non è la prima volta che accadono fatti vergognosi come quest’ultimi all’interno della villa Amedeo: anni addietro venne distrutto il puttino del Cervello (oggi conservato nell’atrio del Teatro Margherita), poi furono deturpati con dei pennarelli diversi busti, e solo grazie al tempestivo intervento dei Vigili urbani si è riusciti a recuperare un’aquila in bronzo del Tripisciano divelta da ignoti dal monumento a Vittorio Emanuele II (oggi conservata a Palazzo Moncada).
Solo adesso però, come si diceva prima con i social, tutti ritengono di essere validi pensatori, propositori di soluzioni, conservatori di antiche memorie, cassandre del futuro, ma spesso si tratta dei soliti “leoni da tastiera”, persone che notoriamente vivono fuori città ma che dissertano quotidianamente su ciò che è giusto o sbagliato (a loro personalissimo giudizio, chiaramente).
Fratelli d’Italia ritiene che vadano sicuramente ricercati i vigliacchi protagonisti della vicenda, siano italiani o migranti non fa differenza, e vadano puniti in maniera esemplare. Certo è che nonostante gli atti vandalici siano ripetuti nella villa Amedeo come in altre zone cittadine poco si è fatto per migliorare la sicurezza dei luoghi, il controllo del territorio e la salvaguardia dei beni artistici e monumentali.
Ecco che allora, laddove non esiste al momento attuale un’alleanza tra scuola e famiglia, in un periodo in cui l’educazione civica viene trascurata ed il rispetto dei beni comuni rinviato a chi verrà nel futuro (se troverà ancora qualcosa), magari è necessario prendere delle precauzioni. Noi proponiamo che gli artistici busti di Tripisciano e Frattallone che sono sistemati nella villa Amedeo, e si tratta di originali, siano tolti, restaurati e conservati all’interno della struttura mudeale di palazzo Moncada; e che con l’intervento di docenti ed allievi dell’Istituto d’arte vengano realizzate delle copie da apporre nella villa Amedeo al posto degli originali, che in questo modo saranno tutelati dalle intemperie, dall’incuria e dai vandali.
In ultimo, ma non per questo si tratta di un argomento di poco conto, è necessario che i citadini tutti prendano coscenza che è necessario rispettare il bene comune, soprattutto se trattasi di un bene culturale o monumentale. La città mantiene il suo decoro non solo se viene Amministrata correttamente, ma anche quanto tutta la cittadinanza si comporta con coscenza civica e nel rispetto della “cosa comune”.

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